SCANDALO PERPETUO

Abruzzo. Il sistema Aca resiste agli scandali grazie al sostegno di molti sindaci

Di Cristoforo ancora all’obbligo di dimora

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5668

Di Cristoforo e Della Rocca

Di Cristoforo e Della Rocca




PESCARA. Erano da poco finiti i festeggiamenti per il pericolo scampato con l’inchiesta sugli “storni selvaggi” che è arrivata la nuova grana con l’arresto per tangenti del presidente Ezio Di Cristoforo.
A tenere banco ancora per alcuni mesi sarà l’inchiesta che ha coinvolto l’Aca ma anche l’Ater e un militare dell’esercito. Tutti, secondo la procura, chiedevano tangenti per gli appalti. Tra questi anche Di Cristoforo, “l’orso marsicano” individuato dall’imprenditore Claudio D’Alessandro che ha deciso di vuotare il sacco e collaborare con gli inquirenti fornendo racconti supportati da prove dirette (i suoi files nel computer) e indirette (come le tracce dei cellulari e le intercettazioni).
Di Cristoforo al momento ha ancora l’obbligo di dimora dopo i domiciliari comminatigli dal gip. Nel frattempo andrà a giudizio per l’inchiesta sugli storni selvaggi solo per abuso d’ufficio mentre il gup ha cassato le accuse di furto, falso e truffa.
Sta di fatto che quella inchiesta ha dimostrato come l’Aca facesse sconti sul consumo d’acqua per via di contatori «difettosi» o -come sospettava la procura- soltanto per “amicizia”.
Eppure nemmeno dopo l’arresto di Di Cristoforo la politica che da un decennio sostiene il partito dell’acqua ha ritenuto opportuno mollare il vertice della azienda pubblica che gestisce il servizio idrico accumulando critiche aspre e debiti ingenti.

I DUBBI SUL BILANCIO
Non mancano i rilievi sul bilancio 2012 di Aca spa già avanzati dall’ente controllore, l’Ato, ma che non hanno scalfito né l’Aca né l’assemblea dei sindaci.
Tra le questioni giudicate irregolari c’è l’iscrizione nelle immobilizzazioni materiali anche dei beni "ex CAS.MEZ.", su cui vige il vincolo di inalienabilità ex art. 823 c.c..
Inoltre dal bilancio si apprende che i crediti da riscuotere verso i clienti ammontano a 77milioni mentre nel 2011 erano 67milioni e appare approssimativo il dato sulla costituzione del fondo svalutazione crediti (8.326.489).
Allarmante anche il dato sui debiti verso i fornitori che passa da 32,5 milioni del 2010 a ben 56 milioni per il 2012 ai quali bisogna aggiungere altri 15 milioni di “altri debiti”.
A fronte di tutto questo si spendono circa 7,5 milioni all’anno di stipendi.
Una gestione così però secondo i sindaci dell’assemblea è da difendere.
«Lo scandalo del partito dell'acqua la dice lunga sulla degenerazione della politica abruzzese», ha commentato il consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo, «una cosa accomuna PD e PDL: entrambi i partiti galleggiano sulle inchieste dei propri esponenti come se nulla fosse, entrambi i partiti parlano poco di questione morale e solo quando riguarda gli altri. Nella vicenda acqua il sindaco Pdl di Pescara chiede giustamente di azzerare i vertici pluri-inquisiti dell'Aca, in particolare il presidente Pd Ezio Di Cristofaro della cordata di Giorgio D'Ambrosio e Castricone nonche' marito della sindaca di Bolognano e votato e sostenuto anche da sindaci Pdl come quello di Elice o di Silvi. Rifondazione Comunista e' d'accordissimo con Mascia avendo noi sempre combattuto il "partito dell'acqua" ma poniamo un problema di coerenza. Se e' giusto che si dimetta l'inquisito De Cristofaro perche' il commissario Caputi, nominato da Chiodi ha rinnovato l'incarico di segretario generale dell'Ato Fabrizio Bernardini che e' stato condannato proprio per reati commessi nel suo ruolo all'Ato? Bernardini rimane in carica perche' il commissario Caputi ritiene - risposta fornitami in commissione in Regione - che bisogna attendere la sentenza definitiva. Con la stessa logica i sindaci che hanno eletto Ezio De Cristoforo ritengono che non debba essere azzerato il vertice Aca. Ma in quale paese europeo rimane in carica come controllore dell'ACA un condannato e a presiederla un presidente agli arresti domiciliari?»

AVVOCATO CONSULENTE SEGRETARIO POLITICO
In questa storia già abbondantemente intricata si sta avvitando una ulteriore vicenda che ingarbuglia la decriptazione dei fatti politici.
L’avvocato Sergio Della Rocca, infatti, è stato nominato dal vertice nazionale del partito “Scelta civica” (che fa capo a Mario Monti), responsabile politico per l’Abruzzo, in pratica segretario regionale.
Della Rocca come professionista è difensore personale di Ezio Di Cristoforo e da molto tempo è consulente di supporto per l’ufficio legale proprio dell’Aca che gli ha rinnovato l’ennesimo incarico lo scorso 15 marzo 2013 per 14.400 euro.
Sembra però che la recente nomina politica dell’avvocato stia scatenando non pochi malumori all’interno del suo partito che per alcuni versi si trova in posizione critica ed antagonista rispetto alla gestione dell’Aca che è in capo a Di Cristoforo. C’è chi vive male questa simbiosi e chi la interpreta come una futura alleanza alle prossime regionali.
Malumori che sembrano acuirsi giorno dopo giorno e che al cittadino comune danno l’idea di una commistione tra partiti difficili da spiegare sul piano della coerenza.