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Pescara, nuovo studentato da 437 posti. Acerbo: «assalto alle aree verdi»

Per il consigliere non basta la Vas: «serve variante al Prg»

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Pescara, nuovo studentato da 437 posti. Acerbo: «assalto alle aree verdi»




PESCARA. Ieri pomeriggio nell'ambito delle procedure Vas (valutazione ambientale strategica) si è tenuto un incontro al Comune di Pescara sul progetto di un'impresa (Abruzzo Ambiente srl) che chiede di costruire su aree agricole una ‘casa dello studente’ per gli universitari fuori sede.
Sono state convocate, come prevede la procedura, associazioni ambientaliste, organizzazioni di categoria e ordini professionali.
L’area interessata dal progetto si trova tra via della Polveriera e via Lago di Bolsena, nella zona periferica sud della città. Il terreno di natura agricola, sul rapporto preliminare del progetto, viene definito «incolto da diversi anni» ed è confinante con un campo fotovoltaico.
«È stata individuata tale area perché nel Comune di Pescara non ci sono aree con idonea destinazione urbanistica sufficientemente grandi da poter contenere una struttura delle dimensioni della struttura riportata nel progetto», si spiega sempre nel progetto.
Saranno realizzate complessivamente 61 camere singole, 65 camere doppie, 82 minialloggi per un totale di 437 posti totali.
Dunque nuovi posti letto (gestiti da un privato) che andranno ad aggiungersi all’altra struttura pubblica (90 posti con ingresso tramite graduatorie) in costruzione in città, in strada comunale piana, un’opera rimasta bloccata per 6 anni a causa di un contenzioso con la ditta. A maggio scorso, però, sono arrivati 1,4 milioni di euro e l’iter si è rimesso in moto. Entro l’estate prossima dovrebbe essere conclusa.
Dal punto di vista “energetico” la nuova struttura dello studentato sarà dotata di sistemi «tecnologici, fotovoltaici, solari termici, coibentazione in grado di garantire un approvvigionamento energetico da FER ed un alto valore di efficienza energetica», si legge nel progetto.

LO SCETTICISMO DI ACERBO
Scettico resta, però, il consigliere regionale e comunale Maurizio Acerbo (Rc): «non so quali siano le intenzioni dell'amministrazione comunale e in particolare dell'assessore Antonelli, ma conoscendoli è meglio mettere le mani avanti anzi impugnare subito un cartello di protesta. Anche perchè da quel che ho letto il progettista pare sia un omonimo del marito della simpatica assessora Giovanna Porcaro. Il progetto a me appare assolutamente discutibile visto che prevede di costruire su aree agricole».
Ed è proprio questo l’elemento che fa storcere il naso all’esponente di estrema sinistra. «Ovviamente», va avanti Acerbo, «per fare un'operazione del genere c'è bisogno non solo della Vas (e non vorrei che qualcuno pensasse di aggirarla come si suol fare in Abruzzo assai spesso) ma anche di una variante al PRG. Domando: perché autorizzare altro consumo di suolo in una città il cui territorio è già ampiamente cementificato? Perchè consentire la cementificazione di una porzione di quel poco di territorio ancora permeabile e verde quando la città è piena di manufatti abbandonati e di aree edificate ed edificabili dove fare interventi di questo tipo?»
Anche perché la legge regionale dà persino il 20% di aumento di volumetria e possibilità di cambio di destinazione d'uso su tutta la città costruita proprio con la motivazione che bisogna riqualificare l'esistente.
Se poi passasse la delibera all'ordine del giorno del Consiglio Comunale il premio di cubatura arriverebbe al 50%.
«La città», insiste Acerbo, «è piena di edifici da recuperare o da demolire e ricostruire e noi dovremmo autorizzare di consumare altro suolo agricolo? Capisco che all'impresa convenga acquisire aree agricole e poi vedersele valorizzate dal Comune ma si tratta del tipico caso in cui l'interesse del privato confligge con quello della comunità. Le aree agricole in una città così cementificata come Pescara debbono essere considerate delle invarianti come le definisce il PRG vigente invece si vuole ripartire all'assalto».
Acerbo non crede nemmeno alla ‘scusa’ dell’interesse pubblico: «si tratta di uno studentato privato non di una "casa dello studente" in cui si accede sulla base delle graduatorie e alle condizioni previste dalle leggi sul diritto allo studio». 


a.l.


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