VERGOGNE DOLOSE

Chieti. Mammografia? «C’è posto nel 2016. A pagamento anche subito»

Al Cup teatino solo due sedute a settimana, le altre sono private

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Chieti. Mammografia? «C’è posto nel 2016. A pagamento anche subito»




ABRUZZO. «Credevo di aver capito male: la mammografia nel 2016? Sono rimasta senza parole. Poi quando l’operatore mi ha detto: a pagamento la può fare anche subito, stavo per esplodere. Mi ha bloccato mio marito. Sì, ho affidato la mia protesta al Tribunale del malato, la ringrazio di avermi chiamato».
Dall’altro capo del telefono la signora ripercorre con indignazione questa sua esperienza all’Ospedale di Chieti che l’ha profondamente segnata. Perciò ha lasciato traccia della vicenda nella scheda di segnalazione che il Tribunale del malato mette a disposizione per queste storie di malasanità. In realtà Francesco Zavattaro, dg della Asl di Chieti, non gradisce queste segnalazioni e, mal consigliato, le definisce la “macchina del fango”: potrebbe invece verificare se dietro ci sono persone con disturbi mentali o storie reali di vita e di malattia. 


Aldo Cerulli, il responsabile di Cittadinanza attiva, spiega che queste proteste sono in aumento «anche perché al Cup mi hanno informato che la responsabile del servizio ha deciso di dedicare solo due turni per queste prenotazioni e altrettanti due turni per le mammografie a pagamento. E’ normale che così le file si allungano e adesso siamo al 2016. Mentre per il “subito a pagamento” c’è sempre spazio. Si verificano cose strane nell’intramoenia, cioè nella professione svolta dai medici dell’ospedale fuori dall’orario di lavoro». «Posso testimoniare anch’io, che ho seguito personalmente tutta la vicenda di mia moglie» ha aggiunto il marito che per primo aveva risposto al telefono. In sostanza questa signora, che ha lavorato 40 anni alla Procura della Repubblica, aveva chiesto di effettuare una mammografia a scopo preventivo, anche perché era già stata operata di melanoma ed ha altri casi di tumore in famiglia.
Il Cup la voleva prenotare fra tre anni.


Sebastiano Calella