SANITA' AL RISPARMIO

Punti nascita chiusi, Chiodi e Febbo non sono d’accordo

Ma i tecnici regionali hanno scelto solo i reparti sicuri

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Chiodi e Febbo

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ABRUZZO. Rischia di diventare un caso politico e sanitario l’elenco dei punti nascita che resteranno aperti e la chiusura di quello di Ortona, come da proposta del Comitato percorso nascita regionale, contestata dall’assessore regionale Mauro Febbo.
E forse anche dal commissario-presidente Gianni Chiodi che nicchia prima di firmare il decreto ormai pronto, anche se si arriva al paradosso che Chiodi presidente contesta Chiodi commissario.
Un altro paradosso potrebbe essere quello che l’assessore Febbo scenda in campo solo per difendere Ortona, mentre tace per molte altre chiusure (sia degli stessi punti nascita a Giulianova e Atri che per gli ospedali di Guardiagrele, Tagliacozzo ecc.).
In realtà sembra tardivo questo “no” ad una decisione tecnica basata su criteri oggettivi e le posizioni contrarie della politica sembrano dettate forse solo da calcoli elettorali.
Infatti la decisione di lasciare aperti 9 punti nascita – senza Ortona - è migliorativa rispetto al passato ed è pronta da almeno un anno, quando fu aggiunto il punto nascita di Sulmona. La proposta originaria del sub commissario Giovanna Baraldi prevedeva infatti solo 8 punti aperti: i quattro capoluoghi più Avezzano, Lanciano, Vasto più -in provincia di Teramo - un altro punto a scelta tra Atri, Giulianova e Sant’Omero. Dopo le proteste di allora per queste decisioni, è stato recuperato il punto di Sulmona, su iniziativa del sub commissario Giuseppe Zuccatelli e del Comitato percorso nascite istituito alla Regione, presieduto dal direttore dell’assessorato alla salute Maria Crocco. 


Lo ricorda il professor Giuseppe Sabatino, neonatologo della d’Annunzio: «Non entro nel merito delle polemiche su Ortona sì e Ortona no, voglio solo ricordare che il Comitato ha fornito le sue indicazioni nel rispetto delle linee guida nazionali sul parto in sicurezza. E nel Comitato nessuno ha espresso parere positivo per il punto nascita di Ortona perché lì non c’erano le condizioni di sicurezza richieste. Mentre il secondo punto nascita della Asl di Teramo è stato scelto a Sant’Omero, anche se erano in corsa pure Atri e Giulianova».
 Il Comitato, come è noto, è composto dai primari pediatri e neonatologi di Chieti, Pescara, L’Aquila e Teramo, ed ha visto la partecipazione ai lavori anche dei direttori sanitari delle Asl di Pescara, Teramo, Chieti e del Tribunale del malato, in rappresentanza dei cittadini.
«Il criterio che ha guidato le nostre scelte – spiega ancora Sabatino – è stato quello di lasciare in funzione i reparti che assicurano la massima sicurezza nell’assistenza ai neonati. E questo non lo decide la politica, ma la qualità dell’assistenza nel punto nascita».
 Sarebbe interessante sapere a questo punto come ha votato il Dipartimento materno infantile di Chieti. Come sarebbe importante sapere se la protesta della politica significa maggiori attrezzature e migliore sicurezza per Ortona. Anche se poi sarà difficile trattare diversamente Atri e Giulianova.

Sebastiano Calella