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Abruzzo. Villa Pini, la condanna di Sanitopoli irrompe nella vendita

I legali di S. M. de Criptis studiano le conseguenze della sentenza

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fascicolo di sanitopoli




CHIETI. La sentenza di Sanitopoli, che nei giorni scorsi ha visto la condanna di quasi tutti gli imputati, irrompe nella vicenda della vendita di Villa Pini. Infatti, come si può leggere nel dispositivo, anche la clinica ha subìto una condanna che si traduce in un risarcimento economico ed in una sorta di provvedimento interdittivo, che però sembra a carico di Villa Pini srl, la società fallita di Angelini e non della nuova società di cui è titolare il curatore fallimentare e che è nata dalle ceneri del fallimento.
La possibilità di utilizzare questa sentenza di Sanitopoli è al momento la novità del contenzioso messo in atto da S. M. de Criptis: «E’ una sentenza che stiamo studiando – ha confermato l’avvocato Elio Di Filippo, che cura gli interessi del gruppo che ha acquistato la clinica all’asta – per vedere se è correlata all’attività attuale della casa di cura e se può avere ricadute, non solo economiche, sulla gestione. Come avvocato e a tutela dei miei assistiti, io ho il dovere di scandagliare tutti gli aspetti della vicenda prima del contratto finale di acquisto».
Ieri intanto i legali della nuova proprietà hanno confermato che sono state attivate le notifiche del ricorso contro il curatore e contro Abano Terme, presentato al giudice civile con la procedura d’urgenza ex art. 700. Ma sembra che la discussione sulla richiesta di sequestro della clinica e di risarcimento danni sia rimasta al 9 agosto. Il che avrebbe suggerito a S. M. de Criptis una manovra diversiva e cioè la richiesta al Tribunale civile di un altro provvedimento, tipo un decreto “inaudita altera parte” cioè senza un contraddittorio con curatore e Petruzzi, per ottenere comunque il blocco della procedura di avvicinamento al contratto notarile.

INCERTEZZE E RITARDI
Insomma siamo ancora in una situazione di incertezza, dove le schermaglie procedurali sono prevalenti rispetto a tutto il resto. Magari alla fine – se non ci saranno novità dal Tribunale - martedì prossimo 30 luglio S. M. de Criptis firmerà il contratto di acquisto per Villa Pini e così le incertezze di questi giorni ed i ritardi accumulati nella preparazione del cambio gestione assumeranno definitivamente la veste di schermaglie di avvicinamento, incomprensibili all’esterno, ma sicuramente motivate da visioni diverse e approcci differenti dei vari soci rispetto alla gestione del bene acquistato. Salvo poi accorgersi, fuori dalla porta del notaio Alfredo Pretaroli, che i problemi reali della gestione sanitaria della clinica non sono la stessa cosa delle scaramucce legali nelle cancellerie del Tribunale: fino ad oggi infatti si è assistito ad un surplus di carte legali ed ad una certa superficialità nella preparazione pratica del passaggio delle consegne.
Di qui il clima di incertezza e di attesa che domina tutta la vicenda: gli avvocati del Policlinico dell’eccellenza precisano che una cosa sono le “guerre” a suon di ricorsi ed un’altra la volontà di firmare il contratto di acquisto (peraltro riconfermata da membri autorevoli e forniti di soldi).

ABANO TERME ASPETTA
Abano Terme aspetta ancora di conoscere eventuali richieste di acquisto del materiale di sua proprietà, indispensabile per il funzionamento della clinica (e che non è stato ancora trasferito), il curatore tiene la barra dritta verso l’approdo finale del fallimento, cioè la vendita della clinica, non senza far sapere agli aspiranti proprietari che il punto centrale per l’esito finale positivo dell’asta non è il pagamento dei 31 mln e 50 euro, ma la sicurezza che il passaggio di proprietà potrà avvenire solo con la certezza della continuità assistenziale per i malati. Il che significa che le diplomazie lavorano in silenzio ad un piano B: il curatore fa sapere che se non si firma, verrà chiamato il secondo classificato (Pierangeli-Spatocco-Petruzzi Concetta e Di Lorenzo), Petruzzi rischia di dover rimanere ancora a Villa Pini per assicurare quella continuità assistenziale alla quale la nuova proprietà non ha dedicato molta attenzione.
S. M. de Criptis spera alla fine in un accordo transattivo per acquistare le attrezzature sanitarie che servono. Il che è facile a dirsi e meno facile a realizzarsi, perché anche il piano B è a rischio contenziosi. Intanto il curatore ha fatto sapere che chiederà un risarcimento danni al Policlinico dell’eccellenza, in caso di mancato acquisto, Pierangeli e soci – ammesso che siano in preallerta – non potranno intervenire nella gestione dall’oggi al domani e soprattutto nel mese di agosto, Petruzzi chiederà un congruo pagamento delle sue prestazione, se alla fine dovrà essere lui a mantenere aperta la clinica. A meno che, come in tutti i casi affidati alla diplomazia, non spunti fuori un accordo che soddisfa tutte le diverse esigenze.


Sebastiano Calella