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Cialente, «metodi mafiosi contro di me». E annuncia: «lunedì mi cacceranno dalla Asl»

Nuova puntata delle ‘Cialentate su Facebook'

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Cialente, «metodi mafiosi contro di me». E annuncia: «lunedì mi cacceranno dalla Asl»

Massimo Cialente





L’AQUILA. Il sindaco Massimo Cialente da marzo scorso è tornato a lavorare all’Asl aquilana.
Un lavoro part time come responsabile del risk management da svolgere quando toglie la fascia tricolore, dalle 19 alle 22 (per 4 giorni alla settimana) e nell’intera giornata di sabato. Nei mesi scorsi questa decisione, presa per far maturare la sua pensione (dopo 12 anni di aspettativa per incarichi politici), ha fatto molto discutere.
C’è chi ha accusato il sindaco di lavorare a mezzo servizio per una città distrutta che avrebbe bisogno del massimo impegno.
Lui ha continuato il suo doppio lavoro, dividendosi tra Comune, Asl e le trasferte romane, sempre più numerose (per protestare o chiedere più soldi per la ricostruzione).
Adesso, però, il lavoro per l’azienda sanitaria locale potrebbe interrompersi bruscamente. Lo steso sindaco sostiene che l’Asl lunedì prossimo lo caccerà.
Di sicuro da giorni si agitano manovre che non sono passate inosservate al primo cittadino che anche oggi, come sempre più spesso sta accadendo, sceglie Facebook e il contatto diretto con i cittadini per sfogarsi.
Così Cialente racconta di aver ricevuto un ordine di servizio nel quale si spiega che non potrà più lavorare il sabato dopo le 14. Ma quelle ore per, assicura, lui sono indispensabili.
Oggi, come ha fatto esattamente una settimana fa dopo l’allontanamento del suo capo di gabinetto, richiama di nuovo in causa i metodi mafiosi che aleggerebbero sulla città.
«Voglio fare una riflessione sugli atteggiamenti di vero e proprio stampo mafioso che ci troviamo a dover subire, omertosi, violenti e volgari», scrive il sindaco.
Cialente dunque parte da qui per raccontare di essere da giorni nel mirino di attacchi «perché ho deciso di rompere con questi meccanismi, questi comportamenti e i pesanti interessi che vi si celano dietro. Lo sto facendo senza risparmiare nessuno, neanche coloro che mi sono più vicini».
Solo ieri l’ultimo attacco al suo Partito Democratico, per esempio.

L’ANNUNCIO E «IL FALSO COLOSSALE»
Due giorni fa, dopo aver partecipato ad un convegno ed essere stato a Roma Cialente arriva nel suo ufficio alla Asl alle 19,15.
«Qui», racconta, «ho trovato un perentorio ordine di servizio con il quale mi si impone di distribuire il mio orario di lavoro su 4 giorni, ma soprattutto di non lavorare il sabato pomeriggio dopo le 14,00 (ore delle quali ho bisogno)».
Nell'ordine di servizio si dice che l'ufficio presso il quale lavora il sindaco non osserva l'orario pomeridiano il sabato.
«E’ un falso colossale», denuncia Cialente. «In quell'ufficio il sabato pomeriggio ho sempre lavorato con altri colleghi, come risulta dai tabulati in possesso della Direzione Generale che riportano le loro presenze».

Per il sindaco questa sarebbe «una precisa volontà di pormi nella condizione di dover scegliere tra il mio lavoro alla ASL e il mio ruolo di sindaco. Non si spiega perché solo al sottoscritto, nel Servizio di Medicina Legale debba essere vietata la presenza in ufficio nel pomeriggio del sabato, come fanno tutti gli altri dipendenti. Si tratta di un vero e proprio segnale politico».

TELEFONATE ANONIME?
Secondo il sindaco la decisione sarebbe stata assunta dalla dottoressa Masciovecchio «perché preoccupata da pesanti telefonate anonime ricevute, con le quali la accusavano di coprirmi per chissà quali fini, e che la mia persona era ormai fonte di un pesante imbarazzo».
Lunedì prossimo Cialente è stato convocato dal direttore della Asl Giancarlo Silveri, al momento all’estero. «Non so cosa mi vorrà dire», ha scritto il sindaco, «aspetterò lunedì per essere ufficialmente, ma delicatamente, cacciato».
Cialente sostiene che il tutto sia stato fatto «non contro il Sindaco dell'Aquila, ma contro un dipendente qualsiasi quale io sono oggi (o forse ero) della ASL. Certo, potrei chiedermi se stavo dando fastidio perché quello è un posto di verifica del modo di lavorare nell'Azienda Sanitaria Locale, ma sarebbe forse eccessivo, anche se lì si possono cominciare a capire molte cose». 


Alessandra Lotti