OPERE CON OMISSIONI

Abruzzo. Filò: da Comitato Via parere favorevole con prescrizioni: «migliorare il progetto»

Ambientalisti: «ricorso al Tar ed esposto alla Corte dei Conti»

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Abruzzo. Filò: da Comitato Via parere favorevole con prescrizioni: «migliorare il progetto»


PESCARA. Il Comitato di Valutazione Impatto Ambientale (Via) ha espresso ieri sera parere favorevole, seppur con prescrizioni significative in materia di barriere architettoniche ed inquinamento, sul progetto 'Filò'.
C’era grande attesa per il responso finale che come al solito ha fatto gioire qualcuno (i sostenitori, sindaco Mascia in primis) e arrabbiare qualcun altro (gli ambientalisti e le associazioni di disabili).
Secondo quanto stabilito ieri pomeriggio i lavori della filovia potranno continuare ma il progetto dovrà essere adeguato in base alla normativa sui lavori pubblici in materia di barriere architettoniche. Sul fronte dell'inquinamento, invece, dovranno essere piantumati 1.500 alberi nelle diverse zone del tracciato. Prescrizioni riguardano anche lo studio ambientale relativo ai prossimi lotti del progetto e il monitoraggio della qualità dell'aria e dell'inquinamento acustico.

MONITORAGGIO DEL TRAFFICO
Nel verbale della seduta di ieri si legge che la Gtm dovrà predisporre ed attuare un piano di monitoraggio del traffico durante l'esercizio dell'opera, con cadenza annuale, da fornire ai Comuni interessati, alla direzione Trasporti regionale e alla Direzione regionale competente in materia di qualità dell'aria, «al fine di verificare l'effettivo miglioramento della qualità ambientale ed attuare, ove necessario, opportune ed idonee misure correttive».

MONITORAGGIO FONOMETRICO
Inoltre dovrà essere effettuato, «ad opera realizzata, secondo la normativa vigente, un monitoraggio fonometrico su un congruo numero di ricettori, scelti lungo il percorso e concordati con l'Arta compresi i tre ricettori sensibili (istituti scolastici), al fine di attuare eventuali azioni di mitigazione dell'impatto acustico per assicurare il rispetto dei valori limite applicabili».

INSERIRE ALBERI
Altra prescrizione: «al fine di attuare un miglioramento delle condizioni ambientali complessive, con particolare riferimento al contenimento delle emissioni di CO2, dovranno essere realizzati interventi di inserimento a verde, in situ e/o in area urbana, mediante la messa a dimora di piante autoctone, concordandone con i Comuni interessati e il Corpo Forestale dello Stato il numero, la specie e la relativa ubicazione».

LE BARRIERE ARCHITETTONICHE
ln relazione alle criticità sollevate in merito all'eliminazione e superamento delle barriere architettoniche, la Stazione appaltante «dovrà valutare la conformità alla normativa vigente delle soluzioni di adeguamento proposte dalla Gtm, adottando le conseguenti soluzioni di competenza in relazione alle disposizioni vigenti in materia di lavori pubblici. Sono fatte salve le eventuali ulteriori prescrizioni impartite da altre Autorità competenti (es. Ministero dei Trasporti, Autorità paesaggistica, ecc.)».
Il Comitato Via ha infine disposto «all'esito della eventuale definizione progettuale di un ulteriore lotto del sistema di TPL, di verificarne l'effetto cumulo con il presente intervento».

ANDIAMO AL TAR
«Si tratta di un'autorizzazione in sanatoria e quindi illegittima, che impugneremo immediatamente dinanzi al Tar. La procedura in corso è illegittima, non essendo possibile fare una valutazione di impatto ambientale postuma», hanno annunciato le associazioni ambientaliste, dopo la decisione del Comitato Via.
«Comunque - sottolineano Wwf Abruzzo, Carrozzine Determinate e comitato No Filovia - le pesanti prescrizioni imposte confermano la fondatezza delle osservazioni, imponendo alla stazione appaltante adeguamenti progettuali impossibili da attuare».
«La Valutazione di impatto ambientale - evidenziano le associazioni -, regolata da norme nazionali e comunitarie, valuta le condizioni ambientali, sociali ed economiche, si compie su progetti preliminari e non esecutivi, proprio per consentire opportune modifiche, ovvero soluzione alternative di progetto o di sistema volte a migliorare l'opera, anche e soprattutto mediante la partecipazione pubblica. Oggi questa valutazione, fatta su un progetto esecutivo, per di più a lavori ultimati, non ha alcuna legittimità».

«ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI»
E Loredana Di Paola del Wwf Abruzzo chiarisce meglio: «il ricorso al Tar è inevitabile. Appare incredibile come il Responsabile unico del procedimento Fabiani e i vertici della Gtm si siano presi la responsabilità di iniziare i lavori e mandare avanti un'opera pubblica di tale impatto, anche economico, non tenendo in alcuna considerazione norme (come quelle sulle barriere architettoniche )che sono molto stringenti, proprio perchè riguardano una parte della popolazione che vive già un disagio. Oggi, grazie ad un lavoro meticoloso fatto di rilievi e misurazioni sul campo da parte di cittadini volontari, abbiamo dimostrato che le barriere sulla strada parco non sono eliminabili. Chiaramente anche su questo ci rivolgeremo alle autorità competenti, compresa la Corte dei Conti. 

SORGENTONE: «LA PARTITA NON E’ CHIUSA»

«Invito i politici che oggi gongolano, trionfanti, per la ripresa dei lavori della filovia», commenta Mario Sorgentone, «a risentirci tra qualche anno, quando osserveremo mostri di  18,50 metri girare a vuoto sulla strada parco, senza altri passeggeri che gli extracomunitari, e con milionarie passività di gestione che graveranno come al solito sulle spalle dei cittadini».

Per Sorgentone resta un mistero: «come sarà possibile trasportare ottocento passeggeri l’ora in un percorso di soli otto kilometri e come l’istallazione di 22 nuovi semafori sulla strada parco possa giovare all’inquinamento.   L’impegno profuso dalla associazione strada parco in questi anni, per evitare una ulteriore ferita alla nostra città - dopo le vicende della diga foranea, del cementificio, delle antenne- è stata finora vanificata dalla ottusa e preconcetta politica del centrodestra e dalle ambiguità del centrosinistra. Ma la partita non è chiusa, perché il comitato regionale ha violato la legge, accettando la VIA in sanatoria, che invece è uno strumento preventivo, come sancito da tante sentenze del consiglio di stato, TAR, Corte di Giustizia».