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Vicenda Arca. Procura Corte Conti: «forte opacità, evidenti illegittimità e colpa grave»

Opere pubbliche a carico del privato mai realizzate perché l’amministrazione comunale non le ha mai chieste

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Vicenda Arca. Procura Corte Conti: «forte opacità, evidenti illegittimità e colpa grave»




SPOLTORE. La vicenda dell’accordo Arca di Spoltore racchiude in sé tutte le caratteristiche della classica vicenda all’italiana che con una “distrazione fatale” produce danni e dubbi.
Un accordo di programma per la costruzione del più grande centro commerciale a Spoltore si è trasformato in un pericoloso boomerang per l’ex sindaco, Donato Renzetti, che ora rischia seriamente di pagare i danni a lui imputati: 200mila euro.
La collettività invece ne sconta ad oggi almeno 400mila, a tanto ammontano i danni calcolati per la mancata realizzazione dell’opera che doveva sostituire gli oneri concessori dovuti per legge dal privato.
L’opera che non c’è è un campo sportivo valutato nel valore di 800milioni di lire (400mila euro) con gradinate per 5mila persone e spogliatoi.
L’opera però è stata realizzata allo 0,5%. In 10 anni nessun amministratore pubblico ha mai sentito il dovere di chiedere spiegazioni sul perché la società Arca non avesse adempiuto ad un preciso obbligo di legge. L’unica persona che ha voluto farlo non ha incontrato ostacoli nell’ottenere tutte le carte che parlano di una vicenda sconcertante e inaccettabile
La consigliera Marina Febo (Pdl) ha studiato tutto e poi inviato l’esposto alle procure.
Ha risposto solo la Corte dei Conti dell’Aquila che ha fissato l’udienza per Renzetti il prossimo 17 dicembre.
Le due inchieste affidate alla procura di Pescara, invece, successivamente riunite, sono avviate alla archiviazione «per mancanza di prove». Dal fascicolo, però, non si evincono documenti dai quali si possa ricostruire come sia stata condotta la ricerca di prove e dove gli investigatori siano andati a cercarle.
Sulla vicenda Arca, che ha prodotto un danno erariale come detto di 400mila euro, si è acceso lo scontro politico con l’attuale amministrazione Di Lorito che non ha fornito l’appoggio richiesto da Febo né contribuito a fare chiarezza.
«Il Sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, faccia rimuovere i cartelli, situati nell'area antistante di fronte alla Motorizzazione Civile dove, da dodici anni, dovrebbero essere realizzati il campo di calcio e il parco a uso pubblico, secondo la Convenzione tra Arca e Comune», chiede oggi Marina Febo, «perché sono il simbolo della cattiva gestione della cosa pubblica e della mala amministrazione della vicenda Arca».
I fatti parlano di una storia di omertà e di coperture trasversali, di silenzi imbarazzanti ma anche di connivenze.

IL GIUDIZIO DELLA PROCURA DELLA CORTE DEI CONTI
Così tira le somme la procura della Corte dei Conti: «questa complessa vicenda dimostra, anche alla luce dell’esito negativo per l’amministrazione, il mancato raccordo tra indirizzo politico attività amministrativa che si è protratto anche per le amministrazioni che si sono succedute alla data del 30 maggio 2007 data ultima del servizio di Donato Renzetti come sindaco».
Insomma le cose non sono cambiate quando è arrivato il sindaco Franco Ranghelli e poi di recente Luciano Di Lorito.
«E’ sufficiente richiamare la vicenda della polizza assicurativa che presenta elementi di opacità e inefficienza amministrativa notevoli», dice la procura, «i profili di forte opacità e di evidenti illegittimità emergono anche dai procedimenti giurisdizionali innanzi al Tar Abruzzo dove non compare un’azione amministrativa lineare rispettosa della regola del buon andamento».
«Nel caso specifico», continua ancora l’atto di citazione, «sussiste una carenza del potere di indirizzo e di controllo politico amministrativo proprio degli organi di governo che ha fatto sì che tutta la gestione del piano urbanistico direzionali fosse caotica e produttiva del pregiudizio erariale conseguentemente alla mancata acquisizione di beni e attivazione della polizza assicurativa».


Poiché allora oggettivamente un danno erariale è stato creato per la mancata realizzazione delle opere pubbliche previste in convenzione tra il Comune e la società Arca, secondo la Corte dei Conti «la responsabilità amministrativa» deve «essere addebitata all’allora sindaco Renzetti, al quale deve essere addebitata per colpa grave la mancata vigilanza sul regolare andamento dei servizi con riferimento ad un piano urbanistico di rilevante impatto economico per il proprio ente».
Insomma dimenticarsi di uno degli accordi di programma più onerosi e importanti (di cui tra l’altro si è parlato costantemente sui giornali) è «grave».
Si chiede dunque il pagamento di 200mila euro pari alla metà del danno.
In realtà la Corte dei Conti ha chiamato in causa tutti i firmatari della delibera che fa prendere una netta piega a questa brutta storia, la numero 49 del 27 marzo 2001 che modificava in maniera illegittima la delibera 73 del 27 novembre 1999 che sanciva l’accordo di programma.
La procura della Corte dei conti, cioè l’accusa, ha invitato alla giunta di allora a presentare memorie ma tutti -tranne l’ex sindaco- sono stati ritenuti non passibili di colpe (molti per il fatto di aver occupato per un brevissimo tempo la poltrona di assessore o di tecnico responsabile comunale).
Viene così fissata l’udienza del 17 dicembre prossimo per la discussione attraverso ulteriori memorie che l’unico “imputato” potrà produrre per difendersi dopodiché il giudice stabilirà se le ragioni dell’accusa possono essere in qualche modo condivisibili oppure no.
In questo caso l’ex sindaco dovrà dimostrare di aver fatto tutto il possibile per allertare gli uffici comunali e per dare quell’indirizzo politico che di fatto è mancato.
a.b.