(SUB)CULTURA

Duello Mascia-Tiboni. Il sindaco fa i calcoli: «gli ho dato 330 mila euro in 4 anni»

Marchegiani: «parla come se li avesse cacciati dalle sue tasche»

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Duello Mascia-Tiboni. Il sindaco fa i calcoli: «gli ho dato 330 mila euro in 4 anni»

Albore Mascia




PESCARA. Continua ormai da giorni, e sempre a distanza, il duello tra il sindaco Luigi Albore Mascia e il patron del Premio Flaiano, Edoardo Tiboni.
Il primo sostiene che non è vero che il Comune trascuri il Festival dedicato allo sceneggiatore, scrittore, giornalista pescarese. Anzi nelle ultime ore ha fatto anche due calcoli e ‘sbattuto in faccia’ a Tiboni i 330 mila concessi dall’amministrazione comunale solo negli ultimi 4 anni per l’evento culturale. Poi, sempre il primo cittadino, ha rivendicato il lavoro dei ‘suoi’ per organizzare il Festival D’Annunziano e spiegato che «non possono esistere monopolisti della cultura, piuttosto come sindaco democraticamente eletto ho il diritto di arricchire l’offerta culturale e di eventi della mia città, e in tale ambito non vanno snobbate le occasione».
Ma il patron del Flaiano sostiene che Mascia ce l’avrebbe personalmente con lui dopo il rifiuto di ricevere il Delfino d’Oro, la massima onorificenza cittadina richiesta, peraltro, da Nevio Felicetti.
Il no arrivò in quanto Tiboni fece notare di essere dimissionario dalla commissione comunale che ha, tra i suoi compiti, l’assegnazione dei riconoscimenti civici.
Tiboni in una recente intervista a Rete 8 ha anche ricordato che il Ciattè d’oro è una creatura dell’ex sindaco Luciano D’Alfonso e non di Mascia «non può sentirsi offeso. Ne ha fatto un punto d’onore altrimenti è inspiegabile come mai il sindaco non partecipa alla premiazione alla serata finale del premio Flaiano e poi invece ospita una manifestazione peregrina quale una presentazione dei finalisti del Campiello a Pescara. Ma se lo immagina che a Venezia invitano i finalisti del Premio Flaiano?».


Si schiera dalla parte di Tiboni anche la consigliera comunale del Pd, Paola Marchegiani, già assessore alla Cultura nell’ex giunta D’Alfonso e sempre particolarmente critica con le iniziative del duo Mascia- Guerri: «Il sindaco», fa notare Marchegiani, «parla in prima persona come se il Comune fosse qualcosa di suo, come se i soldi li avesse dati lui al dottor Tiboni. Occuparsi di cultura come amministratore, non può significare solo garantire contributi economici, ma è soprattutto accompagnare e seguire in modo attento ed entusiastico un progetto culturale, vero patrimonio di una città. Compito di un sindaco», continua la consigliera, «non è affatto, come egli sostiene, “arricchire la proposta culturale”; la politica non deve entrare nel merito delle scelte artistiche: questo è compito degli operatori culturali che producono contenuti ed idee. Un Sindaco dovrebbe conoscere invece le tante Associazioni Culturali, frequentarle, ascoltarle, seguirle. E’ veramente desolante l’idea che ha Mascia riguardo alla sua missione culturale che va a coincidere unicamente con l’erogazione e la distribuzione di contributi (voluti per il Premio Flaiano dal Pd). E’ sotto gli occhi dei pescaresi l’enfasi di Albore verso iniziative di circuito legate a chiari interessi altrui e al contempo il suo assenteismo verso quelle, originali e identitarie come il Premio Flaiano.
Pescara tutta è grata a Tiboni per il suo impegno di una vita nella crescita della cultura della città, ed oggi lo è ancora di più perché, nonostante i suoi 90 anni il “dottore” continua a dedicare tempo e energie per la sua Pescara, per il suo Abruzzo».