MINUTI PREZIOSI

Pescara, il Consiglio comunale di pochi minuti che costa 2.300 euro

Pignoli (Fli): «altro schiaffo alla città». Pdl: «basta demagogia»

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COMUNE PESCARA



PESCARA. Una seduta di pochi minuti, aggiornata per approfondire in separate sede l’argomento in vista della discussione che a questo punto è stata rimandata a venerdì.
E’ il riassunto dell’ultimo Consiglio comunale tenutosi ieri a Pescara. Non una riunione fiume, nemmeno una cosa rara perché di sedute mordi e fuggi se ne registrano.
Una cattiva abitudine che costa però alle casse pubbliche. A questo giro si parla di ben 2.300 euro, per 10 minuti appena.
Insorge il consigliere di opposizione Massimiliano Pignoli (Fli) che non ha risposto all’appello, dice, per non ricevere il gettone di presenza. Non hanno fatto lo stesso altri 25 consiglieri.
«Ieri c’è stato l’ennesimo schiaffo ai contribuenti, visto che parliamo di soldi pubblici», si agita Pignoli. «I consiglieri non hanno quasi fatto in tempo a sedersi tanto è stato breve il Consiglio ma riscuoteranno ugualmente il gettone di presenza».
Si tratta di 92,76 euro a persona. 


« Io pur presente», ci tiene a sottolineare l’esponente di minoranza, «ho invece deciso di risultare assente per non percepire il gettone. Gli altri, anziché prendere atto, vista la durata, di rinunciare, hanno risposto all’appello del presidente del Consiglio, ottenendo così il diritto a ricevere il gettone».
Sul motivo del rinvio, però, non c’è l’accordo. Pignoli dà la colpa alla maggioranza «che non è riuscita a calendarizzare una discussione importante come quella su TreGemme in quanto il dirigente incaricato non ha avuto il tempo di esaminare le pregiudiziali presentate dalla minoranza giorni fa». Per questo, secondo il consigliere, sarebbe bastato rinviare direttamente il Consiglio a venerdì, e risparmiare alcune centinaia di euro «che non rappresentano una cifra astronomica», puntualizza Pignoli, «ma sono pur sempre soldi pubblici dei contribuenti che sarebbero potuti servire per le Politiche Sociali».
Secondo il capogruppo del Pdl Armando Foschi, invece, il rinvio è da attribuire alla minoranza: «ci hanno chiesto di poter approfondire con i propri consulenti il parere legale sul progetto Tre Gemme».
Sempre Foschi invita Pignoli «a finirla con la sua solita demagogia: la maggioranza di centrodestra, oggi, avrebbe potuto continuare il lavoro in aula, e solo per cortesia istituzionale abbiamo rinviato il tutto. La finisse il consigliere Pignoli, altrimenti riconsegnasse alla città tutti gli emolumenti percepiti per sedute del Consiglio andate a vuoto per la colpevole politica ostruzionistica attuata da lui e dalla minoranza».


IL PARERE LEGALE
In pochi minuti, dunque, il Consiglio comunale ha solo potuto prendere atto che il progetto di Tre Gemme di via del Circuito «è perfettamente assentibile e rispondente alle disposizioni della legge 106».
E’ questo, infatti, quanto si evince dal parere legale espresso dall’avvocato Fabrizio Rulli.
Nel dettaglio Rulli chiarisce tra l’altro che in merito all’obbligo o meno di ricostruire l’esatto numero dei fabbricati che si andranno a demolire «in assenza di una espressa previsione normativa, ritengo che le finalità di riqualificazione urbana individuate dalla norma consentano anche di modificare il numero dei fabbricati, rimanendo nella stessa area di intervento. A mio avviso, i limiti alla modifica della sagoma, non escludono la facoltà di diminuire o aumentare degli organismi edilizi esistenti, ma impongono solo l’adozione di scelte architettoniche, sotto il profilo tipologico e formale, atte a garantire che le nuove costruzioni si inseriscano in modo armonico ed equilibrato nel tessuto edilizio e urbano circostante».
«Il parere dell’avvocato Rulli – ha proseguito l’assessore Antonelli – risponde in maniera articolata a ogni quesito posto in aula. L’opposizione ha chiesto altre ventiquattro ore di tempo per approfondire le questioni contenute nel documento»,
A questo punto si tornerà in aula venerdì 12 luglio, alle 9 per la ripresa del dibattito.