LA TRAGEDIA

Abruzzo. Alessio, travolto e ucciso dalla terza esplosione. Gli amici: «non doveva andare così»

Responsabile del 118: «gli avevo detto di non andare lì»

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Alessio Di Giacomo

Alessio Di Giacomo

CITTA’ SANT’ANGELO. Alessio Di Giacomo, 22 anni: è lui la prima, e si spera ultima, vittima della incredibile esplosione scoppiata questa mattina a Città Sant’Angelo alle 10.15. Ma mancano all’appello ancora tre persone.
Sono ancora dispersi Mauro Di Giacomo, 45 anni, titolare della fabbrica e padre della vittima, Federico Di Giacomo, fratello del titolare, e Roberto Di Giacomo. Tra le persone messe in salvo dai soccorritori la nonna della vittima e la badante. Quest'ultima e' stata tratta in salvo dai carabinieri del radiomobile di Montesilvano prima della seconda esplosione. La nonna e' stata recuperata subito dopo ed e' stata trasportata all'ospedale di Penne. Malata di alzheimer, ha riportato ferite lievi. Tra le persone che si sono salvate Gian Marco Di Giacomo, fratello della vittima, e Giordano Di Giacomo, che si e' rifugiato nel bunker.

ALESSIO VOLEVA SOCCORRERE GLI ALTRI?
Le forze dell'ordine hanno così ricapitolato le presenze sul luogo della tragedia. Nel corpo fabbrica c'erano i tre parenti Di Giacomo: Mauro 45 anni, Roberto, 39 anni e Federico, 50 anni. Nel corpo uffici, c'erano invece Gianmarco, fratello della vittima, Alessio, e Giordano che ai soccorritori ha detto di essersi salvato perché gettatosi immediatamente nel bunker di salvataggio.
Salvi quindi i due componenti della famiglia che si trovavano in ufficio. Alessio figlio del titolare della fabbrica, è stato coinvolto dalla seconda esplosione, quella delle 10.45, trenta minuti dopo la prima.
Lo ha raccontato il responsabile del 118 di Pescara Emanuele Cherubini presente alla scena. «Alessio stava scendendo verso la fabbrica dopo la prima esplosione - ha detto Cherubini - e nonostante gli avessi detto di non passare di lì è stato colto in pieno dalla seconda deflagrazione».

«Siamo arrivati sette minuti dopo lo scoppio - ha poi proseguito il responsabile del 118 - È stato come vedere una scena di guerra con lapilli e materiale ricaduto fino a quattro chilometri. Ho visto dopo l'esplosione un ragazzo che mi é corso vicino e gli ho detto di allontanarsi. Dopo non l'ho visto più».

«Credo - conclude - che prima di domani sarà difficile provvedere al recupero dei tre dispersi perché al momento le condizioni nei pressi dei resti della fabbrica esplosa sono ancora molto difficili». 

Diplomatosi nel 2010 all’istituto Spaventa il ragazzo lavorava nella ditta di famiglia. Gli amici, disperati, in queste ore hanno sommerso il suo profilo Facebook di ricordi e messaggi di cordoglio.
«Amico mio», scrive Manuel, ex compagno di scuola, «non ti dimenticherò mai perchè con te e il resto della classe abbiamo creato come una famiglia...eravamo tutti fratelli...tu resterai per sempre nel mio cuore...ti voglio bene mio grande amico».
«Se si potesse tornare indietro a 4 ore fa», scrive invece Paola, «verrei di corsa da te a prenderti a schiaffi.. porterò per sempre il rimorso dentro di non averti detto di andare via da quel posto». E poi ancora «ciao Alessio sei sempre stato un grande Pirotecnico Riposa in pace», «eri un ragazzo d'oro, avrei ore ed ore di racconti.. Ciao grande amico mio! Non ti dimenticherò mai»