NUOVO (RI)CORSO?

Pantano Villa Pini: guerra giudiziaria e rischio caos per malati

Vendita a rischio: il curatore diffida S. M. de Criptis

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Giuseppina Ivone

Giuseppina Ivone





CHIETI. Doppia sorpresa per Villa Pini: il ricorso di S. M. de Criptis per ottenere il sequestro della clinica ed un risarcimento di 15 mln non è stato ancora notificato al curatore fallimentare avvocato Giuseppina Ivone.
 Di fronte ai ritardi degli aspiranti proprietari nel predisporre il cambio di gestione e soprattutto la continuità assistenziale la stessa Ivone  ha inviato a De Nicola & c. una diffida “ad adempiere” agli obblighi assunti con l’aggiudicazione dell’asta. Dunque a cinque giorni dal d-day, quando si dovrebbe sottoscrivere l’atto di acquisto, il subentro sembra molto lontano e Villa Pini appare sempre più come l’avamposto de “Il deserto dei Tartari”, dove il tenente Drogo scruta l’orizzonte in attesa di un evento che non ci sarà mai.
E così mentre alcuni soci della nuova proprietà confermano la richiesta di anticiparne la discussione a prima del 30 luglio, il ricorso di 24 pagine appare sempre più incomprensibile e sta producendo reazioni a catena.
Negli sviluppi della vicenda si intravede sempre più il pericolo che si scateni una guerra di controricorsi, con morti e feriti, con soldi che vanno e vengono, con cauzioni perdute – qui salterebbe 1 mln a favore della curatela, come già avvenuto in un’altra asta precedente - e con richiesta di danni per la mancata vendita della clinica che il curatore sarebbe intenzionato a chiedere a S. M. de Criptis.

IN CLINICA È TUTTO FERMO
Immaginiamo, infatti, cosa potrebbe accadere se il ricorso non andasse a buon fine, nel senso voluto da S. M. de Criptis che chiede il sequestro delle attrezzature di proprietà di Petruzzi. Intanto la clinica senza macchinari non potrebbe essere venduta, perché la prima lettera del curatore già inviata una decina di giorni fa al Policlinico dell’eccellenza faceva espresso richiamo alla particolarità del bene venduto: «trattandosi di salute e di malati, chi subentra deve essere in grado di assicurare la continuità assistenziale».
 Ma a pochi giorni dal 30 luglio le posizioni sono ferme al giorno dell’asta e cioè il 20 giugno: nessuna attrezzatura medica è stata acquistata, per cui il ricorso appare sempre più come una exit strategy per uscire da una vicenda che registra molti ritardi organizzativi ed alcune incertezze da parte dei vincitori dell’asta.
Fino a ieri pomeriggio il Policlinico Abano Terme non ha ricevuto nessuna proposta di acquisto dei suoi materiali indispensabili per l’assistenza sanitaria. Intanto a Villa Pini continua l’inventario dei beni (una operazione quasi inutile, visto che tutto è scritto nei documenti ufficiali che al massimo debbo essere spuntati voce per voce), però i malati già ricoverati se ne vanno ed altri non ne arrivano: le prenotazioni non ci sono perché il Cup non è stato attivato. Un modo molto strano di salvaguardare l’avviamento commerciale della casa di cura, di cui si parla nel ricorso degli avvocati di S. M. de Criptis.

IL 30 LUGLIO CHIUDONO LE CUCINE: I MALATI RESTANO SENZA PASTI?
Ma c’è di più. Proprio ieri è partita una raccomandata del titolare dell’azienda che prepara i pasti, con una richiesta di aiuto al curatore: «io da tempo ho comunicato che a fine luglio vado via ed ho chiesto alla nuova proprietà se fosse interessata all’acquisto delle attrezzature ed al mantenimento dei 27 posti di lavoro degli addetti alle cucine. Al di la di generiche risposte di disponibilità, a tutt’oggi non ho ricevuto nessuna richiesta da S. M. de Criptis. Chiedo al curatore se temporaneamente si può fare carico lei di questi dipendenti».
 Altrimenti dal 31 luglio per i malati niente vitto: solo panini e pranzo al sacco.

IL CURATORE: «ACCELERARE IL SUBENTRO IN SICUREZZA O SALTA IL CONTRATTO»
A fronte di questa situazione di stallo, si potrebbe verificare uno sbocco  inimmaginabile fino a pochi giorni fa, un effetto collaterale imprevisto come la mancata vendita di Villa Pini, con annessa richiesta di danni da parte del curatore. La quale, pressata da tutte queste vicende incomprensibili e non finalizzate alla continuità assistenziale, avrebbe inviato un altro “avviso” di pericolo, dopo quello di una settimana fa: «Caro Policlinico dell’eccellenza, non ho ancora ricevuto la notifica del vs ricorso, di cui peraltro sono a conoscenza essendo stato depositato una settimana fa. In mancanza di altre notizie, ci confronteremo in Tribunale. Ma ricordo comunque il vs obbligo alla stipula del contratto definitivo di acquisto, pena la perdita della cauzione e una richiesta di danni per il tempo perso, per l’avviamento commerciale diminuito e per l’immagine di Villa Pini, massacrata dalla vs incertezza, dopo anni di lavoro per il suo rilancio».

Sebastiano Calella