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Villa Pini, è già guerra giudiziaria tra Petruzzi e De Nicola?

S. Maria de Criptis vuole «puntualizzare le condizioni del subentro»

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Villa Pini, è già guerra giudiziaria tra Petruzzi e De Nicola?

Petruzzi e De Nicola





ESCLUSIVO.
CHIETI. Un ricorso contro Nicola Petruzzi e contro la curatela sarebbe stato presentato al Tribunale civile di Chieti con procedura d’urgenza ex art. 700 dal Policlinico dell’eccellenza S. Maria de Criptis.
Secondo alcuni soci della nuova proprietà (gli avvocati del gruppo, in questa occasione sono supportati anche da un noto esponente del foro di Pescara) «ci sarebbero alcune cose da puntualizzare in tutto il comportamento del Policlinico Abano Terme e del curatore fallimentare. Infatti la clinica che ci siamo aggiudicata ci verrebbe data non in condizioni di funzionare perché senza le attrezzature ed i macchinari esistenti. Perciò abbiamo chiesto l’intervento del Tribunale».
 Così chiarisce l’iniziativa che sarebbe in atto uno dei soci del gruppo che chiede di non essere nominato.
«Sì, lo so che c’è chi pensa di risolvere con il Tribunale un normale contenzioso – commenta invece Carmine De Nicola – ma finché ci sarò io tenterò sempre la via della trattativa e dell’accordo. Ci servono queste macchine indispensabili al funzionamento della clinica? Mettiamoci attorno ad un tavolo e trattiamo, invece di coinvolgere il Tribunale».
 Dal Policlinico Abano Terme e dalla curatela confermano di aver avuto sentore di questo ricorso, ma al momento non è arrivata nessuna notifica, per cui si riservano di esprimere le loro valutazioni dopo la lettura degli atti, se esistono, e attraverso i loro legali.
«Posso solo immaginare – chiosa un avvocato di Petruzzi – che sia un tentativo di bloccare l’intenzione di Abano Terme di riprendersi le attrezzature di sua proprietà. Si tratta solo di aspettare eventuali notifiche».

IL CONTENZIOSO SULLE ATTREZZATURE IN VIA DI TRASFERIMENTO
In realtà, al di là della conferma contorta da parte degli interessati, questa iniziativa sarebbe la traduzione logica di una richiesta formulata nei giorni scorsi durante l’incontro S. Maria de Criptis-sindacati, quando Carmine De Nicola e Andrea Di Prinzio si sono allontanati per un approccio con il Policlinico Abano Terme, rappresentato in quel momento dal direttore Paolo Argenti.
«Non toccate la strumentazione in funzione – hanno detto in sostanza i due rappresentanti della futura proprietà - altrimenti la clinica non può funzionare». L’invito è stato rispedito al mittente, visto che da tempo è nota la posizione di Abano Terme: nessuna preclusione ad una richiesta di acquisto dei macchinari da parte di chi subentra, purché formulata ufficialmente e non solo verbalmente e disponibilità assoluta a ricontrollare l’inventario da tempo depositato nell’ufficio del curatore e presente nei documenti dell’asta.
 Come peraltro aveva già indicato anche il curatore nella lettera inviata venerdì e nella quale si indicavano i giorni dal 22 luglio in poi per definire in contraddittorio quali sono i macchinari di proprietà della clinica-fallimento e quelli della clinica-Abano Terme, cioè acquistati da Nicola Petruzzi e quindi di sua proprietà e disponibilità. Il tutto in vista della firma del contratto che deve avvenire il giorno 30 luglio.

DIFFICOLTÀ IMPREVISTE SULLA STRADA DEL CONTRATTO DI ACQUISTO
Che senso potrebbe avere dunque un ricorso al giudice civile? E la nuova proprietà è sicura che l’udienza d’urgenza sarebbe fissata prima della firma del contratto? Sono i misteri incomprensibili di una storia in cui questa posizione critica contro Abano Terme e contro la curatela potrebbe essere la punta dell’iceberg di una spaccatura all’interno della società acquirente, sia per le procedure da adottare per arrivare al passaggio di proprietà sia per risolvere la controversia sul passaggio di proprietà in regime di continuità assistenziale acquistando le attrezzature già in funzione. «Trattandosi di una clinica (peraltro accreditata, ndr) – scrive il curatore Giuseppina Ivone nella sua lettera in cui dettava le regole da seguire per arrivare alla firma – il bene da salvaguardare prioritariamente è la salute dei ricoverati».
 Messaggio non ricevuto o forse mal recepito, visto che nella lettera era chiaro anche lo sviluppo della vicenda in caso di slittamento della firma: o aggiudicazione al secondo classificato o nuova asta. In tutto questo rincorrersi di colpi di scena, un ricorso presentato così in ritardo potrebbe significare che l’udienza urgente sarà fissata ai primi di agosto, cioè dopo la scadenza del 30 luglio, giorno della firma del passaggio di proprietà.
Qualcuno pensa però che questa potrebbe essere la strategia di uscita del Policlinico dell’eccellenza da una partita in cui non contano solo i soldi, ma la capacità di realizzare un progetto. Trovando difficoltà forse impreviste, ma non imprevedibili, S. Maria de Criptis starebbe meditando il ritiro. E il ricorso potrebbe essere il tentativo di recuperare il milione di cauzione - che altrimenti andrebbe perso e sarebbe incamerato dalla curatela – adducendo cause di forza maggiore e non imputabili al Policlinico dell’eccellenza.

Sebastiano Calella