NUOVO CORSO?

Villa Pini: il curatore detta le regole e spunta l’ipotesi Pierangeli & Co

In una lettera l’“ammonizione” alla S. Maria de Criptis di Carmine De Nicola

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

9413

Giuseppina Ivone

Giuseppina Ivone






CHIETI. Palla al centro. Dopo il gol segnato con l’aggiudicazione dell’asta di Villa Pini a 31.050.000 euro, l’arbitro-curatore, Giuseppina Ivone, invita il Policlinico S. Maria de Criptis a tornare in partita dopo 20 giorni di parole in libertà.
E lo fa con una lettera ufficiale che non è proprio un cartellino giallo, ma che comunque sembra un’ammonizione.

1° PUNTO: IL CONTRATTO ED IL SALDO
Primo punto della comunicazione di Giuseppina Ivone, inviata per conoscenza anche ad Abano Terme: si ricorda che il contratto di acquisto sarà firmato il 30 luglio dal notaio Alfredo Pretaroli. In quella data dovrà essere pronto il saldo che può avvenire in due modi: o contestualmente alla firma oppure in rate posticipate bimestrali (detratta naturalmente la cauzione) garantite da fideiussioni di una primaria banca pagabili a semplice richiesta del curatore e senza altre condizioni. Non pagare o non firmare libera il curatore dagli obblighi assunti al momento dell’aggiudicazione, il che può significare o il via libera al secondo classificato (Pierangeli, Spatocco, Di Lorenzo, Concetta Petruzzi) o l’avvio della procedura per una nuova asta.

2° PUNTO: LE GARANZIE PER LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
Secondo punto: visto che il bene da trasferire non è un immobile qualsiasi, ma una clinica con ricoverati anche gravi, sono necessarie – scrive il curatore Giuseppina Ivone – «speciali cautele» e garanzie perché il passaggio di gestione avvenga senza soluzione di continuità nelle terapie e nell’assistenza.
Per questo S. Maria de Criptis deve comunicare se è in possesso delle attrezzature, dei macchinari e delle professionalità (medici, infermieri e tecnici) indispensabili per la gestione della clinica acquistata, compresa l’attivazione del nuovo Cup.

3° PUNTO: UN INVENTARIO COMPLETO DI TUTTA LA CLINICA
Terzo punto: poiché il trasferimento della proprietà deve avvenire in continuità con la retrocessione dell’attuale affittuario, è indispensabile che l’acquirente - in contraddittorio con Abano Terme – partecipi alla stesura dell’inventario completo di tutto il complesso aziendale. Il che potrà avvenire nei giorni dal 22 al 30 luglio. Per rendere più facili queste operazioni, il curatore si rende disponibile ad affiancare l’acquirente in tutti questi adempimenti.
Dopo il minuetto di mercoledì (incontro con i sindacati per la presentazione del Piano industriale e per l’accordo sul personale) e in attesa del prossimo incontro che scenderà più nei dettagli del fabbisogno reale di dipendenti, la vicenda “acquisto Villa Pini” subisce dunque un’accelerazione improvvisa.
Si tratta di un richiamo alla realtà da parte del curatore, che già in passato è riuscita a tenere dritta la barra del fallimento in situazioni abbastanza difficili. E non è escluso che sia intervenuto anche il giudice delegato Nicola Valletta che segue discretamente, ma con molta attenzione l’evolversi dell’asta.
In realtà, al di là dei contenuti “obbligati” dell’invito del curatore, alcuni passaggi di questa lettera fanno immaginare scenari complessi. 


Addirittura in queste vicende dell’asta si possono riconoscere in filigrana tutti gli accadimenti della storia più o meno recente della sanità privata in Abruzzo: tentativi di scalata, progetti di espansione territoriale, “spacchettamenti” di accreditamenti e posti letto, accorpamenti delle attività e delle società, lotta contro Angelini (che ha sempre definito questo comportamento come un complotto nei suoi confronti), lungimiranza e tempismo delle scelte dell’Aiop (l’associazione delle cliniche private) che difende i suoi interessi legittimi di fronte ad una politica miope che delega solo ai sindacati la difesa dei posti di lavoro e del diritto all’assistenza dei cittadini.
E così l’aggiudicazione di Villa Pini al secondo classificato nell’asta (Pierangeli & c) è tra le cose possibili, tra quelle che il curatore si riserva di decidere insieme al giudice delegato. Mentre sorprende che la politica locale, regionale e nazionale taccia sul passaggio di proprietà di Villa Pini e sul suo futuro, dimostrando un grave deficit di attenzione per un’attività che conta centinaia di posti di lavoro.
E’ stato infatti il Tribunale fallimentare di Chieti a salvare questa “fabbrica” che altrimenti sarebbe già chiusa da tempo.

Sebastiano Calella