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Spoltore, vicenda Arca, «danno erariale da 200 mila euro»

La Corte dei Conti batte cassa: nel mirino l’ex sindaco

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Donato Renzetti

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SPOLTORE. Ci sarebbero sviluppi della Procura della Corte dei Conti di L'Aquila sulla vicenda Arca del Comune di Spoltore.
La magistratura contabile avrebbe ravvisato un danno di 200 mila euro alle casse comunali e attribuito la responsabilità al sindaco Donato Renzetti, che ha ricoperto l'incarico di amministratore dall'1.1.2001 al 2.4.2001 e dal 28.2.2002 al 30.5.2007.
L’inchiesta non è nuova e già nei mesi scorsi erano trapelate alcune notizie, come quando a inizio giugno la Corte dei Conti aquilana aveva chiesto a Renzetti ed altri amministratori pubblici le memorie a chiarimento della delibera di giunta 49 del 2001, propedeutica alla convenzione con la società Arca che a Villa Raspa ha realizzato un centro commerciale e diverse strutture direzionali.
All’attenzione dei magistrati era finita una presunta difformità sulla realizzazione del campetto di calcio rispetto alle direttive iniziali (il campo poi non è stato mai realizzato), ma anche l’ipotesi di cessione di un terreno di 9mila metri quadri per la realizzazione di una scuola, e la monetizzazione del 5 per cento delle superfici che l’Arca in un primo momento era chiamata a cedere, fino alla realizzazione di un parco.


Si legge nel documento della Procura: «emerge una gestione caotica del rapporto tra Arca S.r.l. e il Comune di Spoltore, alla quale hanno contribuito certamente più amministratori e funzionari ma appare assai difficoltoso rinvenire una piena responsabilità di tutte le persone che, in un modo o nell'altro si sono interessate alle varie fasi procedimentali. La Procura ritiene che sia rinvenibile, allo stato, la colpa grave dell'allora sindaco Donato Renzetti».
Sulla vicenda da mesi c’è un feroce pressing della capogruppo del Pdl Marine Febo che chiede risposte all’attuale amministrazione e oggi dice di non essere sorpresa di questa notizia.
«Al di là dei procedimenti giudiziari che daranno il loro esito», commenta Febo, «la valutazione politica del mio gruppo è di totale condanna verso la gestione amministrativa dell'ex sindaco, Donato Renzetti, sul caso Arca - e non solo - che, come riconosciuto anche dalla Procura della Repubblica di Pescara, ha rappresentato l' «espressione di cattiva gestione della cosa pubblica e di mala amministrazione»».
Per Febo la condanna si estende ancora più forte nei confronti dell'attuale amministrazione Di Lorito perché «legata a doppio filo con la precedente amministrazione Renzetti e rimasta immobile di fronte ai numerosi problemi che noi abbiamo scoperto e sottoposto all'attenzione dell'intero Consiglio comunale, durante il corso di questo primo anno di mandato».


La capogruppo del Pdl ricorda le affermazioni dell’attuale primo cittadino nelle varie circostanze: «Il caso Arca non è una priorità e non ci tocca come amministrazione» (luglio 2012), oppure «Ben venga che lei questa sua interrogazione (sulla fideiussione e sul fallimento anzitempo della società garante) la manda, lei la manda alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti» (ottobre 2012). Ancora «occupati di altro, occupati di altro, occupati di altro!» (gennaio 2013) di fronte alla richiesta di risposte alle interrogazioni che non sono mai giunte.
«La vicenda dell’Arca è stata gestita male sin dall’inizio, sin dal 2001», commentano invece i consiglieri
comunali Francesco Zampacorta (Grande Spoltore – Cinque Borghi) ed Edoardo Diligenti (Spoltore Futura). «Difatti emerge una gestione caotica del rapporto tra Arca S.r.l. e il Comune di Spoltore, alla quale hanno
contribuito certamente più amministratori e funzionari. La vicenda potrebbe assumere un sapore più amaro se si considera il fatto che l’amministrazione Di Lorito non ha mai appellato l’ultima sentenza TAR (depositata il 24 maggio 2012, dopo 17 giorni dell’elezione del nuovo Sindaco) in merito alla vicenda ARCA relativa all’annullamento dei dinieghi di permessi a costruire. Infatti, l’ultima sentenza del TAR (in ordine cronologico) pur annullando i provvedimenti di diniego di permesso a costruire emessi dal Comune, dichiarava esplicitamente che vi erano degli inadempimenti contrattuali e che tali inadempimenti erano ravvisabili nella volontà dello stessa società. Successivamente, come ormai sanno tutti, si è accertato che le garanzie finanziarie (ovvero la polizza fideiussoria) non erano idonee».

Su questo argomento il consigliere Zampacorta depositerà un’interrogazione, in particolar modo sulla citazione pervenuta all’ex sindaco Renzetti con la richiesta di risarcimento danni per la mancata realizzazione del campo.