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Abruzzo, «imprenditori strozzati e Eni e Edison non pagano l'Ici»

La denuncia dell’associazione No Triv

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Piattaforma "Rospo mare"

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ABRUZZO. Un agosto con cartelle esattoriali per gli imprenditori Abruzzesi. Ancora tasse, e in odore di esecuzione.
«Eppure c’è chi non paga nemmeno i fondamentali ai Comuni che devono ricorrere in Tribunale e fino alla Cassazione», denuncia il Comitato No Triv che da mesi si batte contro la deriva petrolifera in Abruzzo.
L’associazione tira in ballo la Edison, titolare della piattaforma Rospo Mare (Chieti) nell’Adriatico abruzzese-molisano: «la società si rifiuta di pagare l’Ici nonostante i ricorsi e le sentenze che ordinano il pagamento emesse a favore dei Comuni che hanno dovuto adire il Tribunale. Il tutto con il beneplacito dell’Agenzia del Territorio che, a quanto pare, salva le piattaforme dal pagamento dell’Ici».
Nel gennaio 2013 la Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, con riferimento agli avvisi di accertamento per le annualità 2007-2009, ha emesso una decisione in cui riconosce dovuta l’imposta, disapplicando tuttavia le sanzioni. Anche in questo caso la Società proporrà nei termini appello.
Nel corso del 2012 inoltre sono stati notificati ulteriori avvisi di accertamento Ici dal Comune di Termoli (per l’annualità 2011) e dal Comune di Porto Sant’Elpidio (anni 2007 – 2011), avverso ai quali è già stato proposto ricorso, così come verrà proposto ricorso nei termini avverso l’avviso di accertamento notificato i primi giorni di gennaio 2013 dal Comune di Torino di Sangro per l’Ici relativa agli anni 2006-2011.


Il tutto mentre i piccoli imprenditori sono costretti ad elemosinare incontri interlocutori con gli uffici preposti alle riscossioni per ottenere dilazioni, rateizzazioni e chissà quale altra grazia da ricevere per le cartelle esattoriali: l’ultima notizia è di lunedì scorso.
Insieme ad Edison i No Triv chiamano in causa anche l’Eni: «il Comune di Pineto è in causa dal 1999 sempre per l’Ici sulla piattaforma: ora il giudizio è Cassazione e con buone speranze visto che sulla stessa questione il Comune di Termoli ha appena vinto in giudizio 9 milioni di euro».
«Va annotato», continuano dal comitato, «che nel 2012 il Gruppo Eni ha conseguito un utile netto di 7,79 miliardi di euro: un aumento dell’13,6% rispetto all’anno precedente (compreso il risultato 2012 di Snam di competenza Eni), nonché 7,4 miliardi di euro provenienti dalle operazioni in Libia (settore Exploration & Production) e che la retribuzione del Dg sembra viaggiare sul milione e mezzo più le indennità. Nel mese scorso Eni è stata pure sottoposta a controllo della Corte dei Conti sulla gestione 2012».