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Villa Pini, accordo in alto mare: troppe assunzioni part time

Salta l’assemblea del pomeriggio, si continua a trattare

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Villa Pini, accordo in alto mare: troppe assunzioni part time


CHIETI. E’ saltata l’assemblea sindacale prevista oggi a Villa Pini alle 14 per sottoporre ai dipendenti l’accordo sul piano industriale presentato da Santa Camilla, il nuovo aggiudicatario della clinica.

L’accordo non c’era e quindi c’era poco da discutere e da approvare. Di qui l’aggiornamento dell’incontro al pomeriggio per tentare in extremis una mediazione tra le diverse posizioni: i sindacati non sottoscrivono nessuna proposta se prima non appare chiaro quale sarà il futuro di Villa Pini come clinica e soprattutto se non ottengono il parere favorevole dei dipendenti.
Santa Camilla, dopo la conclusione di ieri, ferma a 432 assunzioni, ha rivisto in aumento fino a 463 unità lavorative il personale ma la quota di part time è di circa 170 unità.
Sono state inoltre stralciate dalla trattativa le assunzioni dei medici che erano scese a 30, mentre oggi sono 82 i contratti in essere (52 full time e 30 part time).
Il che ha irrigidito i sindacati medici che più volte hanno chiesto di conoscere il motivo di questo taglio e che hanno evidenziato come in questo modo sarà impossibile gestire la clinica.

Ma ha insospettito anche gli altri sindacati ed i dipendenti in attesa di conoscere l’esito di una lunga mattinata di trattative, dove – al di là dei numeri – è stato sollevato il problema del monte ore che serve a far funzionare Villa Pini. Troppi part time significa una riduzione delle ore di lavoro impiegate per l’assistenza, come ha sottolineato un documento anonimo (salvo la scritta Villa Pini resiste) apparso all’improvviso verso le 13 sui tavoli della trattativa e che ha in parte fatto saltare i già difficili equilibri che c’erano, rendendo inutile l’assemblea delle 14.
Di qui il malcontento che è esploso con la contestazione dei sindacati che ad un certo momento sono stati invitati «ad andarsene a casa», anche se in effetti questo invito era dettato più dall’esasperazione che da una sfiducia nella loro attività. Anche perché nell’assemblea improvvisata ed estemporanea che comunque c’è stata nell’atrio della clinica è avvenuto un chiarimento immediato con l’assicurazione che nessuna firma sarà apposta sotto un documento se non dopo l’approvazione dei dipendenti. 


Ma nelle discussioni animate che hanno riempito l’attesa dalle 13,30 alle 17,30 – quando era previsto l’inizio del secondo round di trattative – è apparso evidente come nell’immaginario collettivo sono riapparsi i fantasmi del passato, quando il futuro della clinica era incerto.
Ora il fantasma ha preso le sembianze di un piano industriale “coperto” ma non tanto, dove i numeri fanno ipotizzare una clinica ad attività ridotta. Ma c’era anche l’incertezza su quello che potrà succedere se l’accordo non si trova o non si firma, con il sindacato preoccupato non solo dei numeri ma soprattutto della mancata approvazione dei criteri con cui saranno effettuate le assunzioni.
E anche di questo si sarà parlato nel round pomeridiano. La speranza dei dipendenti in attesa (per molti di loro - anche con famiglia - il futuro è un part time a poche centinaia di euro al mese) è che Santa Camilla mostri maggiore apertura alla richiesta di lavoro. Come è avvenuto ieri sera quando dopo la chiusura a 432 assunzioni, nel post incontro si era già saliti a 450, poi oggi lievitati a 463.

Sebastiano Calella