AMBIENTE

Metanodotto Snam, Moroni: «Regione si costituisca in giudizio a difesa del territorio»

Legnini: «a settembre tavolo del Governo»

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Metanodotto Snam, Moroni: «Regione si costituisca in giudizio a difesa del territorio»

 

«Il presidente della Regione Abruzzo trasmetta al Ministero dello Sviluppo economico il parere negativo dell’ente regionale sul percorso che dovrà seguire il gasdotto Snam e si costituisca in giudizio, presso la Corte costituzionale, in difesa della legge regionale sulla realizzazione e collocazione delle centrali di compressione a gas in aree sismiche, come quella che si vorrebbe localizzare a Sulmona».

È quanto chiede l’assessore comunale Alfredo Moroni, che è anche referente del coordinamento antigasdotto, facendosi portavoce delle istanze emerse nel corso di un incontro che si è tenuto ieri nell’aula consiliare del Comune di Sulmona.

«L’assemblea - ha spiegato Moroni - ha visto la partecipazione di sindaci, amministratori comunali e provinciali, consiglieri regionali, parlamentari, comitati, nonché del sottosegretario Giovanni Legnini. Nel ribadire le ormai note ragioni della contrarietà al progetto, dovute all’elevatissima sismicità dei luoghi e all’insostenibile impatto ambientale, con pesanti ripercussioni sull’intero sistema economico e produttivo, l’assemblea ha chiesto che venga dato seguito, senza ulteriori indugi e ritardi, alla risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente della Camera e alle due risoluzioni approvate dal Consiglio regionale, poi fatte proprie dalla Provincia dell’Aquila e da numerosi Consigli comunali, che invocano un percorso alternativo. Chiediamo inoltre - ha proseguito Moroni - che il Governo disponga la modifica del tracciato, escludendo la fascia appenninica, e che il presidente della Regione Abruzzo trasmetta al Ministero dello Sviluppo economico il parere sfavorevole al progetto attuale, chiedendone una modifica e negando l’intesa con il Governo».

Si chiede inoltre l’immediata istituzione di un tavolo, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, per l’individuazione di un percorso alternativo, il ritiro, da parte del Governo, del ricorso, pendente presso la Corte Costituzionale, contro la legge regionale che regola la realizzazione e la localizzazione di centrali di compressione a gas in aree sismiche. «La Regione», ha detto ancora Moroni, «deve infatti difendere e ribadire  il potere e l’autonomia decisionale che le assegna la legge rispetto a questa materia, fondamentale per la sicurezza e la salute pubblica, senza lasciare che il Governo le imponga scelte non condivise dalla popolazione. L’assemblea - ha concluso Moroni -  ha deciso di costituire un comitato ristretto di amministratori e rappresentanti delle istituzioni e della società civile che porti avanti le istanze più volte espresse e ribadite in questi anni e che programmi le iniziative più opportune, a cominciare dal sollecitare la convocazione del tavolo di Governo dove mettere a confronto le ipotesi alternative al percorso attuale».

Intanto il sottosegretario Giovanni Legnini ha spiegato che nel mese di settembre sarà attivato dal Governo un tavolo per esaminare i risultati sulle valutazioni tecniche e l'impatto ambientale del metanodotto. «Se i risultati dovessero confermare i potenziali pericoli dell'opera in un'area sismica come la nostra non ci saranno problemi sulla delocalizzazione. Se invece la relazione sarà possibilista a quel punto bisognerà avviare un confronto con la Snam per spostare il metanodotto nel mare».