GIALLO OSCURO

Pescara, consigliere ‘curiosone’ esce allo scoperto: «c'ero ma nessun furto»

A 24 ore dal Consiglio a porte chiuse il colpo di scena

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4512

COMUNE DI PESCARA NOTTE




PESCARA. Il consigliere ‘curiosone’ esce allo scoperto ma mette le cose in chiaro: lui il 12 agosto è entrato nell’ufficio della Responsabile di Servizio Maria Gilda Di Luca per prendere dei documenti ma col presunto furto non c’entra niente.
Ieri il caso ha tenuto banco in Consiglio comunale. Un Consiglio, per volontà del Pd, a porte chiuse con tanto di verbale secretato: nel momento in cui si è cominciato a parlare del ‘misterioso’ consigliere che si sarebbe intrufolato nelle stanze vuote, giornalisti e pubblico presenti sono stati invitati a lasciare l’aula. Interrotta anche la diretta streaming.
In quella occasione, però, il nome non è comunque saltato fuori. E’ stato però pubblicato stamattina dal quotidiano Il Centro che ha riportato uno stralcio della lettera firmata dalla Di Luca che ha indicato Enzo Del Vecchio, uno dei consiglieri più attivi del Partito Democratico, come colui che si sarebbe intrufolato nell’ufficio in sua assenza.


Proprio Del Vecchio qualche giorno dopo l’episodio (raccontato come un vero e proprio furto non come una consultazione di documenti) assicurò, sempre al solito quotidiano, ‘Il Pd non c’entra niente’.
Ed è proprio a questo punto che la storia si intreccia.
Da un lato la maggioranza di centrodestra ha aperto la caccia al consigliere ladro, e dall’altra Del Vecchio si è sempre tirato fuori, non confermando mai pubblicamente, però, che lui quel giorno nell’ufficio di Di Luca era entrato (insieme ad un altro dipendente e in assenza della responsabile).
L’esponente del Pd lo ha detto per la prima volta questa mattina in Consiglio comunale rivelando al tempo stesso che la circostanza l’aveva messa nero su bianco il 13 agosto (giorno dopo l’incursione) in un documento indirizzato al dirigente Fabrizio Trisi.
«Il documento», ha spiegato oggi Del Vecchio, «non era secretato ma straordinariamente pubblico: è una mia richiesta richiesta datata 13 agosto, con la quale mettevo in evidenza le ragioni e l’assistenza ricevuta il giorno precedente per visionare una specifica e puntuale documentazione che aveva avuto esito negativo».
Si legge nel documento: «In data 12 agosto mi sono recato presso gli uffici del settore Lavori Pubblici per prendere visione del progetto preliminare riguardante la ‘realizzazione rotatorie e parcheggi in varie zone della città’».

Del Vecchio racconta che con il supporto di altri dipendenti ha individuato il relativo faldone che era posizionato lungo il corridoio ma all’interno dello stesso faldone «non c’era alcun elaborato del progetto da consultare». Da qui la richiesta al dirigente competente di fargli avere il materiale.
«Che amarezza», commenta ora Del Vecchio. «Essere additati di non meglio precisati reati con esplicita richiesta di dimissioni dalla carica di consigliere comunale da chi risulta essere interessato da procedimenti giudiziari con richieste di rinvio a giudizio per presunti reati contro la pubblica amministrazione. Ma che importa, in fondo qualche risultato la macchina del fango l’ha ottenuto se qualche organo di stampa associa ai furti in comune la presenza nell’ufficio del consigliere Del Vecchio e questi ed i suoi amici sono inondati di telefonate e non sempre di solidarietà».
Il consigliere sottolinea inoltre che già ieri l’assessore Antonelli aveva escluso la presenza di alcun elemento che avesse potuto avere rilievo penale e quindi nessun atto sarà trasmesso all’autorità giudiziaria.
a.l.