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Golden Lady, la New Trade è sotto inchiesta

Rifondazione: «chi doveva garantire riconversione è fallito»

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Golden Lady, la New Trade è sotto inchiesta


GISSI. La New Trade, una delle due società alle quali era stata affidata la riconversione della Golden Lady di Gissi, è finita sotto inchiesta.
I proprietari dell’azienda, i fratelli Nicola e Franco Cozzolino sono attualmente indagati dalla Dda di Firenze, perché sarebbero coinvolti in giro di traffico illecito di rifiuti plastici e abiti usati. Si parla di migliaia di tonnellate di scarti plastici e tessili.
Due le misure cautelari emesse nei confronti di Vincenzo e Ciro Ascione, proprietari di una ditta a Prato.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti grazie a falsa documentazione era stato messo in piedi un sistema di traffici illeciti di rifiuti plastici e abiti usati verso Cina e Tunisia. Gli abiti, però, ha accertato la procura toscana, venivano rivenduti senza trattamenti igienico-sanitari in Africa ma anche nei mercatini vintage sparsi in tutta Italia.
Le indagini hanno riguardato 120 luoghi e oltre 30 aziende, tra cui appunto la New Trade di Gissi.
L’inchiesta che coinvolge la New Trade a Firenze, colpisce la società dei Cozzolino dopo i fatti accaduti a Gissi: il sequestro di materiali per inadempienze sempre in materia di rifiuti, le fidejussioni mancanti, la chiusura arbitraria dello stabilimento, il non pagamento delle maestranze, i licenziamenti arbitrati, il mancato rispetto degli accordi di riconversione firmati in sede ministeriale. 


«Colpisce», commentano Marco Fars, segretario regionale Prc Abruzzo e Carmine Tomeo, responsabile Lavoro Prc Abruzzo, « come nella riconversione della Golden Lady di Gissi, nella quale è coinvolta anche la Silda che si sta dimostrando inaffidabile in termini di liquidità e perciò di garanzie produttive, l’inaffidabilità delle società coinvolte non sia assolutamente emersa (se non per un attimo e solo per Silda). New Trade e Silda sono state evidentemente segnalate dalla società Wollo, incaricata da Golden Lady per la riconversione dello stabilimento di Gissi. Oggi, ciò che non può continuare a passare sotto traccia, è la responsabilità di una riconversione che non poteva non fallire, viste le premesse».
Per Rifondazione chi doveva facilitare la riconversione «ha fallito clamorosamente nel suo compito; chi aveva il dovere di fare verifiche sull’affidabilità di Silda e New Trade non ha fatto il suo dovere come la situazione imponeva; chi doveva vigilare sul rispetto degli accordi non ha finora mosso un dito. Sarebbe il caso che tutte queste responsabilità (del ministero, della Wollo, della Golden Lady, della Regione, della Silda e della New Trade) venissero accertate una volta per tutte, anche per ripagare i lavoratori del danno subito. E a tal proposito c’è da chiedersi, in merito ai 2,5 milioni di euro che la Silda avrebbe ricevuto da Golden Lady: in che modo è stata eseguita la transazione, come sono stati utilizzati quei soldi ed in che voce di bilancio sono rintracciabili?»
Rifondazione chiede adesso di trovare nuove strade, «considerando chiusa la inaudita e drammatica esperienza New Trade-Silda, coinvolgendo la Golden Lady, che rimane tra l’altro la principale responsabile del dramma che stanno attraversando quasi 400 persone in Val Sinello. Perché non dobbiamo dimenticare che Golden Lady non era un’azienda in crisi, ma solo un’azienda assetata di profitti che ha preferito la Serbia a Gissi, perché lì lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori è più facile».