IL CASO

Abruzzo. Kyenge a Pescara, «non chiedo le dimissioni di Calderoli»

E un altro esponente leghista la insulta: «la vittima è l’orango»

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Abruzzo. Kyenge a Pescara, «non chiedo le dimissioni di Calderoli»

Testa con il ministro




PESCARA. «Le dimissioni di Calderoli? Io non le richiedo».
Lo ha detto questa mattina il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge, a Pescara, a margine della giornata della "Carovana della libera circolazione", rispondendo alla domanda dei giornalisti sul fatto che il vice presidente del Senato ha dichiarato che non intende dimettersi dopo le sue frasi razziste.
«Questo - ha proseguito il ministro - non e' un punto che mi riguarda. Per me il caso personale non si e' mai aperto. Io pongo un 'altra questione, una riflessione sul ruolo di chi riveste una carica pubblica».
«Sicuramente non scendo allo stesso livello», ha aggiunto, spiegando che non intende nemmeno avviare azioni legali contro l’esponente della Lega.
Kyenge non ha voluto invece commentare l’azione dimostrativa di Forza Nuova che la notte scorsa ha posizionato dei cappi nel perimetro esterno della Provincia di Pescara per protestare contro lo ius soli.
«Dobbiamo far passare dei messaggi che non istigano a odio e violenza», ha detto. «Sicuramente non sara' il mio compito di rispondere alla violenza con la violenza. Il mio compito e' quello di dare una guida ai nostri giovani, all'Italia, perche' l'Italia non e' razzista e chi vuole soffocare questa parte dell'Italia non razzista fara' fatica a farlo. Noi insieme sicuramente ce la faremo - ha proseguito - a far vedere che l'Italia non e' cosi' perche' non ne ha bisogno solo la sottoscritta e non sono solo attacchi personali, non e' un attacco alla mia persona, ma credo che e' l'Italia che in questo momento ha bisogno di far vedere in tutto il mondo, a tutti i nostri figli di che cosa siamo capaci e sicuramente non risponderemo mai con la violenza». 

Secondo Kyenge bisogna «trovare un dialogo e una comunicazione trasparente e rispettosa verso tutti e noi questo insegnamento lo dobbiamo dare, lo dobbiamo fare per chiunque guarda gli occhi delle istituzioni con speranza».
Intanto mentre questa mattina il ministro si trovava a Pescara è scoppiato un nuovo polverone. L'assessore regionale veneto Daniele Stival (Lega) ha postato sul suo profilo Facebook una foto di 'L'antipolitica’ in cui c'é l'immagine del ministro all'integrazione e una frase dove ci si dice sdegnati per le parole di Roberto Calderoli indicando però come vittima l'orango, «una creatura di Dio» che non si può paragonare a «un ministro congolese». Stival ha confermato all'Ansa di aver messo l'immagine ma anche di aver sbagliato tanto che la rimuoverà. Stival ammette che è stata una scelta avventata, una sorta di scherzo e resosi conto della gravità della cosa ha dato disposizione di rimuovere dal suo profilo Fb l'attacco alla ministro per l'Integrazione Kyenge.

 

«Non possiamo andare avanti con una politica dell'emergenza. L'immigrazione ne sta risentendo. Noi dobbiamo riuscire a leggere dieci anni di sbarchi a Lampedusa e tradurli in una politica di prevenzione e di sistema, dare delle risposte», ha detto ancora il ministro. Papa Francesco, andando a Lampedusa, «ci ha fatto capire che quei morti, passati invisibili per tanti anni, sono persone», ha sottolineato. 
Intanto la Digos di Pescara sta facendo degli approfondimenti sull'episodio dei cappi posizionati, questa notte, nel perimetro della Provincia di Pescara: le conclusioni potrebbero poi essere trasmesse alla procura di Pescara. Comunque il materiale rimosso e' ancora al vaglio degli investigatori.
«Non possiamo andare avanti con una politica dell'emergenza. L'immigrazione ne sta risentendo. Noi dobbiamo riuscire a leggere dieci anni di sbarchi a Lampedusa e tradurli in una politica di prevenzione e di sistema, dare delle risposte», ha detto ancora il ministro. Papa Francesco, andando a Lampedusa, «ci ha fatto capire che quei morti, passati invisibili per tanti anni, sono persone», ha sottolineato. Intanto la Digos di Pescara sta facendo degli approfondimenti sull'episodio dei cappi posizionati, questa notte, nel perimetro della Provincia di Pescara: le conclusioni potrebbero poi essere trasmesse alla procura di Pescara. Comunque il materiale rimosso e' ancora al vaglio degli investigatori.

PESCARA NON E’ UNA CITTA’ RAZZISTA»
«Esprimo a nome mio personale e dell'intera città la ferma condanna per il gravissimo episodio messo in atto quest'oggi da un movimento politico nei confronti di un Ministro della Repubblica», commenta il sindaco Luigi Albore Mascia.
«Pescara non è una città razzista, anzi è la città dell'accoglienza, della solidarietà e della prossimità, e non tolleriamo simili comportamenti che superano i limiti del decoro e del legittimo scontro politico. E' evidente che tale episodio non è una ragazzata, nè può essere considerata una bravata e sono certo che dagli Organi Inquirenti sarà fatta piena luce e verrà garantito il rispetto della persona».
Il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca ha invece chiesto personalmente scusa al ministro per l’azione degli esponenti di estrema destra: «La mamma degli imbecilli è sempre incinta», scrive Vacca su Facebook, «Calderoli e i 4 gatti abruzzesi di Forza Nuova hanno perso l'ennesima occasione per tacere. Ministro Kyenge, da parlamentare pescarese e abruzzese le chiedo scusa per la stupidità e l'idiozia di alcuni concittadini».
Al ministro Kyenge sono arrivati messaggi di solidarietà da molti esponenti politici locali. 

«Auspichiamo finalmente che la Repubblica, con le sue leggi che esistono, si difenda e prenda provvedimenti adeguati per chi si pone, per l'ennesima volta, fuori dalla Costituzione e dalla democrazia», commenta l’associazione nazionale partigiani italiani.

«Bisogna dire che Forza Nuova abruzzese e il suo prode presidente non perdono occasione per dimostrare la loro profonda ignoranza, per chiamarsi fuori da ogni legalità costituzionale e per evocare i peggiori fantasmi della nostra storia recente».