IL RETROSCENA

Abruzzo. Villa Pini: ora è quasi di Pierangeli & c.

Scoppia la guerra giudiziaria di S. Maria de Criptis contro il curatore

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Cancelli e Ivone

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CHIETI. Settembre potrebbe essere il mese decisivo per delineare le sorti della casa di cura Villa Pini.
Carmine De Nicola al momento è fuori, sta a guardare in attesa che la giustizia gli dia una seconda opportunità e la cordata guidata da Luigi Pierangeli sta per mettere le mani sulla struttura privata. Tra dieci giorni la firma del contratto.
Ma c’è un singolare retroscena dietro l’ultima asta per Villa Pini, una vicenda insolita che fa pensare al destino: dopo l’aggiudicazione della clinica a S. Maria de Criptis, la casa di cura Santa Camilla – seconda classificata nella gara per l’acquisto - non ha ritirato la cauzione di 1 mln di euro depositata per partecipare all’asta. Una semplice dimenticanza o i soci della spa Santa Camilla già immaginavano il flop di De Nicola & soci e quindi lo scorrimento dell’aggiudicazione? Per i più scaramantici questo retroscena può significare che nel destino di Villa Pini era già scritto che la clinica sarebbe stata acquistata da questa nuova spa “made in Aiop”. Cioè dai soci dell’Associazione dell’ospedalità privata da cui a suo tempo uscì sbattendo la porta Enzo Angelini, patron della clinica poi fallita ed oggi aggiudicata ai suoi vecchi nemici.
Di qui il sapore di resa dei conti in questo acquisto che – per una strana giravolta della storia – appare come una vendetta servita a freddo da parte degli attuali soci Aiop di Santa Camilla (40% Synergo di Luigi Pierangeli e Lorenzo Spatocco, 40% Villa Serena di Concetta Petruzzi e 20% clinica Di Lorenzo di Avezzano), tutti in passato fieri avversari di Villa Pini.
Insomma una conclusione della guerra decennale tra gli imprenditori della sanità privata che rischia inevitabilmente di avvalorare la tesi del “complotto” sostenuta da Angelini: da sempre inascoltato, l’ex patron di Villa Pini negli anni ha denunciato che era in atto il tentativo di impadronirsi della sua clinica e del suo budget per creare un gruppo privato monopolista nella sanità abruzzese. Di tutto questo però non c’è traccia nella sentenza di primo grado di Sanitopoli che anzi ha sancito che Angelini non fu vittima ma soltanto “semplice” corruttore di amministratori corrotti.
Resta comunque il fatto di questa cauzione milionaria rimasta stranamente nella disponibilità della curatela che l’ha incamerata senza nemmeno doverla richiedere al momento della nuova aggiudicazione, dopo l’imprevedibile decadenza di S. Maria de Criptis.
Il che ha reso più facili gli adempimenti burocratici ed ha quasi “costretto” Santa Camilla ad attivarsi per le procedure preparatorie al contratto di acquisto vero e proprio. Rimane però un dubbio: con il milione già ritirato e non lasciato nella disponibilità del curatore, i nuovi acquirenti avrebbero accettato senza problemi l’invito della curatela a subentrare nell’acquisto di Villa Pini?

