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Tempesta Aca: a Pescara l’incontro informale tra sindaci: solo 10 su 64

Preoccupazione dopo ultime vicende giudiziarie

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PESCARA. Si è tenuta ieri sera a Pescara, presso la Sala Consiliare di palazzo di Città una riunione informale dei membri del Patto dei sindaci dell'Aca.
L’incontro è stato organizzato dopo gli ultimi accadimenti giudiziari che hanno portato agli arresti domiciliari del presidente Ezio Di Cristoforo. Considerando anche le dimissioni ufficiose della consigliera di amministrazione Concetta Di Luzio, è stato fatto il punto della situazione sulle azioni da intraprendere nelle prossime settimane.
Alla riunione informale, erano presenti solo una decina di amministratori dei 64 comuni facenti parte del Patto dei sindaci dell'Aca.
Fra questi il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, l'assessore Marcello Antonelli, i Comuni di Chieti, San Giovanni Teatino, con il sindaco Luciano Marinucci e l’assessore Alessandro Ferragalli, Spoltore, con il sindaco Luciano Di Lorito, Elice, con il sindaco Gianfranco De Massis, Alanno, Città Sant’Angelo, con il sindaco Gabriele Florindi, Picciano, Cepagatti, con il vicesindaco Di Meo, e Manoppello.
«La questione giudiziaria, che verrà valutata nelle sedi competenti, ha posto però oggi più che mai l'urgenza - ha detto il sindaco di Pescara Mascia - di risolvere il problema della riorganizzazione dell'Aca. C'é preoccupazione per la sua operatività e per questo che chiederemo la convocazione di una Assemblea dei sindaci per affrontare le varie problematiche, visto che questa situazione di stallo preoccupa tutti. Noi non vogliamo speculare su quello che è accaduto qualche giorno fa, ma non possiamo non far rilevare che la situazione attuale non può andare avanti». 


Nell'incontro di ieri sera è stato deciso di attendere qualche giorno, e dunque l'interrogatorio di Di Cristoforo, prima di inviare una lettera al Commissario dell'Ato Caputi e al Collegio dei sindaci e dei Revisori dell'Aca in cui si valuterà la possibilità di chiedere le dimissioni di Di Cristoforo e la decadenza del Cda.
A sollevare perplessità sulle procedure è stato il sindaco di Elice De Massis che ha chiesto qualche giorno di attesa prima di assumere decisioni. «Accogliamo il suo appello», ha detto Mascia, «e per garbo umano attenderemo gli interrogatori. Poi però tra venerdì e lunedì invieremo una nota al Collegio dei Revisori dei Conti per chiedere di verificare l’azzeramento del Cda e quindi di procedere con la convocazione formale di un’Assemblea dei soci in cui avremo la possibilità di decidere e votare la nuova governance dell’Aca, pensando che allo stato attuale ci sono cantieri in corso che rischiano di bloccarsi non rientrando nell’ordinaria amministrazione e questo dobbiamo impedirlo nell’interesse della collettività».
Intanto fuori il Comune di Pescara c'erano gli attivisti del Forum abruzzese dell'Acqua che hanno distribuito un volantino in cui si chiede trasparenza all'Aca e la partecipazione cittadina.
«Mantenere lo stato delle cose, con un consiglio di amministrazione dell’ ACA decapitato e delegittimato,e perdere altro tempo con rinvii e cavilli, in un periodo, tra l’altro, in cui si verificheranno i maggiori disservizi nella gestione dell’acqua, sarebbe un atto di irresponsabilità che non avrebbe alcun alibi», commenta il responsabile regionale IdV Alfonso Mascitelli.
L'Associazione Codici, attraverso un comunicato, ha informato che consegnerà in queste ore alla Polizia Giudiziaria del materiale comprovante alcune operazioni finanziarie anomale tra pubblici amministratori, riguardanti l'inchiesta Aca.