LA REPLICA

Laterlite spa: «nessun ricatto e grande attenzione all’ambiente»

Dopo le polemiche sulla procedura di Valutazione di impatto ambientale l’azienda chiarisce

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CAVA ARGILLA




ABRUZZO. Sono di alcune settimane fa le polemiche intorno alla cava di argilla di Lentella della Laterlite spa che da alcuni anni ha fatto richiesta di allargare il suo raggio di azione.
Nella procedura che si avvia verso l’autorizzazione si sono inserite le accuse del partito di Rifondazione comunista e del Wwf che, con le carta, sostengono che vi siano alcune incongruenze.
La società però non ci sta e a distanza di giorni tiene a precisare alcun delle accuse mosse da una parte della politica. Sullo sfondo i problemi occupazionali che potrebbero derivare dalla mancata autorizzazione all’allargamento della cava.

RICATTO AMBIENTE-LAVORO
«Né l’azienda né i lavoratori si sono mai trovati nella condizione di dover sottostare a un ricatto che abbia come possibilità di scelta il lavoro a discapito dell’ambiente», spiega in una nota per l’azienda Eugenia Marè. «Di fatto, senza l’estrazione della materia prima, la produzione di argilla espansa non è possibile».
La richiesta di cassa integrazione, «già programmata per il particolare momento economico, è stata solo integrata per la contestuale necessità di dilazionare i tempi per insufficienza di materia prima».
Le quantità di argilla attualmente presenti e disponibili «non permettono di arrivare alla fine dell’anno».
La dilazione dei tempi permetterebbe invece di “guadagnare” qualche settimana di attività in attesa di «un’auspicabile risoluzione delle problematiche inerenti l’autorizzazione all’estrazione della materia prima. La risoluzione, cui Laterlite sta lavorando con serio impegno per risolvere le criticità sollevate dalla Comitato di Valutazione Impatto Ambientale, è nella realtà dei fatti di ordine meramente tecnico».

«EMISSIONI IDRICHE»
Secondo l‘azienda non esisterebbe alcun tipo di scarico industriale proveniente dalle attività dello stabilimento. Laterlite spiega che viene effettuata la raccolta ed il trattamento delle sole acque meteoriche che insistono sulla superficie dello stabilimento. Tali acque sono abitualmente riutilizzate nel ciclo produttivo, non scaricate.
«Nel corso del 2012, proprio nel periodo in cui è emersa la problematica», dice Marè, «di non potabilità dell'acqua prelevata dal fiume Trigno, tali acque sono state oggetto d’indagine analitica da parte degli enti preposti al controllo e tali controlli hanno evidenziato la piena conformità ai limiti di legge. Inoltre, da quanto è emerso negli ultimi mesi, i parametri sotto osservazione nelle acque del Trigno non sono in alcun modo riconducibili a sostanze utilizzate nel ciclo di produzione né alle categorie di rifiuti da noi utilizzati».

«EMISSIONI IN ATMOSFERA»
«Il camino dell’impianto di Lentella», spiega la società, «è controllato da due sistemi di monitoraggio in continuo collegati on line con l’Ente di controllo, che può così verificare, in tempo reale, tutti i dati emissivi ed i più significativi dati di processo. La presenza di due sistemi di rilevazione dei dati emissivi - il secondo non obbligatorio per legge - è garanzia di continuità di acquisizione dei dati in caso di malfunzionamento di uno dei due sistemi. Tali strumenti sono sempre in funzione».
«A garanzia di una completa trasparenza e a dimostrazione del proprio impegno e responsabilità in merito alla tutela dei valori di sostenibilità aziendale», conclude la nota, «Laterlite invita tutti coloro che fossero interessati a ricevere maggiori informazioni sul ciclo produttivo e su qualunque tematica ambientale a contattarci e a visitare lo stabilimento».