OPERE E OMISSIONI

Abruzzo. Filovia: oggi il giorno del giudizio. Mascia: «situazione grottesca»

Ambientalisti ottimisti: «si può solo bocciare»

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Il dirigente Antonio Sorgi

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PESCARA. Oggi il Comitato regionale Via è chiamato a pronunciarsi in modo definitivo sulla vicenda inerente la realizzazione della filovia lungo via Castellamare, ossia l’ex tracciato ferroviario.
Il responso dovrebbe arrivare proprio oggi perché la commissione ha in mano tutte le carte per decidere ma nessuno, visto le riunioni precedenti, esclude che possa esserci un ennesimo rinvio.
A luglio scorso il Comitato ha approvato un preavviso di rigetto dando alla Gtm alcune settimane di tempo per integrare i documenti mancanti e i dubbi irrisolti.
Tra questi le alternative di percorso, lo studio sulle emissioni rumorose, quello sull’inquinamento atmosferico e infine il piano di abbattimento delle barriere architettoniche sul marciapiede costruito dalla Regione nel 1998.
In caso di mancata risposta da parte della Gtm e' prevista la sanzione dell'Art.29 comma 4 cioè il ripristino dello stato dei luoghi.
«Ci attendiamo», ha commentato il sindaco Luigi Albore Mascia che difende strenuamente il progetto, «che il Comitato Via assuma una decisione consentendo finalmente alla città di uscire da una situazione grottesca, con opere già avviate e per buona parte realizzate, lasciando un cantiere in sospeso, con pali installati, fili elettrici già tesi, pensiline sistemate, ma senza il filobus che oggi avrebbe già dovuto collegare Pescara con Montesilvano garantendo la disponibilità di un mezzo di trasporto pubblico di massa veloce a zero impatto ambientale».
«Oggi la città», ha detto invece l’assessore al Commercio Gianni Santilli, «ha il diritto di conoscere il proprio futuro, ricordando che sinora abbiamo continuato sempre a opporci a un ritorno del mercato rionale del mercoledì su quell’asse viario, ma è evidente che, di fronte a un ulteriore ritardo o rinvio dei tempi da parte del Comitato (ovvero se oggi non ci sarà la decisione), dovremo sicuramente assumere una decisione di merito».

35 MILIONI DA RESTITUIRE
In caso di bocciatura bisognerà restituire 35milioni di euro allo Stato e Mascia chiede al Comitato di tenere conto di questo fattore prima della scelta.
La somma venne infatti vincolata alla costruzione della filovia e non di una strada-parco.
Per associazioni e comitati (Wwf Abruzzo, Carrozzine determinate e il comitato ‘Oltre il gazebo no filovia’) è invece inevitabile da parte del Comitato Via la bocciatura definitiva perché si sta valutando un progetto in “sanatoria” in contrasto con la normativa vigente nazionale e comunitaria, come peraltro ammesso e dichiarato ufficialmente dalla stessa Provincia di Pescara (membro del Comitato) nel verbale Via del 18 luglio scorso.
Poi, dicono sempre i comitati, la documentazione depositata dalla Gtm per sanare le criticità non soddisferebbe le esigenze di chiarimenti richiesti attraverso precise prescrizioni.
«Anzi, i consulenti fiduciari», sostengono dal comitato, «certificano indirettamente l'impossibilità di trovare soluzioni tecniche alle varie criticità. Ci riferiamo in particolare alla eliminazione delle barriere architettoniche con conseguente
adeguamento dell'opera alla normativa vigente in materia e all'impatto sull'inquinamento atmosferico e acustico». Per il comitato nello studio della Gtm ci sarebbero alcuni errori interpretativi di alcune norme.

LE «FORZATURE» DELLA GTM
«E' evidente la forzatura », sottolineano, «quando si definisce il marciapiede lato mare come un “percorso ”. Il percorso secondo la L. 236/89 deve avere larghezza non inferiore a 90 cm. Mentre il marciapiede deve avere una larghezza non inferiore ai 150 cm (DM 05-11-2001). Lo studio Gtm definisce tutti i tratti di percorrenza per pedoni e carrozzine come percorsi per poter rientrare nella misura di 90cm. Per il codice della strada e per la normativa vigente in materia di sicurezza tali tratti però sono a tutti gli effetti dei marciapiedi quindi devono avere una larghezza non inferiore a 150 cm»
Altro problema: i consulenti ammettono che la gran parte delle rampe di accesso al tracciato ha una pendenza non a norma (superiore all' 8 %) quindi da adeguare. «Non danno alcuna soluzione su come si possano adeguare», denunciano ancora i comitati. «Manca totalmente lo spazio necessario per addolcire le pendenze,
portare la larghezza delle stesse a 150 cm per l'incontro tra due carrozzine e una carrozzina e un pedone o ancora una carrozzina ed un passeggino; avere la lunghezza necessaria per permettere ogni 10 mt alla carrozzina di fare manovre di inversione di marcia».