IL PROCESSO

Sanitopoli, slitta a lunedì la sentenza su Del Turco

27 imputati in attesa di giudizio

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Carmelo de Santis

Il giudice Carmelo De Santis

 

Sanitopoli, slitta a lunedì la sentenza su Del Turco 
Processo rinviato, slitta il verdetto
Sanitopoli, processo, ottaviano del turco, tangenti, carmelo de sanctis
PESCARA. C’è ancora da aspettare per conoscere la sentenza del processo Sanitopoli.
Il verdetto era atteso per questa notte, al massimo domani. Invece tutto rinviato a lunedì prossimo. Poco dopo le 17 di oggi, dopo una giornata dedicata alle ultime requisitorie degli imputati (tra le quali quella dell’avvocato dell’ex manager dell’Asl di Chieti Conga) il presidente del collegio, Carmelo De Santis, ha rinviato il processo a lunedì prossimo alle 9 per brevi repliche.
Poi i giudici si ritireranno in Camera di Consiglio, a seguire la sentenza. Il processo conta tra i 27 imputati l'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco. 
   L'ex ministro delle finanze ed ex segretario generale aggiunto della Cgil all'epoca di Luciano Lama e' accusato di associazione per delinquere, corruzione, abuso, concussione, falso. Per lui l'accusa ha chiesto 12 anni di reclusione,
Le accuse per gli imputati vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, all'abuso, alla concussione, al falso, alla truffa, al riciclaggio. Fra loro l'ex patron della casa di cura privata Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, "il grande accusatore": dalle sue rivelazioni ebbe inizio la vicenda. Fu proprio l' imprenditore, che nel processo è sia imputato (la richiesta del pm è di 3 anni) sia parte lesa (11 milioni di euro per danni morali la sua richiesta di risarcimento), a dichiarare ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro, in cambio di agevolazioni, ad alcuni amministratori pubblici regionali di centrosinistra e di centrodestra. 
«A DEL TURCO OGNI BENE»
«Comunque si concluda la vicenda giudiziaria, che ha squassato la politica abruzzese, e' certo che sara' solo una prima tappa. All'uomo Ottaviano Del Turco auspichiamo e auguriamo ogni bene e di vincere questa tappa per vincere la partita finale», ha commentato oggi il segretario regionale del Psi, Massimo Carugno. Al politico Ottaviano del Turco i Socialisti Abruzzesi chiedono ancora una volta «perche' quel passo di smembrare un partito, autorevole, radicato, forte con la sua autonomia e la sua indipendenza per approdare in sponde politiche che alla prima occasione gli anno voltato le spalle. Un passo che la storia ha rivelato scellerato. Saremmo ben lieti - commenta infine Carugno - se una felice conclusione della vicenda giudiziaria desse lo spunto a Ottaviano Del Turco di reincontrare i suoi vecchi compagni, che nella vicenda umana non lo hanno ne' rinnegato ne' abbandonato, per spiegare il perche' di quella vicenda politica».
PESCARA. C’è ancora da aspettare per conoscere la sentenza del processo Sanitopoli.

Il verdetto era atteso per questa notte, al massimo domani. Invece tutto rinviato a lunedì prossimo. Poco dopo le 17 di oggi, dopo una giornata dedicata alle ultime requisitorie degli imputati (tra le quali quella dell’avvocato dell’ex manager dell’Asl di Chieti Conga), il presidente del collegio, Carmelo De Santis, ha rinviato il processo a lunedì prossimo alle 9 per brevi repliche. Poi i giudici si ritireranno in Camera di Consiglio, a seguire la sentenza. Il processo conta tra i 27 imputati l'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco.    

L'ex ministro delle finanze ed ex segretario generale aggiunto della Cgil all'epoca di Luciano Lama e' accusato di associazione per delinquere, corruzione, abuso, concussione, falso. Per lui l'accusa ha chiesto 12 anni di reclusione,Le accuse per gli imputati vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, all'abuso, alla concussione, al falso, alla truffa, al riciclaggio. Fra loro l'ex patron della casa di cura privata Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, "il grande accusatore": dalle sue rivelazioni ebbe inizio la vicenda. Fu proprio l' imprenditore, che nel processo è sia imputato (la richiesta del pm è di 3 anni) sia parte lesa (11 milioni di euro per danni morali la sua richiesta di risarcimento), a dichiarare ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro, in cambio di agevolazioni, ad alcuni amministratori pubblici regionali di centrosinistra e di centrodestra. 

«A DEL TURCO OGNI BENE»

«Comunque si concluda la vicenda giudiziaria, che ha squassato la politica abruzzese, e' certo che sara' solo una prima tappa. All'uomo Ottaviano Del Turco auspichiamo e auguriamo ogni bene e di vincere questa tappa per vincere la partita finale», ha commentato oggi il segretario regionale del Psi, Massimo Carugno. Al politico Ottaviano del Turco i Socialisti Abruzzesi chiedono ancora una volta «perche' quel passo di smembrare un partito, autorevole, radicato, forte con la sua autonomia e la sua indipendenza per approdare in sponde politiche che alla prima occasione gli anno voltato le spalle. Un passo che la storia ha rivelato scellerato. Saremmo ben lieti - commenta infine Carugno - se una felice conclusione della vicenda giudiziaria desse lo spunto a Ottaviano Del Turco di reincontrare i suoi vecchi compagni, che nella vicenda umana non lo hanno ne' rinnegato ne' abbandonato, per spiegare il perche' di quella vicenda politica».

CONGA: «VA ASSOLTO CON FORMULA PIENA»
Assoluzione con «la formula più ampia» e dissequestro di tutti i beni: lo hanno chiesto gli avvocati Cristiana Valentini e Carmine Verde, difensori dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, al termine dell'arringa. Secondo l'accusa, Angelini avrebbe consegnato a Conga circa 6 milioni di euro di presunte tangenti. Al momento dell'arresto, il 14 luglio 2008, nella Porsche Cayenne dell'ex manager fu trovata una valigetta contenente 113 mila euro in contanti. Per l'avvocato Verde, «ci vogliono prove concrete».
«La parola dell'ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini - ha detto la Valentini - è smentita dai documenti». Riguardo ai soldi trovati nella valigetta, Verde ha ribadito quanto già sostenuto da Conga in fase dibattimentale e cioè che quei 113 mila euro in contanti erano suoi e gli erano stati prestati da un amico per potersi ricoverare in una clinica degli Stati Uniti. Sulla presunta partecipazione dell'ex manager ad una compagine finalizzata a sfruttare cartolarizzazione per deviare l'attività amministrativa, l'avvocato Valentini nel suo intervento ha sostenuto che «non solo l'accusa ha prodotto quello che si può definire un autentico deserto probatorio, ma anche qui le carte dimostrano in maniera inconfutabile l'assoluta innocenza di Conga». In merito all'accordo transattivo, per Valentini, l'ex manager «avrebbe potuto fare qualcosa di diverso da quello che ha fatto solo violando ogni regola che presiede al giusto procedimento amministrativo». Al termine della requisitoria del 12 giugno scorso, la procura aveva chiesto per Conga undici anni di reclusione.

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