POLITICA E URBANISTICA

Abruzzo. San Vito Resort Village, Pagliaroli: «accuse demagogiche, sarà struttura d’eccellenza»

«Credo che il progetto piaccia anche a Legnini»

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Abruzzo. San Vito Resort Village, Pagliaroli: «accuse demagogiche, sarà struttura d’eccellenza»


SAN VITO CHIETINO. «Siamo dispiaciuti delle polemiche, abbiamo tutte le autorizzazioni e le accuse contro di noi sono solo demagogia».
Risponde così il Pagliaroli Group alle polemiche sollevate nei giorni scorsi da Rifondazione Comunista e ambientalisti in merito ai soldi che lo Stato girerà alla società per realizzare il villaggio turistico a San Vito Teatino.
L’impresa fa notare che il contratto di sviluppo gode dell’approvazione bipartisan: «è stato “ideato” dall’allora ministro Pierluigi Bersani (Governo Prodi) e fortemente voluto dal Sottosegretario Umberto Carpi di Rifondazione Comunista, solo successivamente rimesso in gioco dal Governo Berlusconi ed oggi rifinanziato (per 150 milioni) nel “Decreto Fare” dal Governo (bipartisan) Letta.
«Penso che non ci sia legge più condivisa di questa tra la Destra e la Sinistra - commenta Pagliaroli – uno strumento che favorisce la realizzazione di investimenti di rilevanti dimensioni nei settori chiave dell’economia italiana e che si traducono direttamente in nuovi posti di lavoro sia diretti che all’interno dell’indotto».
L’investimento del “San Vito Resort Village” ha superato già nel 2011, sottolinea l’azienda, «la lunghissima disamina da parte del Ministero su tutti gli aspetti economici, finanziari, tecnici e procedurali, nonché la sua bontà nel rispetto dell’ambiente attraverso la V.A.S. e le analisi contenute al suo interno». 


Nel 2011 gli unici fondi disponibili furono i due miliardi di Euro destinati alle Regioni di “convergenza” come la Sicilia, la Campania, la Puglia e la Calabria, ma con il “Decreto del Fare” il Governo Letta ha rifinanziato lo strumento negoziale con i primi 150 milioni di euro ricomprendendo Regioni fuori dalla “convergenza” come l’Abruzzo.
«Le polemiche di questi giorni sono frutto di demagogia», aggiunge Pagliaroli, «e scarsa conoscenza dei fatti. Ad oggi però abbiamo ricevuto, oltre che numerose presentazioni di Piccole e Medie Imprese operanti nell’indotto chietino, ben oltre 500 curriculum da parte di giovani e purtroppo padri di famiglia rimasti senza lavoro a causa delle numerose industrie che giorno dopo giorno si vedono costrette a chiudere i battenti. In un Paese dove il settore industriale ha egemonizzato da sempre l’attenzione del Governo dimenticando che l’Italia rappresenta il 70% dei valori Storico-Culturali delle Nazioni Unite il turismo oggi rappresenta sempre più l’unica ed ultima ancora di salvezza».
E cosa pensa della contrarietà del progetto del sottosegretario Legnini? «Non credo assolutamente che un sottosegretario di Stato e uomo politico così ben radicato nel territorio Chietino non possa essere d’accordo con questa occasione di sviluppo, anzi credo che ne sia entusiasta».