TANGENTI E CONTI IN ROSSO

Ater Chieti, allarme rosso dopo l’arresto di Lancia: quasi 4 milioni di euro di debiti

Revisori dei Conti chiedono alla regione intervento

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Ater Chieti, allarme rosso dopo l’arresto di Lancia: quasi 4 milioni di euro di debiti

Lancia in Tribunale

CHIETI. Una situazione «già difficile da tempo,» aggravatasi nell’ultima settimana, dopo l’arresto con l’accusa di tangenti dell’amministratore unico.
E’ questo lo scenario in cui ruota l’Ater di Chieti a 10 giorni dallo scoppio dell’inchiesta della Procura di Pescara che parla di appalti truccati e amministratori pubblici che ricevevano mazzette in cambio di gare ‘aggiustate’.
In manette è finito, tra gli altri, anche Marcello Lancia, vertice dell’azienda territoriale di edilizia residenziale, accusato dall’imprenditore aquilano Claudio D’Alessandro di aver chiesto oltre 70 mila euro di tangenti.
Se la vicenda penale proseguirà la sua strada autonomamente, adesso però c’è l’azienda territoriale di Chieti rimasta senza il ‘macchinista’. E si rischia il deragliamento.
Lo hanno scritto a chiare lettere i Revisori dei Conti, Andrea Cirulli, Michele De Angelis e Luigi Panaccio in un verbale datato 18 luglio. Praticamente il giorno dopo l’arresto. I revisori parlano della «sopravvenuta indisponibilità» di Lancia ma anche dell’esito negativo dell’appalto per la concessione della gestione di tesoreria. I termini sono scaduti il 16 luglio e non è arrivata nessuna domanda di partecipazione. 


Questi due eventi, sottolineano i revisori, avrebbero determinato «un’aggravarsi della già precaria situazione finanziaria dell’ente» pure denunciata in passato dal Collegio («come nella relazione di accompagnamento al bilancio del 2011») alla Struttura speciale di supporto- Controllo Ispettivo contabile della regione Abruzzo, ma a quanto pare passata sotto silenzio senza importanti cambi di marcia.
I revisori hanno rilevato che «il venir meno delle vendite degli immobili, che ha da sempre caratterizzato l’attività dell’ente stesso, ha determinato un drastico peggioramento della già critica situazione finanziaria, anche in considerazione delle sole locazioni».
Adesso, con il legale rappresentante indisponibile, è impossibile «qualsiasi attività di natura straordinaria di gestione del patrimonio dell’ente quale ad esempio la vendita di beni facenti parte del patrimonio immobiliare», indicate dalla direzione tra gli obiettivi a breve termine ed il cui ricavato potrebbe finanziare l’odierno disavanzo di cassa che oggi ammonta a 3.824.547 euro.
Per questo il Collegio ha scritto una lettera alla Regione chiedendo di dotare nuovamente, «con la massima urgenza» l’ente di un organo amministrativo, ordinario e straordinario affinchè «si possa continuare a svolgere normalmente la propria attività istituzionale e far fronte al disavanzo che risulta essere un problema sempre più impellente».
a.l.