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La multinazionale americana VSL Pharmaceutical Inc scommette sul Crab di Avezzano

Contratto di ricerca da 300 mila euro

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La multinazionale americana VSL Pharmaceutical Inc scommette sul Crab di Avezzano





AVEZZANO. Presente in 22 paesi nel mondo, la VSL sceglie Avezzano.
Firmato un contratto di ricerca di 300.000 € per un anno con il Crab. La nutraceutica trascina l'economia abruzzese. La multinazionale americana VSL, che si occupa di microrganismi nel comparto agroalimentare licenziati in 22 paesi del mondo con partner quali Ferring, Johnson & Johnson e Sun Pharma, si è coordinata con il Crab per la messa a punto di nuove tecnologie nel settore.
Il direttore della società VSL, Beth Park, si è detta particolarmente felice di questa iniziativa e ha pubblicamente ringraziato il presidente del Crab Emidio Tenaglia e l'intera struttura per la loro collaborazione e per la capacità «inusuale per l'Italia.
«È stata una trattativa molto complessa, durata più di tre mesi, - ha commentato il presidente Tenaglia - che ha ricompensato la capacità della struttura Crab di confrontarsi con importanti operatori privati, raggiungendo un traguardi soddisfacenti per entrambe le realtà. Infatti questo contratto segue quello sottoscritto pochi mesi fa con il gruppo Valagro'».

«Una prova ancora più ardua per una struttura a totale partecipazione pubblica - ha concluso il presidente - che ha dimostrato di saper conquistare spazi importanti contro equivalenti concorrenti internazionali».
La VSL ha scommesso sulla consolidata competenza dei ricercatori del Crab e sull'impianto pilota multifunzionale, «preservato e mantenuto in uno stato tecnologicamente avanzato, grazie alla costante e puntuale attività di upgrading» ha aggiunto il direttore Daniela Spera.
«La nutraceutica, ossia il comparto degli integratori e della nutrizione, - ha spiegato la biologa, collaboratrice del Crab dal 1995, - è un importante settore di traino dell'attuale contesto economico, come risulta dalla ricerca pubblicata dall'Euromonitor International's Passport».
«Un settore con un trend positivo - ha concluso la Spera - che investe nella ricerca e scommette sulle capacità e sull'efficienza del nostro Centro. L'Italia, infatti, è il primo paese d'Europa per la vendita di integratori alimentari, che nel 2012 hanno sviluppato un giro di affari di oltre 7,5 miliardi».