DOPO LA TRAGEDIA

Esplosione fabbrica. Rimossi 400 kg di materiale pirico. Un sopravvissuto: «eravamo fuori, poi l'esplosione»

Artificieri al lavoro, nessuna traccia dei tre dispersi

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ESPLOSIONE FABBRICA FUOCHI D'ARTIFICIO

Un masso scagliato a più di 2 chilometri




CITTA’ SANT’ANGELO. Dall'area di Villa Cipressi dove e' avvenuta ieri l'esplosione della ditta Di Giacomo, a Citta' Sant'Angelo, gli artificieri di polizia e carabinieri hanno recuperato e portato via circa 400 chili di materiale pirico inesploso.
Una parte di questo materiale, cioè quella ritenuta pericolosa, sarà fatta brillare, presumibilmente in una cava a Manoppello. Altro materiale esplodente - spiegano i carabinieri - andrà rimosso in giornata. Le operazioni di bonifica andranno avanti, dopodichè entreranno in azione i Ris, presumibilmente domani. Nessuna traccia per ora dei tre dispersi Mauro, Federico e Roberto Di Giacomo. L’unico morto accertato è il giovane Alessio.
E' stato individuato invece un cratere di trenta metri che sarebbe l'area in cui avveniva la lavorazione del materiale pirico e dove sarebbe partita l'esplosione, ma si tratta solo di una ipotesi. In questa struttura stavano lavorando, pare, i tre che mancano ancora all’appello. I carabinieri escludono, però, che ad esplodere sia stato il deposito giudiziario, come si vociferava stamani, dove venivano custoditi tutti i fuochi abusivi sequestrati.

«ERAVAMO SALVI POI UN’ALTRA ESPLOSIONE»
«Sono riuscito a mettermi in salvo», ha raccontato invece uno dei superstiti, Giordano Di Giacomo, 20 anni, ricoverato all’ospedale San Massimo Di Penne. «Zoppicavo. Ero con i miei due cugini. Siamo usciti all'esterno dopo il terzo scoppio. Alessio è corso verso la casa matta. Poi la quarta tremenda esplosione».

Il ragazzo sta ricostruendo quanto accaduto ai Carabinieri mentre ad amici e parenti, in particolare alla zia Assunta, ha raccontato come è riuscito a salvarsi dopo le prime due esplosioni infilandosi nel bunker. Le indagini intanto hanno confermato che lui e il cugino Alessio, 22 anni, deceduto a causa del quarto scoppio alla fabbrica di fuochi di artificio della famiglia, insieme all' altro cugino 17enne, Gianmarco, ricoverato a Pescara, erano usciti all'esterno subito dopo il terzo scoppio. Giordano ha raccontato alla zia Assunta di come pur zoppicando è riuscito a mettersi in salvo in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Quando sono arrivati Carabinieri e Vigili del Fuoco i tre ragazzi erano all'esterno degli uffici e richiamavano l'attenzione dei soccorritori mentre tutto intorno c'erano ancora scoppi e fumo.

«Mio cugino - ha raccontato Giordano parlando di Alessio, unico corpo finora recuperato - nonostante gli inviti a mettersi al sicuro è corso verso la casa matta dalla quale uscivano altri scoppi ed è stato travolto dalla tremenda esplosione. Io e mio cugino Gianmarco siamo stati investiti dalle macerie provocate dalla deflagrazione».

 IL BOTTO E LA DRAMMATICA SCOPERTA

«Ho sentito la prima esplosione», ha detto invece un amico di famiglia, nonche' amministratore comunale della zona, che preferisce mantenere l'anonimato, «e ho subito capito che era successo qualcosa di grosso, qualcosa di drammatico e il pensiero e' andato a Di Giacomo. Chi conosce il territorio non poteva pensare ad altro». Ieri è subito arrivato sul luogo dell'esplosione, dove si trova anche oggi per stare vicino ai suoi amici. Dopo il primo botto ha raggiunto la collina e ha visto vigili, soccorritori e forze dell'ordine gia' in azione. In quel gruppo forse c'era anche Alessio. Anche questo botto e' stato udito distintamente dal testimone che dice di aver trovato «gente in strada e detriti ovunque, con danni a molte case e ad un agriturismo della zona».
Intanto Emilia Di Nicola, segretario della Cgil di Pescara, chiede una normativa nazionale precisa senza deroga e la formazione dei lavoratori stessi «perche' la prevenzione deve essere al primo posto».
«Ci sono uomini e donne che servono lo Stato mettendo a rischio la loro vita e in queste ore abbiamo l'esempio di Pescara», ha detto invece il sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci che ha rivolto un messaggio di solidarietà ai vigili del fuoco rimasti feriti nell'esplosione.
E proprio sulle condizioni di salute del vigile ferito in maniera grave arrivano le rassicurazioni: «la situazione e' abbastanza stabile» ha detto il professore Tullio Spina, direttore Unita' operativa di anestesia e rianimazione dell'ospedale di Pescara.

TROVATI I CORPI

Sono stati ritrovati i corpi dei tre dispersi per l'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio nel pescarese, a Villa Cipressi di Citta' Sant'Angelo.

I corpi dei tre Di Giacomo, Mauro, 50 anni, Federico, 46 anni, e Roberto, 39 anni, sono stati ritrovati a valle del gigantesco cratere della collina di Villa Cipressi, in un punto scosceso al limite di un boschetto, in sostanza quasi ai piedi della collina. Lo confermano gli operatori sanitari e delle forze dell'ordine che si trovano sul luogo. Al momento le operazioni sono ferme perchè i soccorritori stanno attendendo l'arrivo dei Ris e del medico legale, Ildo Polidoro.

I resti dei corpi sono sparsi in un raggio molto ampio. Il riconoscimetno sarà effettuato in serata.

Alla notizia scene di disperazione e qualche malore per i parenti che da oltre 24 ore attendevano di sapere dai soccorritori.