IL FATTO

Abruzzo. Spiagge chiuse a Rocca San Giovanni, pure l’alga tossica dopo l’intossicazione di alcuni bagnanti

La settimana scorsa 10 persone sono finite in ospedale

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Abruzzo. Spiagge chiuse a Rocca San Giovanni, pure l’alga tossica dopo l’intossicazione di alcuni bagnanti

Spiaggia di Rocca San Giovanni




ROCCA SAN GIOVANNI. La settimana scorsa, nelle giornate di sabato (31 luglio), domenica e lunedì (1-2 agosto) almeno una decina di persone che si erano recate sulla spiaggia "La Foce" di Rocca San Giovanni sono costrette a rivolgersi al Pronto Soccorso di Lanciano.
I bagnanti hanno infatti manifestato sintomi comuni: dolori alla trachea, difficoltà respiratorie, dolori allo stomaco, spossatezza nausea e febbre. Altre decine, pur non ricorrendo alle cure ospedaliere, hanno contattato l’associazione Nuovo Senso Civico segnalando gli stessi sintomi.
Di sicuro non tutti quelli che hanno avvertito i dolori avevano fatto il bagno. Si pensa dunque ad una intossicazione aerea. La Asl ha anche avvisato i Nas dopo aver riscontrato la frequenza dei sintomi dei pazienti arrivati al Pronto soccorso.
Sulla spinta di queste segnalazioni e dopo aver accertato che l'unico elemento comune tra queste persone era l'aver frequentato la stessa spiaggia, Nuovo Senso Civico, attraverso il suo presidente Alessandro Lanci, aveva chiesto di chiudere in via precauzionale i luoghi interessati in attesa di accertare con sicurezza le cause scatenanti del fenomeno. «Tutto questo», spiega Lanci, «con il solo ed unico scopo di garantire l'incolumità dei bagnanti e di evitare eventuali e peggiori conseguenze».
Il sindaco e medico di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, però ha minimizzato l'accaduto rassicurando tutti ed invitando a tornare al mare senza problemi («ci ho mandato anche mio figlio»). Un atteggiamento contestato da Lanci perché le indicazioni sarebbero state date «prima di qualsiasi approfondimento scientifico e sanitario che potesse escludere effetti negativi sulle persone. Addirittura l'Arta (Agenzia Regionale Tutela Ambiente), secondo le dichiarazioni fatte alla stampa dal primo cittadino, avrebbe escluso qualsiasi anomalia dopo una prima indagine visiva».

Giovedì, dopo che l’associazione aveva chiesto l'interdizione alla frequentazione della spiaggia almeno fino al completamento di analisi più approfondite che avessero escluso qualsiasi rischio per la popolazione, il sindaco Di Rito ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Lanciano per procurato allarme e diffamazione verso ignoti.
Venerdì infine è arrivata però un'ordinanza di interdizione  all'accesso a tempo indeterminato per tutto il tratto di costa da Vallegrotte fino al Cavalluccio ed analogo provvedimento lo prende il sindaco di Fossacesia per la spiaggia davanti la vecchia stazione. I provvedimenti sono stati presi a seguito di analisi dell'Arta che hanno riscontrato concentrazioni anomale di Ostreopsis Ovata, un'alga marina potenzialmente tossica che prolifera perlopiù in acque stagnanti.
«Basterebbe la semplice cronologia dei fatti», protesta Lanci, «per capire come gira il mondo, almeno dalle nostre parti: ancora una volta sono dei volontari sensibili (in questo caso come in molti altri Nuovo Senso Civico) che si prendono la briga di segnalare un problema pubblico per evitare guai peggiori e che si sostituiscono alle autorità preposte per legge (e pagate per questo) a svolgere il compito di tutela della salute dei propri concittadini. E invece di essere lodati per l'opera di collaborazione vengono additati come causa del male».