SANITA'

SanStefar minaccia 50 esuberi, tensione per la cassa integrazione

La Cgil denuncia l’assenza dell’assessorato alla sanità

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Carmine Ranieri

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ABRUZZO. «Assente. La Direzione dell’assessorato regionale alla sanità era assente all’incontro dove si doveva discutere della cassa integrazione per 50 dipendenti del SanStefar».

E’ sconfortata la denuncia di Carmine Ranieri, segretario regionale della Cgil funzione pubblica.
«Io non discuto sui motivi che hanno impedito al funzionario di partecipare alla riunione con l’assessorato al lavoro e che potrebbero essere validi», dice, «resta il fatto che questa assenza imprevista rischia di essere un segnale negativo per tante vertenze in atto. Insomma si è trattato di un’assenza inopportuna se il messaggio è quello dell’indifferenza della Direzione dell’assessorato ai problemi occupazionali di chi lavora per la sanità».
 Detto in altre parole, in un momento delicato come questo e proprio mentre si parla di taglio al budget della riabilitazione, mentre sono in corso le trattative per limitare al massimo le ricadute occupazionali negative (la scorsa riunione in assessorato sanità il taglio è stato ridotto dal 10 al 5%), ieri all’assessorato al lavoro era stato convocato un incontro per definire alcune richieste in atto per la cassa integrazione. Si doveva parlare del futuro dei dipendenti del Gruppo Villa Pini (eccetto quelli della clinica) per i quali c’è il pericolo del licenziamento, se non ci saranno novità sull’arrivo dei nuovi fondi promessi dal governo.
E per questi lavoratori la riunione è stata aggiornata a dopo il 20 settembre, giorno in cui si conoscerà la ripartizione dei nuovi fondi. E si doveva parlare del futuro del SanStefar, problema sul quale c’era già stato uno scontro in Regione al momento della discussione sul taglio del budget.

Già in quella occasione i rappresentati del SanStefar avevano preannunciato iniziative unilaterali sul mantenimento dei livelli occupazionali e si era diffusa anche la voce di un taglio delle prestazioni.
Taglio smentito da Leo De Nicola, amministratore del SanStefar, che a PrimaDaNoi.it dice: «nessun taglio delle prestazioni, sui livelli occupazionali decidiamo dopo martedì (cioè ieri, ndr)».
 Segnalazione opposta invece da parte di una paziente che ha riferito di una telefonata in cui le si preannunciava lo stop delle prestazioni, il che – se fosse confermato – chiamerebbe di nuovo in causa la direzione regionale della sanità che ha la competenza sui controlli di questa attività.
Come sostiene anche Ranieri, Cgil: «La presenza dell’assessorato agli incontri è importante non solo per la tutela dei dipendenti a rischio cig, ma anche per assicurare che gli standard del personale siano rispettati. Il personale SanStefar è già sotto pressione con contratti di 24 ore e con 12 ore di cig, per consentire a tutti di lavorare. Ora con il pretesto dei tagli al budget si parla di 50 esuberi. Questo rischio pone con forza il problema del rispetto dei minimi requisiti occupazionali previsti dalla legge sull’accreditamento. E tocca all’assessorato definire le regole, presente o assente che sia».

Sebastiano Calella