POLIZIA

Abruzzo. L’Aquila, Vittorio Rizzi è il nuovo questore de L’Aquila

Un investigatore di razza nella città terremotata

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alecci e rizzi

Rizzi (a sinistra) con il prefetto Alecci

L’AQUILA. Si è insediato oggi a L’Aquila il questore Vittorio Rizzi, 53 anni, originario di Bologna.
Investigatore di razza, dal 1986 in Polizia, Rizzi nel corso della sua carriera ha seguito alcune delle indagini più importanti della cronaca italiana e ha partecipato a gruppi investigativi per la cattura di latitanti e per le indagini sul periodo stragista 1992/1995 che ha visto gli omicidi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le loro scorte, e gli attentati di Via Palestro a Roma e di Via Georgofili a Firenze.

IL QUESTORE INVESTIGATORE E MANAGER
«Non esistono città sicure sulla base di numeri ma sulla base del bisogno percepito», ha detto Rizzi nella sua prima uscita pubblica con la stampa dopo l'insediamento al posto di Giovanni Pinto. Proprio rispetto a quest'ultimo Rizzi, 53 anni, ha mostrato discontinuità sul tema della sicurezza, definita «un bene primario che non può venire meno» al di là delle statistiche sui reati che il predecessore aveva impiegato per definire «non fondata su elementi oggettivi» la percezione di insicurezza che mostrano di avere oggi i cittadini del capoluogo. Rizzi si è definito un nuovo questore «investigatore», visto che ha guidato la squadra Mobile di Milano e quella di Roma, prima di essere a capo della polizia Stradale.
Ma anche un questore «manager pubblico», che punterà a ottimizzare le poche risorse umane e di mezzi disponibili «per rendere operativo e mettere in campo ogni uomo possibile. In questo senso ho visto che questa questura è ben impostata, con molte risorse operative sul territorio».
Ha cominciato il suo primo incontro con la stampa parlando del sisma del 6 aprile 2009. «Nel momento in cui arrivo in una città vittima di un evento così drammatico - ha detto - mi sento inevitabilmente schierato dalla parte delle vittime, che sono sempre innocenti». Il nuovo questore non ha voluto sbilanciarsi sulle prossime strategie ma ha spiegato di aver controllato i media e di aver visto «temi su cui c'è molta attenzione di stampa e opinione pubblica, su questi temi bisogna dare delle risposte e non ci si può sottrarre. L'andamento dei furti - ha elencato - la percezione di sicurezza, i reati predatori, se siano calati o mutati, le infiltrazioni. Saprò dare indicazioni più concrete lavorandoci, ho già cominciato».
Tutto ciò con le poche risorse disponibili, «un tema trasversale a tutta la nostra realtà. Esiste il problema di una polizia che sta diventando anziana - ha ammesso - questo comporta aspetti tecnici e politici e a me competono solo i primi».


UNA LUNGA E INTENSA CARRIERA
Dal 1992 al 1997 è stato responsabile della Sezione Criminalità Economica ed informatica del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato dove ha diretto alcuni progetti investigativi internazionali – come le operazioni Green ice, Dinero, Unigold – con attività sotto copertura e agenti infiltrati. Nell’operazione Dinero è stata addirittura costituita una banca sotto copertura nell’isola di Anguilla.
Poi fino al 2002 ha ricoperto l’incarico di dirigente della Squadra Mobile della Questura di Venezia.
Dal 2002 al 2004 è stato responsabile del Gruppo Investigativo “Marco Biagi” a Bologna e ha diretto le investigazioni che hanno portato all’arresto dei brigatisti rossi responsabili dell’attentato.

Dal 2004 al 2007 dirigente della Squadra Mobile di Milano e fino al 2012 di quella di Roma. Nella Capitale ha seguito anche il giallo di Emanuela Orlandi occupandosi, tra le altre cose, di vagliare sia le confessioni dell’ex amante di De Pedis che di seguire la riesumazione dei resti, all'interno della Basilica di S. Apollinare, di ‘Renatino’. In quel frangente si scoprì che le ossa della giovane ragazza vaticana non erano sepolte lì.
Tra le altre operazioni dirette da Rizzi, sempre con la Squadra Mobile di Roma, ci sono anche la cattura (ad ottobre del 2011) del Boss latitante della mafia italo-americana Rosario Gambino (condannato negli anni 80 a 20 anni di carcere e latitante) o quella di qualche mese dopo soprannominata ‘Fire and Ice’ che portò all'arresto di 66 persone e al sequestro di oltre 1000 kg di cocaina. L’estate scorsa era stato nominato nuovo direttore della Polizia Stradale.
Due lauree nel suo curriculum: una conseguita in giurisprudenza a Napoli nel 1985 e una seconda, più recente, conseguita a Catania nel 2007 in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni.
Insegna Criminologia alla Sapienza di Roma e alla LIUC di Castellanza e nella Scuola di specializzazione per la Pratica forense dell’Università romana di Torvergata.