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Abruzzo. Antenne San Silvestro: ancora misteri e sciopero della fame

Che fine ha fatto la task force creata dal Comune?

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Abruzzo. Antenne San Silvestro: ancora misteri e sciopero della fame

Il sindaco Mascia




PESCARA. Anche autorevoli esponenti della politica hanno parlato di «poteri forti» dietro questa piccola ma gigantesca storia di provincia.
I misteri e le mille domande senza risposte (da oltre 20 anni) dei residenti non fanno che avvalorare le tesi complottistiche.
Intorno a tutto questo ci sarebbero anche le responsabilità di tantissime istituzioni che avrebbero dovuto controllare e verificare, che avevano promesso di interessarsi alla vicenda e non l’avrebbero fatto. C’è poi il mistero della procura che aveva aperto un fascicolo poi arenatosi. Ma la notizia più recente, diffusa dal deputato del Movimento 5 stelle, è che nessuno ha mai chiesto atti e documentazione al ministero sulle antenne di San Silvestro colle.
Il fatto potrebbe essere rilevante perché qualunque indagine degna di questo nome, che sia amministrativa o penale, dovrebbe prevedere come scelta imprescindibile di andare alla fonte e verificare le carte ai vertici. I vertici sono il ministero delle comunicazione e l’Agcom.
In queste condizioni i residenti hanno gioco facile nel contestare tutto e tutti e parlare di «coperture trasversali» .
I cittadini che continuano a fare lo sciopero della fame dicono di aver perso almeno 3-4 chili con tutti i rischi e le difficoltà connesse alla vita quotidiana (sono mamme e papà che lavorano…). Oggi si torna a chiedere e a fare domande.
Una su tutte: «l’immediata applicazione delle leggi» 


«La questione è semplice», racconta ancora per una volta Brunella Di Lizio, «gli impianti tv-digitale installati in San Silvestro Colle non dovrebbero possedere, almeno per quanto accertato da Gianluca Vacca, alcuna autorizzazione Ministeriale. Poiché la normativa relativa alla radiotelevisione è norma di carattere speciale ai sensi dell’art.53 del D.Lgs 177/2005 e prevale sul Codice delle Comunicazioni Elettroniche D. Lgs 259/2003, ne consegue che per installare tali impianti andava chiesta la concessione edilizia. Non risulta che il Comune di Pescara abbia mai rilasciato concessioni o autorizzazioni urbanistiche».
Ora bisognerebbe capire il perché nel 2010 il Comune di Pescara ha istituito una task force «per verificare la regolarità amministrativa degli impianti presenti in San Silvestro Colle» e cosa ha fatto il gruppo di lavoro e cosa ha scoperto. Sembra che tuttavia la task force non abbia rilevato l’assenza delle Autorizzazioni Ministeriali.
Si sa anche che il Comune non avrebbe mai chiesto al Ministero le copie delle Autorizzazioni. Se nessuna copia è stata chiesta l’indagine (di cui si sconoscono i risultati ed i particolari) può definirsi tale?
Oltre al Movimento 5 stelle al momento impegni concreti sull’argomento non se ne vedono oltre le solite chiacchiere.
«Siamo disposti a continuare il digiuno fino a quando il Comune di Pescara non accerterà in atti l’abusivismo degli impianti, firmando l’ordine di smantellamento e la contestuale denuncia penale a carico degli abusivi», dicono i residenti.
Storia già vista mille volte in 20 anni di silenzi e omertà. Come mille altre storie.

M5S: «MEDIASET ABUSIVA». LA REPLICA: «NON HANNO CAPITO NIENTE»
E sempre ieri si è parlato anche a livello nazionale di antenne «abusive», quelle di Mediaset.
«Mediaset non ha la concessione del governo per trasmettere e se questo risulterà vero noi ci rivolgeremo direttamente alla Guardia di Finanza per chiedere che venga oscurata».
Secondo Michele Giarrusso (M5S), insomma, Berlusconi sarebbe «un abusivo» e di questo dovrebbe risponderne.
«Chi ce lo ha detto? I rappresentanti del partito-azienda in Giunta», afferma ancora il senatore 5 Stelle. «Ma il collega del M5S non ha capito niente - ribatte Giacomo Caliendo (Pdl) - perchè evidentemente non conosce le leggi che disciplinano il settore. Dal 2005 in poi infatti non c'è più bisogno di un atto di autorizzazione specifico».
«Esiste il decreto legislativo n.177 del 2005 - spiega ancora Caliendo - grazie al quale non si rende più necessaria una concessione specifica da parte dello Stato. Per realtà economicamente rilevanti che svolgono una determinata attività, com'è appunto Mediaset c'è solo un'autorizzazione generale che però non si concretizza in un atto specifico come richiesto oggi da Felice Casson in Giunta per le Immunità. Ed è in questo senso che ho detto che un documento specifico da acquisire agli atti che dimostri come Mediaset sia un concessionario dello Stato non c'è».
«Ma si tratta di questioni complesse sulle quali si dovrebbe aprire un discorso serio, un ragionamento. Non è un tema da liquidare in 20 minuti».