IL CASO

Giulianova, querela in Consiglio: caso Ciafardoni archiviato. Pm: «Ciccocelli non diffamò»

Un anno fa la denuncia ai carabinieri

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Giulianova, querela in Consiglio: caso Ciafardoni archiviato. Pm: «Ciccocelli non diffamò»




GIULIANOVA. La denuncia era scattata esattamente un anno fa, dopo un consiglio comunale.
La consigliera di Progresso giuliese, Laura Ciafardoni, si era risentita per delle affermazioni del collega Roberto Ciccocelli ed era andata in caserma per firmare una querela. Il consigliere durante l’assise civica l’aveva presa di mira per alcuni incarichi professionali ottenuti al Cirsu e all’Asl.
Un anno dopo è arrivata l’archiviazione delle accuse. «Ero stato denunciato», ricorda oggi Ciccocelli che dà la notizia dell’archiviazione, «poiché la consigliera si era sentita offesa nell’onore e nel decoro quando ho affermato, durante un Consiglio Comunale dedicato ai problemi della sanità territoriale, che lei aveva conseguito incarichi al Cirsu o alla Asl nonché commesso danni erariali».
Il Pubblico Ministero, titolare del fascicolo, ha ritenuto dovere procedere alla richiesta di archiviazione osservando che «la parte offesa non nega di avere ricevuto incarichi nell’ambito del Cirsu e per conto dell’A.S.L. né di essere stata chiamata a rendere conto. La mera insinuazione che si tratti di incarichi sospetti, verosimilmente forieri di danni erariali, pur oggettivamente diffamatoria, è scriminata quale lecita espressione di critica politica peraltro continente nella forma e concernente argomenti di indubbio rilievo/interesse pubblico».


Il provvedimento è stato firmato dal magistrato il 18 settembre 2012 ed il procedimento definitivamente chiuso lo scorso 13 maggio 2013 con decreto di archiviazione siglato dal gip del Tribunale di Teramo.
«Naturalmente ho preso visione dell’incartamento processuale», va avanti Ciccocelli, «e, in particolare, della denuncia-querela a suo tempo depositata. In considerazioni delle affermazioni rese nel documento e sulla scorta dell’analisi svolta dal magistrato inquirente, mi riservo di avviare ogni opportuna azione solo dopo avere approfondito taluni elementi e preso visione di documenti già da me richiesti ed in parte ottenuti. Nel rifuggire da tal tipo di azioni come quelle messe in moto dall’avvocato Ciafardoni, non posso non considerare che, per tutto questo tempo, sono stato ingiustamente accusato. Ho subito conseguenze reputazionali assai negative, come uomo, medico e soggetto propenso alla vita pubblica e comunitaria».