VERTENZA

Italcementi, sindaco Scafa: «lotta fino alla morte contro la chiusura». E spunta D’Alfonso

A sorpresa arriva anche l’ex sindaco di Pescara

Redazione Pdn

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Italcementi, sindaco Scafa: «lotta fino alla morte contro la chiusura». E spunta D’Alfonso


SCAFA. «Lotteremo fino alla morte per difendere il cementificio di Scafa e i posti di lavoro degli operai che sono legati all’Italcementi da oltre quarant’anni».
Lo ha dichiarato il sindaco di Scafa Maurizio Giancola che ha partecipato questa mattina alla riunione dei sindaci del bacino minerario che si è svolta nel piazzale antistante la cementeria.
Protagonista a sorpresa Luciano D’Alfonso, candidato del Pd alla presidenza della Regione alle prossime elezioni, ormai in piena campagna elettorale nonostante sulla data del voto ci sia ancora incertezza.
Il suo intervento non programmato ha stupito non poco il primo cittadino di Scafa secondo il quale l’appuntamento di oggi era un incontro tra sindaci e «tale doveva rimanere».
«Siamo pronti a battere i pugni sul tavolo e a far sentire la nostra voce domani a Roma, nel corso dell’incontro previsto presso il Ministero del Lavoro con il Ministro Gaetano Quagliariello e il sottosegretario Giovanni Legnini», ha assicurato Giancola.
«Al nostro ritorno, vogliamo avere la capacità di guardare i lavoratori dritto negli occhi e dire loro che abbia sempre agito correttamente, nel rispetto della legge e del sacrosanto diritto al lavoro, qualunque sia l’esito del vertice».
D’Alfonso ha auspicato invece un confronto diretto con la società: «non è possibile che quando c’è un problema industriale in Emilia, in Veneto, o in Toscana si parla direttamente con le aziende e noi dobbiamo parlare invece con gli ambasciatori».

70 OPERAI SULLA GRATICOLA
La Italcementi nelle scorse settimane ha annunciato la cessazione dell’attività ed è allarme tra i 70 dipendenti al momento in cassa integrazione a rotazione.
Ma la volontà comune di Istituzioni e sindacati è impedire la chiusura del cementificio di Scafa con la riconferma dell'accordo firmato al Ministero del Lavoro a gennaio 2013 nel quale si parlava di una ristrutturazione dell'azienda e non di cessazione dell’attività.
«Siamo pronti a scendere in campo a fianco dei lavoratori», ha spiegato ancora il sindaco, «affinché l’Azienda mantenga in essere tale piano di riorganizzazione che prevedeva la cassa integrazione fino al gennaio 2015 per il 50% degli addetti, senza fare passi indietro. E’ impensabile, infatti, accettare l’ipotesi di smantellamento del cementificio, soprattutto se si considera che l’Italcementi è sempre stata considerata una realtà solida e alla sua attività è legato il destino dei lavoratori da oltre quarant’anni».
Domani verrà mostrato un documento unitario, elaborato da Regione, Provincia, sindacati e amministrazione comunale per tutelare gli interessi dei lavoratori dello stabilimento di Scafa.

«AZIENDA RISPETTI ACCORDI»
«L’Italcementi – ha proseguito il sindaco Giancola - dovrà rispettare gli accordi nazionali sottoscritti nel gennaio scorso, accettati dalle parti sociali, contrariamente ai quali oggi la cassa integrazione, che era intesa per ristrutturazione, è diventata per cessazione attività. Ovviamente, nel caso in cui la decisione di chiudere lo stabilimento di Scafa fosse irrevocabile, chiederemo all’Italcementi un impegno formale a rinunciare all’istanza di rinnovo delle concessioni minerarie, in scadenza a giugno 2014. Un atto necessario in quanto se l’Italcementi ha deciso di abbandonare Scafa, bisognerà lasciare agli altri imprenditori la possibilità di investire sul nostro territorio. Inoltre ribadiremo ai vertici dell’Azienda che chiudere lo stabilimento non significherà semplicemente mettere un lucchetto ai cancelli della fabbrica».
I sindaci del bacino minerario, infatti, hanno intenzione di mettere in campo tutti gli strumenti in proprio possesso per ottenere una bonifica del suolo e il ripristino delle strade martoriate per anni dal passaggio dei mezzi del cementificio.
Il documento unitario che verrà presentato domani a Roma, tra l’altro, pone l’accento sul ruolo svolto dalla Sama, la società del Gruppo che, oltre a produrre mattonelle, detiene anche le autorizzazioni per lo sfruttamento delle materie prime estrattive minerarie.
«La Sama – ha precisato il sindaco Giancola – è concessionaria di uno stabilimento di proprietà demaniale, peraltro pertinenza del sito minerario. Un impianto che, nel corso degli anni, avrebbe meritato investimenti e strategie finalizzati al mantenimento del valore dell’Azienda. Basti pensare che i derivati dell’asfalto hanno attualmente interessanti prospettive di mercato».