POLITICA E URBANISTICA

Pescara, nuovo palazzo in via Tasso, Acerbo prepara l’esposto alla magistratura

«Dopo la sentenza del Tar su Pescaraporto il Comune doveva fermarsi»

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Pescara, nuovo palazzo in via Tasso, Acerbo prepara l’esposto alla magistratura

La gettata di cemento




PESCARA. La ditta The Town srl ha proceduto alla gettata di cemento nel cantiere in via Tasso dove presto sorgerà un palazzo di sei piani.
Si tratta di un permesso di costruire rilasciato sulla base della medesima interpretazione del "decreto sviluppo" che è stata ritenuta illegittima dal Tar Pescara che nelle scorse settimane ha annullato il permesso rilasciato nel PP2 alla Pescaraporto srl.
«Mi aspettavo che il dirigente, in autotutela», commenta il consigliere comunale Maurizio Acerbo (Rc), «revocasse il provvedimento invece noto che le cose vanno avanti anche con un'accelerazione».
Acerbo ha chiesto più volte, anche durante i lavori del Consiglio Comunale e sulla stampa, di verificare la regolarità del permesso alla luce della sentenza arrivata a fine maggio scorso. «Mi sembra evidente», fa notare Acerbo, «che il Comune non vuole disturbare il costruttore».
Dato che il Comune «fa finta di niente» Acerbo ha annunciato che formalizzerà un esposto «sperando in un ravvedimento operoso o nell'intervento della magistratura».
Il Tar di Pescara con la sentenza 292/2013, ha stabilito un principio importante: le misure premiali nel settore dell’edilizia previste nel decreto sviluppo non possono compromettere la pianificazione urbanistica, propria del Prg, anche in relazione ai poteri attribuiti agli enti locali in ordine alla gestione del territorio.
Nella sentenza relativa all'intervento nel PP2 il Tar afferma: «è pur vero, infatti, che tale norma prevede il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente come misura premiale (…) ma tale premialità non può essere ottenuta …. in una zona nella quale l’edificazione è subordinata alla approvazione di un piano particolareggiato».

Adesso l’amministrazione comunale ha autorizzato la ditta “The Town s.r.l.”, in applicazione del decreto sviluppo, a realizzare un intervento in via Tasso angolo via De Sanctis, su un’area che il vigente PRG ha assoggettato ad un piano attuativo (Piano di Recupero) di esclusiva iniziativa pubblica, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 78 del 22.04.2009.
«L’intervento autorizzato, come è noto», contesta Acerbo, «stravolge l’assetto urbanistico-edilizio contenuto nel piano di recupero, e quindi il ridisegno del lotto urbano interessato, delle strade all’intorno con la eliminazione sul lato sud-est, in corrispondenza della Via Trilussa, di un ampio spazio aperto ad uso pubblico. In sintesi, il permesso di costruire n. 352/12 è stato rilasciato, sempre in ragione della dichiarata applicazione del c.d. decreto sviluppo, in contrasto sia con il PRG che con le indicazioni ed i contenuti del piano di recupero stesso e con alcuni parametri come l’altezza massima (che non può superare quella “degli edifici preesistenti e circostanti”) o con l’art. 5 del decreto sviluppo che consente “le modifiche della sagoma necessarie per l’armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi esistenti”».
Perché il Comune non ha revocato in autotutela il permesso?, domanda Acerbo. «Il dirigente e l'assessore sono stati più volte sollecitati a verificare. Lo hanno fatto e sono giunti alla conclusione che va tutto bene?»