AUTOMOTIVE

Abruzzo/ Filiera autoveicolare: nuova flessione del fatturato

Difficoltà congiunturali e dipendenza Fiat

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SEVEL DUCATO




ABRUZZO. «Dopo un 2011 positivo, il 2012 registra una flessione del fatturato della filiera autoveicolare abruzzese (-14,3%), andamento comunque quasi allineato alla tendenza nazionale (-9,2%)».
La Camera di Commercio di Chieti ha presentato ieri il Rapporto sulla filiera autoveicolare abruzzese - Edizione 2013, realizzato nell’ambito dell’Osservatorio nazionale sulla filiera autoveicolare italiana.
«Emergono anche segnali positivi», ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio Silvio Di Lorenzo, «in particolare la ripresa dell’export e la forte propensione delle nostre imprese ad aggregarsi, a fare innovazione e a favorire la diversificazione di clienti e prodotti».

I PRINCIPALI DATI 2012
Il 2012 a livello mondiale è stato caratterizzato dal terzo anno di crescita del potere d’acquisto. In media nei dodici mesi dello scorso anno i consumatori nel Mondo hanno beneficiato di una crescita di circa il 3%. Per coloro che vivono nelle economie emergenti l’incremento è stato maggiore, pari al 5,3%, che sommato agli incrementi degli ultimi cinque anni dà una crescita maggiore al 23% e un reddito medio superiore ai 7.000 dollari annui.
Non sorprende dunque registrare un’ulteriore crescita del livello mondiale delle immatricolazioni di autovetture (+4,8%), che nel 2012 ha toccato gli 81,7 milioni di autoveicoli, +3,8 milioni rispetto al 2011. Il ritmo di crescita è stato addirittura in lieve aumento sia rispetto al 2011 (+3,3 milioni), sia rispetto alla media 2005-2012 (+2,3 milioni per anno).
I produttori italiani di componenti, servizi di ingegneria e design, parti e sistemi per auto, nel 2012 hanno fatturato quasi 38 miliardi di euro, impiegando 166mila addetti (-7,3% rispetto al 2011).
Dopo un 2011 in cui si era registrata una crescita dei ricavi, nel 2012 la filiera nazionale ha subito una contrazione dei fatturati pari al 9,2%. Le imprese piemontesi hanno avuto una flessione dei fatturati pari al 5,2%, mentre nel resto d’Italia la perdita è stata maggiore (-12,5%).
Dopo due anni di crescita (nel 2010 e nel 2011) anche il distretto abruzzese registra un risultato negativo: -14,3%.

LA DIPENDENZA DA FIAT
La dipendenza da Fiat si assesta sul 40,7% del totale dei ricavi del campione intervistato. Gli esportatori si confermano più numerosi di coloro che forniscono il gruppo torinese, sia in Piemonte (dove l’80% delle imprese esporta e il 61% è fornitore, diretto o indiretto, del Gruppo Fiat) che nel resto d’Italia (il 70% esporta, il 55% fornisce Fiat).
Altre fonti di ricavi: le produzioni per i veicoli commerciali, industriali e autobus (il 68,5% del campione nazionale è attivo in questo mercato; il 65,7% di quello piemontese) e per il mercato del ricambio (più del 62% dei rispondenti produce per l’aftermarket), mentre il 28,4% del campione deve almeno un quarto del proprio fatturato a prodotti non legati al settore automotive.

IL FOCUS SUL DISTRETTO ABRUZZESE
La filiera nazionale dell’automotive è composta da numerose realtà, che rispondono a dinamiche nazionali e sovranazionali, ma ognuna con le sue caratteristiche e peculiarità locali sviluppate negli anni.
Il primo si caratterizza per la presenza del più importante stabilimento europeo di veicoli commerciali leggeri (Sevel) e al contempo per l’impianto produttivo della Honda Italia.
Il secondo anno di rilevazioni in Abruzzo ha permesso di far emergere 129 operatori attivi nella filiera. Di questi ne sono stati contattati telefonicamente 109 per rispondere a un questionario (nazionale) di 25 domande. Cinquantatré di essi hanno fornito risposte quali-quantitative. Il fatturato cumulato delle 50 imprese che hanno risposto alla specifica domanda nel 2012 è stato pari a 1,3 miliardi di euro, che si assommano ai poco meno di 3 miliardi fatturati dalla Sevel e ai 600 milioni circa della Honda, per un totale di filiera attorno ai 5 miliardi di euro.
Anche il perimetro dell’occupazione è importante, con 7000 occupati dalle aziende del campione, a cui bisogna aggiungere i più di 6000 impiegati alla Sevel e i circa 1000 della Honda, per un totale di filiera attorno ai 15mila dipendenti.
Il campione nazionale osservato quest’anno comprende al suo interno 53 imprese che hanno unità produttive in Abruzzo. Dopo due anni di crescita più sostenuta rispetto al resto d’Italia nel 2012 il distretto abruzzese ha dovuto nuovamente fare i conti con la crisi e più in particolare con la diminuzione delle commesse legate al veicolo commerciale leggero (il 71,4% del campione fornisce questo tipo di veicoli: veicoli commerciali con un peso inferiore alle 3,5 tonnellate).
Anche se la produzione di veicoli commerciali leggeri nel Mondo ha raggiunto la quota di 17 milioni di unità, con un incremento che lo scorso anno è stato del 8,7%, questa crescita non è stata generalizzata, ma si è concentrata in alcune aree come il Nord America (+12,8%), l’Asia (+13%), la Russia (+10%) e l’Africa (+18%).
Al contrario, la produzione finale in Italia di veicoli commerciali leggeri è calata del 10,8% ed in Europa occidentale del 11,3%. A questo si aggiungano le difficoltà di alcune delle teste della filiera. Più della metà del campione abruzzese abbia denunciato un calo dei fatturati 2012 rispetto al 2011 a fronte di un 20% che è riuscito ancora a crescere.
Lo scorso anno la filiera non ha potuto beneficiare dell’apporto delle esportazioni, che al pari di quelle italiane di auto, veicoli commerciali, carrozzerie e componenti hanno sofferto, fermandosi a poco più di 2,7 miliardi di euro, con una flessione pari a 4,7 punti percentuali rispetto ai 2,9 miliardi del 2011.