IL FATTO

Pescara, documenti in ritardo, «Comune beffa le imprese in crisi»

La denuncia del consigliere comunale Antonio Blasioli

Redazione Pdn

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COMUNE PESCARA




PESCARA. «L’amministrazione comunale di Pescara si dimostra, ancora una volta, approssimativa e disattenta. Centinaia di imprese, a causa dell’incapacità di chi governa la città, rischiano, ora, il collasso».
La denuncia arriva dal consigliere comunale del Partito Democratico Antonio Blasioli.
Ma cosa è accaduto?
Tutto è iniziato, racconta l’esponente del centrosinistra, con la delibera di Giunta Regionale del 28 giugno 2013 n. 488 con la quale la Regione Abruzzo ha proceduto all’attribuzione degli spazi finanziari del patto di stabilità verticale a favore di Province e Comuni.
In questo modo l’ente, in applicazione della legge nazionale, ha concesso un aiuto importante agli enti locali che così possono garantire maggiori pagamenti a favore delle imprese.
Il Patto di stabilità verticale, insieme ad altre misure previste nel corso degli anni 2009-2012, è una misura di flessibilità interna che consente di intervenire per allargare le norme restrittive del patto di stabilità, che gli enti locali sono costretti a rispettare per i pagamenti in conto capitale, fermo restando in compenso la corrispondente riduzione degli spazi finanziari a disposizione dell’ente regionale.


La Regione Abruzzo, con la DGR n. 488/2013 ha concesso alle quattro Province ed ai Comuni spazi finanziari per far fronte a pagamenti in conto capitale nei confronti delle imprese creditrici, per un totale di quasi 35 milioni di euro. Senza dubbio una bella boccata di ossigeno per gli enti locali che hanno potuto superare i vincoli del Patto di stabilità, ma soprattutto per le imprese che sono strozzate dai ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni.
«Purtroppo di questi benefici», fa notare Blasioli, «non ne godranno le imprese creditrici del Comune di Pescara, molte delle quali della città. Il Comune di Pescara, sottovalutando quanto prescritto in una precedente delibera regionale ha infatti inviato la domanda di spazi finanziari, oltre il termine perentorio del 25 giugno 2013, risultando quindi escluso come si legge nell’All. 4 alla delibera».
«Un danno per le imprese», insiste l’esponente del Pd, «che aspettano i pagamenti, dovuto essenzialmente alla disattenzione del Comune di Pescara». Tra i Comuni che hanno fatto richiesto di spazi finanziari troviamo invece tutti gli altri capoluoghi di Provincia. Il Comune di Chieti per esempio è stato ammesso per 1.078.000 euro ed il Comune di Pescara, considerato la sua consistenza demografica avrebbe potuto ottenere un beneficio di 1,5- 2 milioni per pagare spese in conto capitale. La Provincia di Pescara per esempio ha ottenuto circa 2.360.000 di possibilità di pagamento in più.