DANNO E RISARCIMENTO

Pescara, fognature otturate durante temporale: Comune condannato a pagare 43.571 euro

La cittadina vittima è l’onorevole Vittoria D’Incecco (Pd)

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Vittoria D'Incecco

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PESCARA. Il Comune di Pescara dovrà sborsare 43.571 euro per non aver pulito adeguatamente la rete fognaria: una pesante pioggia avrebbe creato una vera e propria esplosione delle condotte.
La vicenda non è recente ma risale al 1998.
Il 19 agosto scorso, però, a 15 anni esatti dall’incidente, il Comune è stato costretto ad impegnare l’ingente somma dopo che la Corte d’appello ha chiuso il caso e disposto il pagamento. La beneficiaria non è una cittadina qualunque ma l’onorevole Vittoria D’Incecco (Pd) negli anni scorsi criticata per aver fatto causa all’ente.
Lorenzo Sospiri (Pdl) ha più volte parlato, infatti, di lampante incompatibilità tra la oggi deputata, che in passato è stata al tempo stesso assessore del Comune e parte lesa contro l’amministrazione comunale.
Comunque adesso la vicenda giudiziaria si è conclusa e il Comune è costretto a pagare (9.961 mila euro solo per spese legali). Il traboccamento delle fognature (evento non raro in una città che da anni soffre ad ogni temporale) si verificò alle 18 del 19 agosto: durante un acquazzone un enorme massa d’acqua, fango e detriti, si riversò «con inaudita veemenza» in via Fonte Roma, proprio nei locali del poliambulatorio medico di D’Incecco. 


La parlamentare raccontò che l’alluvione provocò l’abbattimento del muro di cinta esterno alla palazzina e l’allagamento dello studio medico con danni ai pavimenti, ai macchinari, ai muri e alle attrezzature mediche. I danni vennero quantificati all’epoca in 35 milioni di lire. D’Incecco ha sempre sostenuto che l’alluvione si fosse verificata per il preesisente otturamento o anomalo funzionamento delle rete fognaria e che la circostanza fosse provata dal rapporto dei vigili del fuoco intervenuti subito dopo (annotarono sul verbale «condutture otturate»).
Il Comune ha sempre respinto ogni addebito sostenendo che i danni non fossero imputabili alla rete fognaria ma semplicemente all’improvviso e violento temporale.
Se in primo grado l’amministrazione l’ha scampata in Appello è arrivata la sconfitta. Sul giudizio è pesata non solo la consulenza tecnica disposta ma anche la convinzione che non c’è alcuna prova della «natura eccezionale» dell’evento meteorologico tale da integrare il caso fortuito.


Alessandra Lotti