ACQUA TORBIDA

Aca, 16 sindaci solidali con Di Cristoforo. Si pensa anche alla buonuscita

Zaccagnini: «ma di che stiamo parlando?»

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Ezio Di Cristoforo

Ezio Di Cristoforo




PESCARA. Un documento di «solidarietà al presidente di Cristoforo» è stato firmata nei giorni scorsi da 16 rappresentanti di altrettanti Comuni (sindaci e delegati).
Compatti i rappresentanti di Catignano, Corvara, Civitella Casanova, Cappelle sul Tavo, Tocco Da Casauria, Alanno, Pietranico, Bolognano, Rosciano, Torre dè Passeri, Collecorvino, Città Sant’Angelo, Brittoli, Vastiglione Messer Raimondo, Bisenti, Elice.
I primi cittadini confermano la loro «fiducia nella magistratura» in merito all’inchiesta che vede coinvolto il vertice dell’Aca accusato di aver intascato tangenti. «Solidarietà» viene espressa nello stesso documento nei confronti di Di Cristoforo «confidando nella dimostrazione della propria estraneità dei fatti contestati».
Dopo l’arresto del 17 luglio (oggi ha l’obbligo di dimora) Di Cristoforo non si è mai dimesso dalla sua carica ma solo autosospeso e ha rispedito al mittente tutte le accuse nonostante nell'inchiesta di cui si parla vi sia un "pentito" che ha collaborato e raccontato agli investigatori come e quanto pagava a Di Cristoforo e altri pubblici ufficiali.
Questa decisione di restare tecnicamente in sella ha creato qualche malumore, soprattutto tra le fila di Rifondazione Comunista che auspicava un ritorno a casa immediato.
Adesso l’ex sindaco di Tocco da Casauria, Riziero Zaccagnini, tira fuori la lettera vergata dai sindaci e dagli assessori, e non mancano sorprese. 

Infatti si prende atto che il presidente è ancora in carica e che, come da verbale del collegio sindacale c’è la possibilità «di cambio della Governance mediante revoca anticipata». Dunque se i sindaci lo volessero il cambio ai vertici ci potrebbe essere. Ma a quale prezzo?
Da qui la richiesta dei sindaci: «il cda convochi un’assemblea con il seguente punto all’ordine del giorno: ‘definizione delle modalità di risoluzione del rapporto con l’attuale presidente Aca’».
«Ma di cosa parlano?», domandano Zaccagnini e Romano Serra (Rc Torre dè Passeri): «di quali modalità? In qualsiasi posto al mondo si sarebbe proceduto a dimissioni immediate, volontarie o forzate dai soci. Qui invece sembra di essere al mercato, dove tutto è trattabile. Nessuna sorpresa, ma solo l'ennesima riprova di quanto gli interessi della cittadinanza siano lontani dai pensieri dei sindaci Linari e Lattanzio, probabilmente più attenti, all'avvicinarsi delle elezioni regionali, alle esigenze elettorali di qualche "big" di riferimento».

Sulla nuova linea tracciata dai sindaci, Zaccagnini e Serra (che parlano di «degradante balletto») chiedono di conoscere l'opinione dei consiglieri comunali delle loro maggioranze, «ammesso che un'opinione ce l'abbiano».
Intanto a Chieti il sindaco, Umberto Di Primio, e l’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Colantonio, a seguito dei mancati chiarimenti, richiesti ad Aca, sulla minore erogazione idrica fornita al Comune di Chieti, hanno altro da dire.
«Se la Direzione Aca oggi tenta di smorzare i toni dichiarando che “non c’è nessuna emergenza idrica nel Comune di Chieti”, noi non esitiamo ad affermare che il capoluogo teatino è da tanto e troppo tempo penalizzato nell’erogazione di quello che è un servizio fondamentale del cittadino e soprattutto “non stiamo tranquilli” come si suggerisce, perché anche se la riduzione idrica fosse “solo di 3 l/s” - in realtà molti di più, ma ahinoi, non comunicati - ciò ha già comportato diverse anomalie negli ultimi dieci giorni, laddove la riduzione giornaliera protratta di 6 l/s ha causato non solo la perenne mancanza d’acqua nelle abitazioni dello Scalo ma un notevole abbassamento dei livelli dei serbatoi tanto da doverne richiedere l’ennesima chiusura».

«I SINDACI SI ATTIVINO»

«Poco mi interessano le polemiche interne ai partiti o trasversali in un sistema di potere radicato e difficile da scardinare. Ciò che mi interessa è il servizio da erogare ai cittadini dei 64 Comuni, e ovviamente gli investimenti da realizzare sul territorio per far si che il sistema funzioni». E' un estratto della lettera che il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha inviato ai 64 sindaci che compongono l'assemblea dell'Aca, in merito alle vicende di ultime settimane relative all'Azienda consortile acquedottistica.   Testa parla di «riflessioni sulle vicende – direi drammatiche - dell'Aca che necessitano di una svolta immediata». «Ti prego di attivarti», si rivolge ai sindaci direttamente, «per sbloccare in tempi rapidi questa stasi che è a dir poco imbarazzante e non fa onore alla classe politica, chiamata a scegliere e decidere In altri territori dell'Abruzzo è già avvenuto e non ci sono giustificazioni al fatto che qui si tentenni senza mai pervenire ad una conclusione».