RIQUALIFICAZIONE

Corso Vittorio, Fiorilli tranquillizza i commercianti: «non è una pedonalizzazione»

Lavori da settembre e nei negozi scatta il referendum

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Corso Vittorio, Fiorilli tranquillizza i commercianti: «non è una pedonalizzazione»

Fiorilli




PESCARA. Lunedì mattina l’assessore alla Riqualificazione urbana Berardino Fiorilli ha incontrato i rappresentanti di Confesercenti.
C’erano, tra gli altri, l’assessore regionale Carlo Masci, i segretari della Confesercenti Gianni Taucci, Bruno Santori e soprattutto oltre 50 commercianti intervenuti per ascoltare i dettagli del progetto.
Fiorilli ha subito sottolineato di aver visto nei giorni sulle vetrine di alcuni negozi i cartelli riportanti la scritta ‘Ci state ammazzando con la pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele’.
«Vorrei capire come», ha chiesto l’assessore, «visto che ancora non cominciamo, eppure mi sembra che su quella strada ci siano grossi problemi sotto il profilo commerciale».
Fiorilli ha insistito sul fatto che, almeno a breve termine, non ci sarà alcuna pedonalizzazione: «abbiamo solo anticipato quella che potrebbe essere una futura limitazione parziale del traffico, che non è una pedonalizzazione, perché non realizzeremo opere come quelle di via Firenze, via Mazzini o via Roma».

UNA STRADA LUNGA 8 METRI
Il progetto di riqualificazione prevede la realizzazione di una strada della larghezza di 8 metri, pari a viale Bovio, con un sottofondo e una pavimentazione capaci di sopportare il traffico veicolare di autobus e vetture.
Si perderanno 50 posti auto sul lato destro della strada, e ci sarà il taglio della corsia preferenziale per gli autobus sul lato monte della strada.
«Mi fa specie», ha detto Fiorilli, «che il principale oppositore del progetto sia il Pd che, durante il proprio governo della città, aveva stilato un Piano Urbano del Traffico che prevedeva di trasformare corso Vittorio in un’autostrada, istituendo un senso unico di marcia in direzione sud-nord sulle due corsie lato mare, e riservando le due corsie lato monte al transito dei pullman a doppio senso di marcia, con, in mezzo, le isole salvapedoni che il Pd ci ha contestato sulla riviera».
Il progetto del centrodestra, invece poggia tutto sull’arredo urbano con l’ampliamento del marciapiede esistente, la realizzazione di una carreggiata di 8 metri, prevedendo posti auto per disabili e per il carico e scarico delle merci e pensando al passaggio della futura filovia.
«Prima di arredare corso Vittorio», ha annunciato sempre l’assessore, «comunque andremo a realizzare il nuovo asse stradale adiacente il lato mare delle aree di risulta, alle spalle degli edifici oggi esistenti, dunque un asse contiguo al corso, a doppio senso di marcia, con una rotatoria all’incrocio con via Teramo, che poi si allaccerà a via de Gasperi sino al Ponte Nuovo, un asse che, a prescindere, andrà a ridurre il volume di traffico, e dunque di inquinamento, su corso Vittorio Emanuele».
La giunta Mascia vorrebbe iniziare le opere agli inizi di settembre proprio con la messa in sicurezza della strada sulle aree di risulta.

«NO ALLA PEDONALIZZAZIONE»
«Il progetto per il rilancio di corso Vittorio Emanuele è nato già due anni fa ed è un progetto di sviluppo», ha sottolineato l’assessore regionale Carlo Masci: «il corso non verrà mai pedonalizzato, non si chiude alle auto, noi abbiamo sempre parlato di una Zona a traffico limitato, ma decideremo insieme, con i commercianti stessi e i residenti, come limitare parzialmente il traffico, decideremo insieme gli orari, i giorni, le modalità e le categorie da escludere, ricordando che corso Vittorio ha una grande fortuna, ossia quella di avere uno dei parcheggi più grandi d’Europa a due passi, ma anche la sfortuna di essere diventata oggi solo una via di passaggio».

INCONTRO TRA DITTA APPALTATRICE E COMMERCIANTI
I commercianti, dal canto loro, hanno manifestato la necessità di procedere, con decisione, alla riqualificazione anche delle aree di risulta, prevedendo l’installazione di tabelloni luminosi per segnalare il parcheggio e gli eventuali stalli disponibili, «una proposta assolutamente condivisibile – ha ripreso l’assessore Fiorilli – che facciamo nostra».
Fiorilli ha preso l’impegno di convocare, «al più presto», un incontro tra i commercianti e l’impresa che si è aggiudicata l’appalto per fissare insieme il cronoprogramma esatto dei lavori, «fermo restando che il cantiere non dovrà interferire con il periodo dello shopping natalizio né dei saldi».
L’assessore ha anche chiarito che su corso Vittorio le opere si svolgeranno a ridosso del marciapiede, lato strada, dunque la zona di transito pedonale resterà sempre accessibile e soprattutto anche durante le opere non verrà interrotto mai il transito veicolare proprio per non creare disagi agli operatori commerciali.

SCATTA IL REFERENDUM
Confesercenti ha annunciato che chiederà negozio per negozio il parere sul progetto «e poi decideremo come agire in funzione degli interessi della maggioranza dei commercianti pescaresi».
«Bisognava discuterne prima con i diretti interessati – ha sottolineato Taucci – e adesso la città non può decidere di rinunciare al proprio polmone economico che è il commercio. Restiamo preoccupati dalla capacità delle altre strade di assorbire il traffico del centro, così come siamo preoccupati da tempistica e flussi veicolari. Dunque chiediamo che non ci sia alcuno stop totale alle auto in nessun punto di corso Vittorio Emanuele, e che vi siano interventi come ampia segnaletica sulla presenza e la capienza del parcheggio della stazione centrale che non va più chiamato area di risulta, apertura di stalli per bikesharing e carsharing nel parcheggio, campagna di promozione del commercio pescarese fuori dalla città, lotta all’abusivismo, politiche fiscali punitive nei confronti di chi lascia sfitti i negozi, cronoprogramma certo per i lavori per non ripetere l’assurdità del lungomare sud»