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La zucca di Zuccatelli e la poltrona bollente

Il sub commissario alla sanità, vice di Chiodi, prepara la valigia?

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La zucca di Zuccatelli e la poltrona bollente

Zuccatelli



ABRUZZO. «Zuccatelli (il sub commissario alla sanità, ndr) resta, Zuccatelli va via”. “No, lo cacciano. Ma che cacciano, se lo hanno chiamato loro…» «Sì, lo hanno chiamato perché è capace, ma poi hanno scoperto che non era uno “yes man”…..»
«Forse per questo non piace nemmeno al direttore?»
«Certo, non vedi che non sopporta i rinforzi che gli sono arrivati solo perché non appartengono al suo cerchio magico?»
 Nei corridoi dell’assessorato regionale alla sanità, davanti al distributore automatico delle bevande (che perde acqua), la pausa caffè racconta come sfogliano la margherita Zuccatelli quei dipendenti che non scendono al bar a fianco all’ingresso: «resta, non resta» oppure: «lo ama, non lo ama» riferito una volta alla direzione dell’ufficio, un’altra al commissario Chiodi. 


Qualcuno si esercita pure a sfogliare questa margherita con riferimento al vero regista della sanità abruzzese e cioè il convitato di pietra del sesto piano di via Conte di Ruvo: l’ex assessore Lanfranco Venturoni, delegato di Chiodi alla sanità perché è l’unico del centrodestra che ci capisce quando si tratta di scelte strategiche sul territorio o di occupare le caselle importanti dell’assessorato con dirigenti della sua scuderia.
Come è avvenuto all’Agenzia sanitaria regionale, dove il commissario Angelo Muraglia, che pure aveva avuto il merito di aver resuscitato l’Asr, è stato sostituito con Amedeo Budassi (collega di Venturoni all’Anaao), già direttore sanitario della Asl di Chieti ed in predicato di riconferma da parte del manager Francesco Zavattaro (che poi però ha cambiato idea). 


E così mentre Budassi firma la delibera con la nomina di Gabriele Rossi come project manager del progetto “Abruzzo 2020, sanità sicura” (90 mila euro di compenso annuo per tre anni), il sub commissario Giuseppe Zuccatelli avrebbe commesso l’ingenuità di eccepire che la formazione è una cosa seria.
Avrebbe detto che forse era meglio inserirla in una programmazione delle Asl e non in un motu proprio del commissario e con un incarico ad personam per un suo attivista esperto di lobby (come Gabriele Rossi si autodefinisce). Forse è questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’insofferenza verso il sub commissario il quale avrà sicuramente dei difetti ma ha più volte ribadito anche pubblicamente (come nel recente convegno del Pd sulla sanità) che per la sua estrazione culturale e professionale guarda sicuramente alla sanità con un occhio al sociale ed al buon funzionamento della sanità pubblica. 


Musica per le orecchie dei democrat di quell’assemblea, un infortunio grave invece per il centrodestra. I cui emissari - confusi tra i partecipanti - hanno riferito in Regione non solo della presenza di Luciano D’Alfonso ma che questi annuiva compiaciuto quando Zuccatelli ha dichiarato di interpretare il suo ruolo di sub commissario «come la ricerca del cambiamento in favore dei cittadini» e «che non è disponibile ad accettare altre soluzioni».
 Povero Zuccatelli: arrivato in Abruzzo dopo un incarico in Campania e credeva forse  di essere salito un pò a Nord invece ha dovuto scoprire di essere sceso nel Sud più profondo.
 Si accettano scommesse sulla sua permanenza.

Sebastiano Calella