DOPO ALCUNE PERPLESSITÀ, S. CAMILLA SI PREPARA ALL’ACQUISTO DI VILLA PINI
A leggere la convocazione del primo incontro di Santa Camilla con i sindacati per la presentazione del piano industriale (la prossima riunione ci sarà mercoledì o giovedì mattina), qualche perplessità forse ci sarebbe stata. E forse c’è ancora, visto che i 31 mln da pagare per l’acquisto della clinica sembrano un prezzo superiore al reale valore di mercato, quasi una valutazione drogata alla quale si è arrivati trascinati dai rilanci forsennati di S. Maria de Criptis.
Se, infatti, a questi 31 mln si aggiungono le spese per le attrezzature medicali da acquistare e per alcuni lavori da completare, il costo finale schizza ad oltre 40 mln, una cifra difficile da ammortizzare entro 10 anni che è il lasso di tempo per questi investimenti. Però queste perplessità sembrano superate sia dalla lettera di convocazione dei sindacati al confronto sul nuovo piano industriale sia dal clima dell’incontro di mercoledì 28 agosto, dove è emersa con chiarezza la professionalità della nuova società (presente alla riunione con Luigi Pierangeli, presidente del cda, e con Concetta Petruzzi) e dei suoi consulenti, l’ex ministro Tiziano Treu ed il professor Angelo Pandolfo.
Che finalmente si facesse sul serio lo hanno certificato la presenza del curatore Giuseppina Ivone, che ha introdotto personalmente i lavori (mentre in passato aveva delegato) ed una certa tensione che si avvertiva nei silenzi di Concetta Petruzzi e nell’espressione severa di Luigi Pierangeli, il tutto ben lontano dai toni più leggeri degli incontri con S. Maria de Criptis. In effetti il clima cambiato si avvertiva già nella lettera di convocazione dove si fissano alcuni paletti: si fa infatti chiaro riferimento ai tagli del budget regionale e dei posti letto, che comporteranno una riduzione del personale da assumere. E nella riunione di mercoledì scorso – del tutto interlocutoria - è stato lo stesso Pierangeli a riprendere un assist di Fabio Frullo, segretario regionale Uil, che ha fatto cenno a possibili azioni sulla Regione per recuperare gli ultimi tagli che ci sono stati. Più preoccupata per il mantenimento dei livelli occupazionali si è mostrata invece la Cisl: il segretario regionale Vincenzo Traniello ha riconosciuto infatti il ruolo ed il lavoro della curatela e dell’affittuario Nicola Petruzzi nel rilancio della clinica «che deve rimanere in questo territorio dove ha dimostrato di essere un valido supporto all’assistenza pubblica».
L’incontro è stato poi aggiornato a mercoledì o giovedì di questa settimana, quando si parlerà in concreto delle assunzioni tenendo conto delle «possibili sinergie tra Villa Pini e le cliniche dei soci e puntando alla riduzione dei costi quale presidio per conseguire gli equilibri aziendali».
Allora tutto ok? E’ la volta buona per l’acquisto di Villa Pini? Le premesse ci sono tutte, come dimostra l’intenso lavoro che si sta svolgendo dietro le quinte: incontri con la curatela, ispezioni al complesso di Villa Pini (venerdì erano in loco l’architetto Umberto Mucci – dello studio associato “Branciaroli Mucci Tardino” specializzato in interventi di ristrutturazione ospedaliera - per la parte acquirente e l’ing. Luigi Cerasoli per la curatela), continui contatti di Santa Camilla con lo staff del curatore per chiarire alcune possibili criticità ed evitare così futuri contenziosi.

IL CONTENZIOSO GIUDIZIARIO DI S. MARIA DE CRIPTIS CONTRO LA SUA DECADENZA
E sono due le iniziative giudiziarie di S. Maria de Criptis contro la sua decadenza nella vendita.
La prima è il reclamo – che sarà discusso il 12 settembre prossimo - contro la decadenza di S. Maria de Criptis dall’aggiudicazione «per inadempimento» (non si è presentata dal notaio Alfredo Pretaroli per la firma del contratto di acquisto) e con la contestuale richiesta di recupero del milione di cauzione «oltre il maggiore danno» che potrà essere richiesto a Carmine De Nicola e soci. L’altra è la citazione contro il curatore, che sarà discussa il 20 febbraio 2014, con la richiesta di cessione immediata della clinica e con la contestuale trascrizione sul bene “Villa Pini” di una specie di ipoteca da 15 mln, di cui 9 mln «per lucro cessante vista la consentita chiusura dei reparti e 6 mln per danno emergente», oltre ad interessi e rivalutazione.
In sostanza S. Maria de Criptis chiede di fatto al Tribunale di condannare se stesso attraverso la censura del curatore che ha sempre operato a stretto contatto con il giudice delegato e con il comitato dei creditori. Il ricorso sostiene infatti che nell’asta sarebbe stata messa in vendita una clinica diversa da quella presente nel disciplinare di gara, perché il curatore avrebbe consentito al Policlinico Abano Terme di annullare quasi completamente l’avviamento commerciale di Villa Pini con la chiusura dei reparti in vista del subentro della nuova proprietà.
L’avvocato Ivone non commenta queste iniziative di guerra giudiziaria (che peraltro in passato si sono risolte sempre a suo favore), mentre sembra che Petruzzi si costituirà in giudizio per controbattere questa ricostruzione dei fatti, forse effettuata da S. Maria de Criptis con la speranza di recuperare la cauzione e di evitare il pagamento dei danni per il mancato acquisto.
Insomma un’inedita alleanza con il curatore, perché Petruzzi non ci sta a passare per l’affossatore di Villa Pini, dopo aver lavorato quasi tre anni per il suo rilancio. E vuole dimostrare di aver messo a disposizione di S. Maria de Criptis - senza riscontro da parte del nuovo acquirente - tutto quello che serviva per il passaggio delle consegne: dal numero telefonico del Cup alle attrezzature di sua proprietà. In effetti la cronaca ha registrato i ritardi nelle trattative per il subentro e ricorda che il Policlinico dell’eccellenza di De Nicola & soci si è fatto vivo con Petruzzi solo per chiedere i soldi che gli mancavano per perfezionare l’acquisto. Come chiarisce meglio di ogni altra ricostruzione anche la richiesta fatta filtrare in extremis a suo tempo da S. Maria de Criptis per una dilazione dei termini di scadenza del contratto di acquisto.

Sebastiano Calella