ACQUA ALLA GOLA

Cam, tariffa dell’acqua e assunzioni extra gli ingredienti del debito

Ricapitalizzazione in vista?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5533

Cam, tariffa dell’acqua e assunzioni extra gli ingredienti del debito



CAM. Acqua agitate in casa Cam dopo la decisione del Tribunale di Avezzano di respingere la richiesta di concordato preventivo.
Il no è arrivato in quanto i giudici hanno riconosciuto che il Cam è una società pubblica e non un ente privatistico commerciale.
La prossima settimana si terrà l’assemblea dei soci, ovvero i sindaci dei comuni consorziati si ritroveranno intorno ad un tavolo per decidere come procedere e come andare avanti.
Non si esclude a questo punto una ricapitalizzazione visto il pesante macigno che risponde al nome di ‘debiti’. Ovvero 62 milioni di buco che ha praticamente inghiottito il Consorzio. Le incognite sono tanta anche se dal Cam si continua a sostenere che il responso del Tribunale non sia una sconfitta e nemmeno una sorpresa, quanto piuttosto una conferma.
Nel dispositivo i giudici Eugenio Forgillo e Francesco Elefante sottolinea ciò che il Cam aveva messo nero su bianco nella domanda di concordato, ovvero che il dissesto è arrivato a causa della fissazione di criteri di determinazione della tariffa «esterni alla volontà del Consorzio stesso» e dalla fissazione di una tariffa che non avrebbe tenuto conto della «variabilità dei volumi d’acqua effettivamente fatturati, quest’ultimo fattore è da considerarsi la principale causa del dissesto».
Per i giudici, inoltre, l’attività di gestione del servizio idrico è stata ispirata in concreto a principi di «efficienza, efficacia ed economicità» che non sono proprie delle imprese commerciali (da qui il rigetto del concordato).
Si parla poi dell’assunzione di 50 dipendenti per la gestione dei misuratori in tutte le utenze sprovviste. Assunzioni che, rilevano i giudici, «come ha espresso lo stesso ricorrente nella domanda ha inciso fortemente sulle finanze della società». I giudici fanno notare anche che in base all’articolo 173 del decreto legislativo 152 del 2006 «possono astrattamente verificarsi (e non si può escludere che sia avvenuto) passaggi diretti di dipendenti dai comuni consorziati al Cam stesso perdippiù rilevando, sempre ai fini della dimostrazione della scarsa compatibilità con l’archetipo commerciale, l’impignorabilità delle somme destinate al pagamento delle retribuzioni del personale dipendente».