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Chieti, 24 anni di attesa per una risposta dall’Inps

La lettera arrivata ad una donna di Chieti

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Chieti, 24 anni di attesa per una risposta dall’Inps




CHIETI. Una lettera nella cassetta della posta.
L’intestazione è nota, quella dell’Inps. Il destinatario la apre e non crede ai propri occhi. Già perché l’Istituto nazionale di previdenza sociale si è preso ben 24 anni di tempo per rispondere ad un quesito inoltrato il 16 ottobre 1989. In quell’anno a Pechino cominciarono le proteste studentesche in piazza Tienanmen, in Italia Giulio Andreotti varò il suo sesto governo, a Berlino cadde il muro e a Sanremo Fausto Leali e Anna Oxa vinsero con la canzone Ti lascerò. Pare un secolo fa.
Se spesso si dice che la burocrazia è lenta e ha i suoi tempi, questa missiva potrebbe probabilmente concorrere ad entrare nel libro dei Guinnes dei Primati italiano. Di anni ne sono passati veramente tanti, quel quesito era rimasto senza alcuna risposta. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta ma dagli uffici della sede provinciale di Chieti, lo scorso 29 agosto, qualcuno si è preso la briga di rispolverare quella vecchia richiesta, saltata fuori non si sa nemmeno come.
Con tutta calma, dunque, la risposta è arrivata a destinazione e l’Inps oggi avverte che l’istanza presentata due decenni fa sulla ricongiunzione onerosa «non può essere accolta».

Ventotto parole in tutto (quasi una all'anno) per dire che no, non si può fare. Una risposta scarna e striminzita che comunque ha richiesto quasi trent’anni di attesa.
E dopo tutto questo tempo magari sarà anche più facile incassare la risposta negativa.
Sempre l’Inps avverte che l’atto in questione può essere impugnato tramite ricorso al Comitato di Vigilanza della gestione competente «entro 30 giorni». In questo caso la data di scadenza c’è e per l’utente non c’è possibilità di sgarrare. Ma ormai i tempi sono maturi per infischiarsene.
a.l.

Inps 24 anni dopo