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Abruzzo. Villa Pini, ecco l’accordo sindacale che precede l’acquisto

S. Camilla ha 10 giorni per concludere l’aggiudicazione dell’asta

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Abruzzo. Villa Pini, ecco l’accordo sindacale che precede l’acquisto




CHIETI. Il ricco buffet fatto arrivare alle 22 con un pullmino da Villa Serena è stato l’unico momento di pausa e di distensione nella serrata trattativa notturna che a Villa Pini ha portato all’accordo sindacale con Santa Camilla.
Di fatto questo momento di ristoro è servito a fornire una riserva di energia per andare avanti fino alle 5 di mattina, quando finalmente sono state apposte le firme sotto la pagina 16 dell’accordo che comprende anche alcuni allegati.
In realtà la firma è arrivata dopo un faccia a faccia durissimo in cui i sindacati e i responsabili della trattativa – sotto l’occhio attento di Francesco Cancelli (staff della curatela) - hanno dato fondo a tutta la loro professionalità, così come hanno fatto i rappresentanti aziendali della Rsa che ad un certo punto si sono irrigiditi contro i sindacati che avevano intenzione di firmare.
 La loro richiesta era invece di sottoscrivere eventualmente una pre-intesa e poi di sottoporre il testo ad un’assemblea di dipendenti che si doveva svolgere alle 9 in clinica.
 E’ prevalsa però la tesi che non era “umano”, ma forse solo “bionico”, partecipare con molta lucidità ad un’assemblea dopo 12 ore di trattativa dal pomeriggio, peraltro successiva ad una prima tornata di 4 ore della mattina, e arrivati alle 5 della notte stremati e senza il tempo di poter avvisare molti dipendenti.
In realtà queste erano le posizioni che si scontravano fin da ieri mattina e poi nel pomeriggio durante l’improvvisato incontro-scontro dipendenti-sindacati nell’atrio di Villa Pini. Poi comunque, dopo la firma notturna, l’assemblea c’è stata lo stesso, anche se i sindacati provinciali e regionali hanno sempre sostenuto che la firma sotto un accordo avviene in forza del loro mandato, altrimenti non avrebbe senso partecipare alle trattative.

L’ASSEMBLEA INFORMATIVA DI QUESTA MATTINA
E così, giusto il tempo di tornare a casa e di farsi una doccia, e alle 9 Vincenzo Traniello (Cisl regionale) e Gabriele Martelli (Cisl provinciale), presenti anche alcuni rappresentanti Cgil come Domenico Sbaraglia (il segretario regionale Cgil Carmine Ranieri era tornato di corsa da Roma ieri pomeriggio per seguire la trattativa fino a notte fonda) e qualche sindacalista Ugl ed autonomo, l’accordo è stato spiegato ed anche criticato da qualche dipendente esasperato. Poi però è prevalsa la tesi della responsabilità: Traniello ha spiegato come il testo approvato era la quarta versione frutto delle trattative e di più non era stato possibile ottenere.
 Come aveva chiarito anche Davide Farina, segretario provinciale Cisl Fp, secondo il quale la svolta positiva di tutta la trattativa c’è stata quando è stata accolta da Santa Camilla la richiesta di aggiungere 900 ore settimanali all’ultima bozza di piano industriale (che significava 30 dipendenti a tempo pieno). Era una richiesta “d’onore” per il sindacato, nel senso che andava a migliorare, anche se di poco, l’offerta di S. Maria de Criptis, a suo tempo sottoscritta. E qui forse è emersa tutta la professionalità dello staff di Santa Camilla, non tanto e non solo per gli interventi dei consulenti professor Angelo Pandolfo e di Pierluigi Balietti, quanto per le indubbie capacità di gestire dati e situazioni da parte delle due esperte di risorse umane inviate alla trattativa dalla nuova società e cioè Maria Bucci (clinica Pierangeli) e Debora Candeloro (Villa Serena).

I NUMERI E LE CATEGORIE DEI DIPENDENTI CHE SARANNO ASSUNTI
Adesso sarà solo la logica dei numeri ad alimentare le polemiche e le recriminazioni di chi non è favorevole all’accordo o a rafforzare il consenso di chi è favorevole, perché come ha commentato Domenico Rega, Uil, «nelle pieghe dell’accordo ci sono le premesse per migliorarlo».
In realtà, mentre i numeri possono essere aumentati o diminuiti secondo l’evoluzione della politica sanitaria regionale, quello che premeva ai sindacati era fissare dei criteri per le riassunzioni, come si legge nelle pagine che individuano chi e perché ha il diritto o la precedenza nella riassunzione.  
I dati sono comunque questi: 466 dipendenti da assumere, di cui 299 a full tine e 167 part time. I primi sono la somma di 30 medici, 9 coordinatori infermieristici e 154 infermieri. Poi ci sono 90 ausiliari Oss, 1 biologo, 8 tecnici di radiologia, 2 tecnici di laboratorio e 5 amministrativi. A part time sono invece 10 infermieri, 12 ausiliari Oss, 51 ausiliari semplici, 2 coordinatori fisioterapisti, all’82% delle ore, così come i 24 fisioterapisti, 3 Isef, 3 psicologi (al 66% delle ore), e assistenti sociali, 5 tecnici della riabilitazione psichiatrica, 3 dietiste, 2 tecnici di laboratorio, 30 amministrativi, 2 custodi e 18 operai. Ora ad accordo firmato, Santa Camilla ha 10 giorni per sottoscrivere il contratto di acquisto.

Sebastiano Calella