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Abruzzo. Inquinamento Aterno-Pescara, interrogazione a Letta: «a cosa è servito Goio»

Il Movimento 5 Stelle chiede di chiarire il lavoro del commissario

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Adriano Goio

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PESCARA. Una interrogazione parlamentare è stata presentata al premier Enrico Letta dai deputati del Movimento 5 Stelle Colletti, Vacca, Del Grosso.
Al centro degli interrogativi il commissario per il risanamento del fiume Aterno- Pescara, Adriano Goio «in considerazione dello stato disastroso perdurante», denunciano i tre deputati a cinque stelle.
«I fallimenti del commissariamento sono sotto gli occhi di tutti, e i nostri bacini idrografici versano in uno stato comatoso con conseguenze drammatiche dal punto di vista ambientale, sanitario ed economico».
Goio è in carica da 7 anni, la «strardinarietà» del suo intervento si è rinnovata più volte.
A lui, per decisione del Governo (allora era in carica Berlusconi) sono stati attribuiti «poteri amplissimi di adozione di piani stralcio, di scelta di interventi e di opere da realizzare». Nel decreto firmato all’allora si leggeva: «considerato che la situazione emergenziale in atto non consente l’espletamento delle procedure ordinarie, bensì richiede l’utilizzo di poteri straordinari in deroga alla vigente normativa …».
Al Commissario, quindi, attraverso la protezione civile, è stata assegnata, insieme ai poteri straordinari a cui si fa ricorso in caso di disastri quali terremoti, alluvioni o tsunami, anche una sostanziosa dotazione economica. 15 milioni di euro.
La scadenza temporale, tuttavia, è stata di volta in volta forzata e "normalmente" rideterminata. La prima scadenza del commissariamento era fissata al 31 dicembre 2006 e da quella data sono stati firmati atti successivi per prolungarne la durata.

LA SALUTE DEI FIUMI
Ma cosa è successo in tutti questi anni, domandano i pentastellati. Sui risultati ottenuti c’è incertezza, su quello che, però, sarebbe dovuto accadere, ci sono più certezze.
«L’Unione Europea», ricostruiscono i deputati nell’interrogazione, «ha stabilito con la Direttiva 60/2000/CE “Acque” che entro il 2015 tutti i fiumi devono raggiungere lo stato ambientale definito “buono”, entro il 2008 dovevano raggiungere almeno lo stato “sufficiente” e comunque non peggiorare il proprio stato di qualità».
Come è andata in Abruzzo? Nel 2011 «non solo la regione non coglie l’obiettivo già fissato per il 2008, con oltre il 35% dei punti di campionamento al di sotto della classe “sufficiente” (quindi pessimo o scadente)», analizzano i deputati, «ma vede aumentare i modo vertiginoso i casi classificati nella categoria peggiore sulle 5 possibili; ben il 10% (12 su 118) delle stazioni monitorate nel 2011 è risultato nella classe “pessimo” mentre nel 2009 erano 3 e nel 2008 solo 1; rispetto al 2009, prendendo in esame esclusivamente le stesse 88 stazioni che sono state campionate in entrambi gli anni, il 38% è stato declassato mentre solo il 4% ha visto migliorare la categoria di qualità, il restante 58% è rimasto invariato».
Tra il 2009 e il 2011 i due principali fiumi abruzzesi, il Sangro e l’Aterno-Pescara, hanno visto peggiorare la loro qualità, il primo da “buono” a “sufficiente” e “scadente” (significativamente il tratto che scorre nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise) e il secondo da “sufficiente” a “scadente” (tranne una sola stazione nella classe “sufficiente”).

«L’OBBIETTIVO DEL 2015 SI ALLONTANA»
«L’obiettivo di raggiungere lo stato “buono” entro il 2015 imposto dalla Direttiva Acque 60/2000/CE si sta allontanando sempre di più», denunciano Colletti, Vacca e Del Grosso, «visto che il trend è in peggioramento e ormai il 68% delle stazioni di campionamento non è nella classe “buono”».
Ma i tre contestano anche il fatto che il Piano di Tutela delle Acque ha visto il passaggio favorevole per la Valutazione di Incidenza Ambientale in Comitato CCR-V.I.A. «nonostante la chiara insufficienza delle norme ivi previste per la tutela dei corsi d’acqua a maggiore importanza naturalistica della Regione». «Appare discutibile», dicono al ministro i grillini, «il comportamento degli uffici del Genio Civile e dell’Autorità di Bacino che continuano ad istruire, anche con pareri positivi, procedure amministrative per la concessione di nuove derivazioni e captazioni, anche su fiumi ormai ridotti praticamente al collasso».

COSA HA FATTO GOIO?
I deputati del M5S chiedono a questo punto di sapere: quali sono le attività poste in essere dal Commissario Delegato, riportate nelle relazioni trimestrali, per la riduzione dello stato di inquinamento?
Quali azioni intende attuare il presidente del Consiglio dei Ministri di fronte alla palese inefficacia dell’azione del commissario Adriano Goio?
La Presidenza del Consiglio dei Ministri intenda concertare con la Regione Abruzzo e con le amministrazioni locali nuove soluzioni per la gestione dell’emergenza e per le bonifiche ambientali dell’ Aterno, considerando il fallimento dell’azione di commissariamento?