FILERA' VIA?

Filovia, Fiorilli e Sospiri contro la Via: «decisione grottesca, pronti al ricorso al Tar»

Bisognerebbe restituire allo stato 35 milioni di euro

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Sospiri e Fiorilli

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PESCARA. «E’ veramente grottesca la decisione assunta dal Comitato di Via della Regione Abruzzo in merito alla filovia».
Se venisse confermata la decisione del preavviso di rigetto arrivato giovedì scorso significherebbe che i lavori salterebbero, che la strada parco resterebbe quella che è oggi ma soprattutto che Pescara, fanno notare l’assessore Berardino Fiorilli e il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri, dovrebbe restituire 35milioni di euro allo Stato che erogò quella somma vincolata alla costruzione della filovia.
E poi ancora bisognerebbe smontare tutto quanto già realizzato e pagare i danni all’impresa che si è aggiudicata legittimamente un appalto e ha eseguito i lavori.
Fiorilli e Sospiri se la prendono in particolare con gli ambientalisti: «è paradossale che stiano festeggiando per il rischio di affossamento di un’opera pubblica che garantisce l’abbattimento dei livelli di inquinamento in alcune delle strade più congestionate dalla città, come viale Bovio, dove evidentemente per la Regione Abruzzo ci sono cittadini di serie B rispetto a quelli che hanno la fortuna di abitare sulla strada-parco».
L’assessore annuncia che in caso di bocciatura da parte della commissione di valutazione di impatto ambientale sarà presentato un ricorso al Tar.

30 GIORNI PER RIMEDIARE
In sostanza il Comitato di Via all’unanimità ha approvato un preavviso di rigetto del progetto ed entro 30 giorni la Gestione Trasporti Metropolitani dovrà produrre alcuni documenti.
Tra questi anche lo studio sulle emissioni rumorose: «è una richiesta ridicola», sottolinea Sospiri, «visto che parliamo di un mezzo elettrico a emissione zero, com’è ravvisabile nello stesso progetto, partorito, tra l’altro, dalla stessa Regione».
Ma bisognerà produrre anche lo studio sull’inquinamento atmosferico e infine il piano di abbattimento delle barriere architettoniche sul marciapiede costruito dalla Regione nel 1998.
«A questo punto», va avanti Sospiri, «se questo è il messaggio, vuol dire che dovranno essere chiuse e smantellate tutte le filovie d’Italia perché nessuna è stata sottoposta a procedura di Via, a partire da quella di Chieti».
«Siamo dinanzi a una decisione grottesca – ha proseguito l’assessore Fiorilli – che, se confermata, si tradurrebbe in un Ente, la Regione, che boccia se stesso dopo vent’anni. In Italia purtroppo ancora una volta le opere pubbliche utili per il territorio sono ostacolate dal ‘partito-del-non-fare’, e stiamo vivendo un momento drammatico per il Paese e per il nostro territorio dove, per salvaguardare il passeggio in bici di pochi privilegiati e lo sgambettamento dei cani andiamo a pregiudicare la vivibilità e il decongestionamento di strade in cui si sta morendo di smog».