PROTESTE

Sciopero sanità, a rischio assistenza in ospedali e ambulatori

Garantite prestazioni essenziali, sit-in davanti al Ministero dell’Economia

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Sciopero sanità, a rischio assistenza in ospedali e ambulatori




ROMA. Possibili disagi oggi, lunedì 22 luglio 2013,   per i cittadini negli ospedali e negli ambulatori. Gli operatori, per i tagli pesanti, il blocco del turnover e del contratto, incroceranno le braccia per quattro ore all'inizio di ogni turno.
Lo sciopero è stato indetto dai sindacati che rappresentano in tutto 115 mila medici e veterinari dipendenti del Servizio sanitario e anche i 20mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali del Ssn. Oggi potranno saltare gli interventi programmati, le visite e gli esami diagnostici negli ospedali e nei servizi territoriali pubblici.
 Secondo le stime dei sindacati potrebbero saltare circa 500mila controlli specialistici e 30mila interventi chirurgici ma saranno ovviamente garantite le prestazioni essenziali e quelle di emergenza e urgenza. Ma lo stop riguarderà anche i veterinari che fermando i controlli bloccheranno così le macellazioni dei capi di bestiame, migliaia di bovini, suini e ovini.
Così come non ci saranno i consueti controlli per la sicurezza alimentare nei mercati ittici e in quelli ortofrutticoli. Previsto in mattinata anche un sit-in di protesta in camice bianco davanti all'ingresso della sede del Ministero dell'Economia.
«Siamo al limite della sopravvivenza del sistema - ha spiegato Massimo Cozza, segretario nazionale dei medici della Cgil - e le condizioni di lavoro, la penuria di risorse, la dilagante precarietà che colpisce 10mila giovani medici che rischiano di invecchiare senza certezze lavorative, il blocco dei contratti imposto da oltre 4 anni e la strisciante privatizzazione della sanità impongono una reazione. Il sistema sanitario nazionale è sotto attacco, vittima di interessi economici e dell'ottusa logica dell'austerità senza diritti. Bisogna utilizzare questo sciopero - conclude Cozza - per spiegare che la nostra sanità non è né costosa né pletorica, che il contratto nazionale non è un privilegio ma uno strumento per riformare e innovare la sanità».
 Gravi preoccupazioni condivise da Costantino Troise, il segretario del principale sindacato degli ospedalieri, Anaao. A parlare, secondo il giudizio di Troise, sono i fatti: "basta fare un giro nei Pronto soccorso, per capire a che punto siamo arrivati».