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Acqua, aumento tariffe nel Teramano: «quella riunione dei sindaci è illegittima»

«Nessun avviso dell’incontro»

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ACQUA TORBIDA




TERAMO. Due giorni fa si è riunita l’Assi (Assemblea Sindaci Servizio Idrico) della provincia di Teramo per discutere ed approvare il nuovo metodo tariffario e di conseguenza le nuove tariffe da applicare per il 2012 e il 2013.
«L’assemblea è stata convocata e si è riunita illegittimamente», denuncia Marco Palermo, segretario provinciale di Rifondazione Comunista. Il regolamento dell'Assi (approvato con delibera del 8/09/2013) nell'articolo 5 prevede che gli atti e la convocazione siano resi pubblici e depositati presso l'Ufficio di Segreteria della Provincia. «Ciò non è avvenuto», assicura Palermo.
Rifondazione denuncia dunque «meccanismi poco trasparenti e democratici», a causa della nuova legge regionale che «ha dato mani libere al Commissario Caputi di deliberare atti che fino a qualche anno fa erano di spettanza e competenza dei Sindaci».
Il contesto è questo: la nuove tariffe dell’acqua verranno determinate dall’Aeeg (l’autority che si occupa di energia e gas) per decisione del precedente Governo Monti. Il nuovo metodo tariffario, che dovrebbe andare in vigore dal 2014, non è stato ancora individuato, mentre è stato individuato il Metodo Transitorio da applicare al 2012 (retroattivo) e al 2013; quindi i sindaci sono chiamati ad esprimere un parere (obbligatorio ma non vincolante) su tariffe provvisorie soggette a nuovi incrementi sulla base delle decisioni che prenderà in futuro l’Autorità per l’energia e il gas.
«Nel frattempo per non sbagliare», fa notare Palermo, «il Metodo Transitorio prevede già degli aumenti, che nel caso della provincia di Teramo sarebbero nell’ordine del 10% rispetto a quelli previsti da Piano d’Ambito votato meno di due anni fa».


Rifondazione esprime forti criticità sul Metodo Transitorio che «avrebbe dovuto essere conforme alle indicazioni emerse dal risultato referendario eliminando la “remunerazione del capitale investito”, e che invece la maschera sotto altre voci che compongono la nuova tariffa (nello specifico “oneri finanziari)».
Anche il fatto che il Metodo Transitorio e le tariffe che ne derivano siano calcolati sulla base dei dati economici, finanziari e di gestione dei soggetti gestori, secondo Palermo «pone non pochi problemi e suscita davvero molti dubbi: i disservizi, i buchi di bilancio, la mancanza di investimenti vengono scaricati nuovamente sui cittadini e sui lavoratori e nulla si dice sulle responsabilità di dirigenti ed i politici che fino ad ora si sono alternati alla guida della Ruzzo spa».
Il Metodo Transitorio sta trovando in tutta Italia sonore bocciature e pendono molti ricorsi sulle delibere di approvazione.
Rifondazione Comunista invita i Sindaci della provincia di Teramo ad opporsi all’approvazione, a rifiutarsi di applicare ulteriori aumenti «e a fare una battaglia», aggiunge Palermo, «per riconquistare quella che era una sacrosanta competenza dei sindaci e dei consigli comunali come la determinazione delle tariffe dei servizi pubblici. Non solo, va avviato un percorso virtuoso di gestione del servizio idrico in questa regione a partire dall’approvazione di una nuova Legge regionale e la fine del commissariamento del servizio che dura ormai da anni e non si sa in nome di quale “emergenza”».